GARE COL CANE DA FERMA E SPANIELS: IL LAVORO DEL CANE DA FERMA (2°Parte) di Angelo Di Maggio

Questo articolo è estrapolato da “Gare col Cane da ferma e Spaniels”, testo prodotto e gentilmente messoci a disposizione dal Sig Di Maggio Angelo, Giudice Cinofilo e grande appassionato di caccia; egli, grazie all’esperienza acquista sul campo quale giudice della Libera Caccia, ha giudicato e giudica in gare organizzate da qualsiasi “associazione venatoria” che da questa sia chiamato a farlo.

Tutto il materiale concessoci, evidente frutto di cultura del settore ed esperienza sul campo, è della lunghezza complessiva di circa settanta pagine; pertanto, per motivi legati ai limiti che inevitabilmente la lettura in video ci pone, abbiamo deciso di proporlo suddiviso per argomenti, cercando di mantenere continuità di contenuti, per renderlo più usufruibile da parte di tutti gli operatori del settore, aspiranti giudici, delegati cinofili o semplicemente appassionati del magnifico mondo delle gare cinofile.

Al termine delle pubblicazioni, che si susseguiranno settimanalmente, provvederemo ad unire tutti i singoli articoli pubblicati, in un unico testo, scaricabile in pdf dalla sezione “Cinofilia”, che ciascuno potrà stampare e tenere come manuale completo ed esaustivo, da consultare in qualsivoglia occasione.


GARE COL CANE DA FERMA E SPANIELS: IL LAVORO DEL CANE DA FERMA (2°Parte)

La filata
E´ l´azione che il cane compie non appena avverte, in lontananza, un leggero effluvio di intensità talmente leggera da non provocare la ferma.
Da non confondere con l´accertamento, perchè questo presume una intensità più forte che spesso porta ad una ferma, risolta o non risolta che sia.

Nella filata il cane interrompe il percorso e rallenta la corsa (galoppo o trotto), si porta nella direzione dell´effluvio e se si accorge di essersi sbagliato riprende immediatamente la corsa ma, se si rende conto della reale presenza del selvatico, pian piano rallenta fino a fermarsi completamente. Gli standard di lavoro delle varie razze ne descrivono i diversi particolari.

La guidata
E´ l´azione che il cane compie solo dopo che ha fermato e, avvertendo che il selvatico si sta allontanando di pedina, lo segue per non perdere l´emanazione, aspettando l´involo. E´ un´azione non voluta dal cane, il quale ne è indotto solo dalla pedina del selvatico.
E´ invece un´azione spontanea del cane.
Anche questa azione è meglio descritta negli standard di lavoro delle diverse razze.

L´accostata
E´ l´azione che il cane, dopo la ferma, compie per avvicinarsi al selvatico fermo pure lui. E´ un´azione che il cane può risolvere, con cautela, spontaneamente.
Può non significa deve; pertanto mai il cacciatoreconduttore dovrebbe pretenderla, costringendo il cane ad eseguirla.

Egli però può attuare degli accorgimenti che permettono l´involo del selvatico; far rumore, tossire, calpestare il terreno nella direzione che il cane indica con gli occhi e naso. Mai, comunque, si dovrebbe forzare il cane ad accostare. Perchè il condizionale? Perchè la realtà è diversa, imposta dal tempo e dalla foga del punto. Si ricordi anche delle circostanze di cui ho parlato innanzi riferendomi al “mettere in ala”, ma si tratta solo di “circostanze” di “quel” momento e di quel terreno.

Riepilogando, in sintesi:- la filata è l´azione che il cane compie prima di fermare; la guidata la compie dopo la ferma a selvatico pedinante; l´accostata la compie dopo la ferma, per avvicinarsi al selvatico fermo. Nessuno può capire se il cane, muovendosi dopo la ferma, stia guidando o stia accostando. Solo lui lo sa, a meno che non si riesca a vedere il selvatico.
Ad un certo punto, dopo che il cane ha guidato/accostato, ci si può accorgere che rifiuta di andare oltre; significa che sente il selvatico molto vicino.

La ferma
Sono state sempre tante le discussioni tra illustri cinofili per individuare se la ferma fosse o no un carattere innato nel cane pertanto trasmissibile, oppure acquisito. Sono infatti eccezioni i cuccioli che fermano un selvatico al primo incontro. L´istinto li porta ad accertarsi di che si tratta e pertanto si avvicinano senza alcun cenno di ferma così che, al frullo (più sfrullo perchè “forzano”), partono per rincorrere quell´animale a loro strano.

Gare caccia

Si arriva all´intervento dell´uomo col “fiocco”, a far capire al cucciolo la ferma. Ciò vuol dire che è l´uomo ad insegnare o, più probabilmente, a far emergere l´istinto? Succede spesso che cuccioli, senza alcun intervento dell´uomo, fermino da soli dopo tre o quattro volte che hanno visto frullare. E allora la ferma: carattere naturale o acquisito? Le discussioni potrebbero prolungarsi all´infinito, senza mai giungere ad un accordo. La scienza ufficiale indica i caratteri acquisiti non trasmissibili.

Occupandoci più in particolare della ferma come azione del cane, è da dire che essa differisce tra razze e razze.
Nei continentali italiani è preparata, morbida e con ridotta tensione dei muscoli.
Nei continentali esteri è più tesa e rigida, non sempre preparata, spesso scattata.
E´ nelle razze inglesi che raggiunge l´apice e nel pointer in particolare: rigida al massimo, statuaria; il puntatore per eccellenza.

