IL CODICE CAVALLERESCO DEL CACCIATORE del Dr Armando Russo

Questa preziosa esortazione è tratta da un libello intitolato “Il Codice Cavalleresco del Cacciatore” (edito nel 1978),a me molto caro perchè regalato da una persona la cui cultura, passione venatoria e amore per la propria professione e la propria terra non smettono mai di stupirmi: il Dr Armando Russo, Giornalista e Federcacciatore.

Cacciainfiera lo riprone perchèsiamo convinti che il rispetto per la naturae per gli uomininon debba mai venire meno, nemmeno nell´ambito della propriapassione venatoria
.


Norme di Educazione Venatoria

La caccia è tra le più tradizionali e diffuse attività sportive praticate; fa parte integrante della natura umana ed è stata una delle più importanti e prime attività dell’uomo.
Ai nostri giorni è diventata divertimento, evasione, ritorno alla natura e, quindi, va praticata con serenità d’animo e, soprattutto, con spirito cavalleresco, che è sinonimo di nobiltà, lealtà, educazione.

Quanto segue potremmo, quindi, definirlo:
Codice Cavalleresco del Cacciatore”:

1 I selvatici vivono grazie al bosco, alla macchia, ai coltivati ed in questi trovano naturale rifugio. Rispetta e proteggi dunque il regno vegetale evitando di danneggiare le piante.

2 Gli incendi rappresentano un pericolo gravissimo ed irreparabile per le piante ed anche per i selvatici. Cerca quindi di accendere i fuochi in luoghi dove non via sia assolutamente possibilità di provocare incendi e, prima di andartene, assicurati sempre che il fuoco sia completamente spento e che nemmeno una brace accesa possa, in tua assenza, riattivarlo. Poni la massima attenzione nel fumare, che è la causa prima degli incendi. Spegni, dunque, accuratamente i cerini e, soprattutto, i mozziconi di sigaretta.

3Il contadino serio è il principale allevatore della selvaggina: coltivando assicura ad essa cibo e rifugio. Rispetta, quindi, le colture, i prodotti agricoli e gli alberi da frutto altrui. Danneggiando l’agricoltura provocheresti le sue rappresaglie e chi pagherebbe lo scotto sarebbe la selvaggina.

4 Ricorda che la caccia è soprattutto sport e sport è sinonimo di agonismo; battaglia cioè tra l’uomo raziocinante e d il selvatico sensitivamente superdotato. Un vistoso carniere può dunque valere assai meno di uno apparentemente modesto perché quello che veramente conta è il modo in cui è stato ottenuto.

5Un vero cacciatore non è mai esibizionista. Evita quindi di appendere le tue prede al di fuori del finestrino o legarle al cofano della macchina; è inutile ostentazione della tua fortuna, anche se accompagnata da un poco di bravura.

6Spara soltanto quando sei sicuro del colpo ed hai le massime possibilità di uccidere il selvatico. Azzardando il tiro feriresti – nella migliore delle ipotesi – la preda, facendola soffrire inutilmente e, comunque, non riusciresti ad incarnierarla. E anche quando, sparandogli a distanza utile, ferisci un selvatico, cerca immediatamente di porre fine alle sue sofferenze perchè anche gli animali sono esseri viventi e sentono il dolore.

7Evita di sparare a selvatici giovani o non ancora completamente maturi. Darebbe come gloriarsi di aver picchiato un bambino!

8Le femmine di alcune specie di selvaggina sono in ogni tempo protette per legge, altre no. Ricorda, comunque, che anche quelle che non godono i benefici di legge hanno, in natura, il compito della continuazione della specie e, quindi, rappresentano la sopravvivenza stessa della tua passione. Rispetta, dunque, quando puoi, tutte le femmine, perchè questa è vera … “cavalleria”.

9Non sparare mai ad un selvatico quando sai di non poterlo raccogliere. Sentiresti, poi, l’amarezza di aver stroncato inutilmente una vita. (Questo caso può essere frequente in montagna quando si spara ad un ungulato o a qualche tetraonide in volo, perché posssono cadere in qualche burrone rendendo impossibile il recupero; ma è anche frequente quando si cacciano i piccoli uccelli al “passo”: se cadono al pulito sono facilmente recuperabili, ma se cadono nella fitta macchia sono irrimediabilmente perduti).

10Con i collegi cacciatori comportati sempre educatamente. Non tagliare mai la strada ad altri e non fare della caccia una gara di velocità a chi arriva prima sul selvatico. Cerca di essere il meno invadente possibile e non disturbare la tranquillità di appostamenti in funzione o la priorità di scelta di un cacciatore che è arrivato prima di te nella zona. Se lo farai, rovinerai la giornata ad altri ma, soprattutto, a te stesso perché nel tuo intimo avrai la certezza di non esserti comportato lealmente.

11 Rispetta sempre il cacciatore anziano e cerca di non snobbarlo o, peggio, umiliarlo con i tuoi garretti d’acciaio e con la tua giovinezza. Anch’egli è spinto dalla tua stessa passione e potrebbe risentirsi di un tuo modo d’agire scorretto. Sa sarai capace di rendertelo amico, potrai imparare un’infinità di cose utili e sarà, soprattutto, la sua esperienza a farti da maestra.

12Evita sempre, anche se ritieni di aver ragione, discussioni sull’abbattimento di un selvatico. Darai al tuo rivale la soddisfazione di portarsi a casa quel capo di selvaggina, ma gli rimarrà pur sempre nel cuore di non avere avuto diritto a quel capo. Avrai in tal modo dimostrato il tuo spirito cavalleresco e non ti sarai rovinata la giornata con una sterile discussione che, comunque, non servita a far valere i tuoi diritti.

13Consegna sempre di buon grado la selvaggina da te abbattuta, scovata e inseguita dal cane altrui.

14
Rispetta e fai rispettare la legge; è emanata nell’interesse di tutti e quindi anche nel tuo interesse. Rispetta gli agenti di vigilanza; sono tuoi alleati perché, imponendo il rispetto della legge, assicurano la continuità nel tempo della tua passione. Mostrati sempre educato con loro e presenta di buon grado i documenti che eventualmente ti richiedono. Se hai sbagliato riconosci il tuo errore ed, invece di essere arrogante, affidati alla clemenza loro e della legge.

15Aiuta sempre il collega cacciatore che si trova in difficoltà, anche se questo dovesse por termine alla tua giornata di caccia.



Armando Russo cacciatore