ALLA PROVA DELLA PASSIONE: CACCIA ALLE STARNE A MONTENERO
Andare a caccia, per un professionista impegnato in molteplici attività, è sempre difficile; per il tempo che non ti basta mai e per gli assilli che hai, ma poi alla fine sono i tuoi neuroni a dare un calcio a tutto, a prelevarti d’imperio ed a portarti sul terreno di caccia.
Sono così approdato con il fido setter convalescente e senza pretese (per ottenere molto da un cane occorre, ahimé, dedicargli tempo) in un’azienda agrituristico venatoria dell’Umbria, l’A.A.T.V. “Montenero” di Todi, azienda un tempo dedicata alla caccia d’elite del prestigioso gruppo aziendale alla quale appartiene, ed oggi sempre più indirizzata, sotto la efficace regia del Direttore Roberto Corsetti, a fornire servizi venatori alla portata di tutti gli appassionati ed in particolare ai cinofili.
Dal contatto telefonico ho chiesto di cacciare starne, perché ci si sente un po’ male nel conoscere questo spettacolare galliforme solo nei racconti dagli anziani che ci hanno trasmesso l’istinto venatico.
Perciò, setter al seguito e compagno di caccia al fianco (senza quello la mia caccia si sminuisce) siamo partiti alla volta dell’azienda splendidamente servita dal tratto della quattro corsie che unisce Terni a Perugia. L’accesso all’azienda si sintetizza tutto nello splendido Relais e nellacordialità del direttore e di Angelo, competente regista dell´attività venatoria.
L’impatto visivo è a dir poco esaltante: 1.200 ettari di colline, boschetti, forre fossati, incolti e coltivi. Mi aspettavo di trovare la classica situazione di un territorio “preparato”, dove gli incolti e le colture a perdere sono calpestate, quasi rullate con insistenza dal passaggio dei cacciatori, quasi fossero l’unica palestra possibile per l’azionedi unsetter. E invece tutt’altro; l’ambiente agrario va per la sua strada e, tranne le numerose aree scomode ai mezzi agricoli dove i terreni sono convenienti dal punto di vista produttivo, si ara per le future produzioni, lasciando per accortezza aree ove la selvaggina continua ad alimentarsi. Ma questa, a dire dell’amico, è caccia vera, con tutte le difficoltà insite della campagna umbra, identiche a quelle in cui siamo cresciuti e diventati uomini cacciando.
Sensazione molto piacevole ad immaginarsi, meno gradevole dopo due ore di scarpinate su e giù per le colline. Ma questa è la caccia reale, altrimenti è finzione.
Il setter, poco allenato com’è ad inizio stagione, si è “spiedato” nei forteti e nel duro terreno argilloso tipico della zona (siamo vicini a Deruta dove della terra argillosa si è fatta un’arte con le ceramica) e si è fatto anche fregare più volte dalle starne perché l’ambiente difficile e la selvaggina scaltra instaurano una sinergia difensiva che va contro il carniere facile.
Voli da raccontare che partono da un versante e vanno sull’altro e …. Tanti saluti.
Ma non per molto, perché la politica dell’azienda è quella di accogliere non troppi cacciatori nello stesso giorno e di riservare ad ogni gruppo grandissimi spazi di caccia. Così hai il lusso, raramente possibile, di ribattere le starne alzate pur se rimesse a notevole distanza. Veramente roba d’altri tempi.
La giornata venatica è finita con il pranzo nella casa di caccia dove, oltre alla buona cucina, si degustano i prestigiosi vini dell’azienda, ottimi anche per il consueto presente agli amici che oggi hanno preferito una battuta al cinghiale. Il pomeriggio l’azienda ci ha invitato ad una battuta al recupero, ma forse per me, professionista più allenato alla poltrona che allo scarpinare, quella caccia vera dove può eccellere un principe delle zolle è addirittura troppo. Quasi non me la merito.
Roberto Corsetti, squisita persona e competente direttore dell’azienda nonché, ovviamente, sapiente cacciatore, può essere contattato direttamente sul sito internet che vi invitiamo a visitare www.cacciaamontenero.it, all’email info@cacciaamontenero.it, o al numero telefonico 075.887122.
Che dire ancora… in bocca al lupo a tutti voi che frequenterete l´azienda, nella speranza che sappiate essere cacciatori migliori di noi, perché a Montenero la selvaggina non dorme!
Riccardo Ceccarelli