D´altra parte furono proprio gli Inglesi che la richiesero ai loro ausiliari e solo per questo, probabilmente, lasciarono che si allontanassero per una cerca spaziata alla grande, come la natura dei loro terreni e della selvaggina poteva consentire.

Tutti i cani da ferma in tale azione restano immobili, quasi paralizzati; basta che non gli si paralizzi pure il cervello perchè, solo quando questo funziona, al minimo movimento del selvatico pedinante, devono lasciare la ferma e andare in guidata.
Posso anche aggiungere che non tutti i cani fermano più secondo lo stile di razza, perchè la maggior parte li si vede fermare quasi sempre di scatto.

Gare caccia

Lo stesso setter è più facile vederlo che “si butta a terra”, mentre lo standard dice:”…. gradatamente rallenta e si irrigidisce in ferma”. Solo i continentali italiani ed il breton si salvano in quanto, ai primi gli si pretende di mantenere l´andatura entro i limiti del trotto ed il secondo perchè gli è prevista una ferma scattata.
Lo stile della razza di appartenenza si evidenzia proprio dall´andatura e dal modo in cui il cane va in ferma.

Diverse sono le espressioni che il cane assume in ferma e diversi sono stati gli aggettivi che ad essa sono stati attribuiti, a seconda del comportamento del cane in tale azione. Premesso che il giudice non deve mai esprimere aggettivazioni sulla ferma nella relazione, è bene però che conosca quali si attribuiscono alla ferma e ciò al fine del suo personale giudizio.
Molti di tali aggettivi, infatti, sembrano uguali ma diversa è la spiegazione:

ferma solida: vuol dire che il cane non rompe la ferma e la manterrà fino a quando il selvatico glielo permette;

ferma avida: quando il cane esprime forte desiderio di arrivare al selvatico;

ferma sicura: quando il cane dà l´impressione che il selvatico è realmente presente. La si denota dall´espressione del cane che dimostra sicurezza; ecco perchè è chiamata anche ferma espressiva;

ferma rigida: vuol dire che il cane è immobile. Il solo movimento della coda, fa si che la ferma non sia più rigida;

ferma d´autorità
: quando il cane ferma perchè convinto di aver trovato il selvatico;

ferma di consenso: ferma del cane che ha visto altro cane in ferma (d´autorità). Sia questa che quella d´autorità, sono termini usati nelle prove di lavoro;

ferma preparata: se preceduta da tentennamenti, da esitazioni;

ferma aggiustata: detta anche ferma ritoccata; quando, dopo una prima stasi, il cane ne compie una seconda senza alcun motivo e di sua iniziativa, quasi per avvicinarsi al selvatico fermato; è molto simile all´accostata;

Gare caccia

ferma interrotta: quando il cane ferma, lascia e riferma più avanti con breve accenno di ripresa della cerca;

ferma incerta: può avere due significati: il primo, se il cane non riesce a solidificare la ferma; il secondo, se il cane dà l´impressione che il selvatico non è realmente presente e può trattarsi di ferma senza esito;

ferma forzata: quando il cane, dopo un breve accenno di ferma, dà sotto al selvatico e lo carica di sua iniziativa;

ferma a vuoto o in bianco o, più correttamente, senza esito
: quando il cane “tiene” la ferma, ma anche all´intervento del conduttore coi piedi a pestare il terreno o con rumore, non palesa alcun selvatico. Per essere considerata ferma senza esito, abbisogna che vi sia l´intervento del conduttore. Ma se il conduttore non interviene ed il cane, anche dopo aver sostato un po’, lascia e riprende la cerca, non può considerarsi ferma senza esito ma “arresto spontaneamente risolto”;

ferma catalettica: erroneamente attribuita al pointer solo per la sua ferma statuaria;

ferma eretta: è la tipica ferma del pointer, da dominatore, consapevole dei propri superiori mezzi olfattivi;

ferma di rovescio: quando il cane ha un´improvvisa olfazione portatagli dal vento, nella direzione opposta alla sua corsa e non può far altro che girare su se stesso, di scatto. Per quanto bella da vedere, è un errore del cane (se non anche del conduttore) in quanto corre con vento sfavorevole;

ferma girata: quando il cane in ferma gira intorno al selvatico per porlo tra lui e il conduttore;

ferma imprecisa: se il selvatico si leva in volo da posizione diversa da quella indicata dal cane. Può accadere quando il selvatico si è spostato senza essere guidato dal cane;
ferma corretta: quando il cane rimane corretto al frullo e allo sparo, aspettando l´ordine per il riporto a comando;

ferma con precedente filata
;

ferma con guidata;

ferma con accostata: è chiaro il significato dei tre termini, ma rimane aperto sempre il discorso sul fatto che bisogna vedere il selvatico per dire se si tratta di guidata (pedinante) o accostata (fermo);

ferma in profondità: quando è realizzata molto avanti al conduttore;

ferma al termine del lacet: chiaro il significato, è molto apprezzata perchè indice di cerca avida;

ferma al termine del turno: anche questa di chiaro significato, è apprezzata perchè il cane dimostra di avere fondo e ancora i riflessi pronti fino alla fine del turno.

Giudice di Gara Angelo Di Maggio


Nel prossimo articolo: GARE COL CANE DA FERMA E SPANIELS: IL LAVORO DEL CANE DA FERMA (3°Parte)