LA CACCIA PER DIFENDERE LA SALUTE di Armando Russo
“… La caccia per me è una passione., ma anche un’arte di vivere che offre possibilità di partecipare ai grandi concerti della natura e ha momenti di convivialità, indispensabili all’equilibrio dell’uomo...”
Armando Russo
Perché l’uomo moderno, e il discorso è rivolto soprattutto ai giovani, possa difendersi dalla degradazione fisica della vita sedentaria impostagli dal processo di civilizzazione, è necessario che riscopra il piacere della fatica, il gusto di misurarsi contro se stesso e la propria pigrizia.
Gli occorre, però, uno scopo, una molla che lo spinga a far ciò che né il medico, né lo spauracchio di un precoce invecchiamento riuscirebbero ad imporgli.
Una di queste molle è sicuramente la caccia.
Questa parola richiama immediatamente il concetto di cattura, di uccisione di animali con armi, trappole, reti o animali all’uopo addestrati.
Però, su questo modo primitivo di intendere la caccia, che implicava all’origine lo scopo della difesa delle persone o degli averi (animali domestici, coltivazioni..) o della ricerca degli alimenti, prevale oggi quello di concepire la caccia come un’ottima occasione di esercizio fisico, di sano impiego del tempo libero nel mondo ritrovato della natura.
Per il cacciatore di rango, l’andare a caccia e il cerimoniale ad essa connesso rappresentano solo un pretesto, dietro al quale risiede, invece, un fatto culturale di rilevante importanza quale il riassaporato contatto con la natura, sempre più dimenticata o forestiera. La caccia rappresenta, inoltre, per il cittadino, l’operaio della catena di montaggio, l’insegnante, il professionista, un mezzo di evasione totale dalla stressante routine giornaliera, una fonte di distensione psichica.

Con lo scopo-pretesto di trovare la selvaggina, cammina per ore e ore attraverso i campi, canneti, brughiere, fitte boscaglie, affronta salite e discese, scavalca fossati, guarda ruscelli e fiumi. Poi arrivano le soste, sempre nel verde, in un ritemprante bagno d’ossigeno e sono anch’esse momenti di utilissimo relax, di riparo da una stanchezza fisiologica naturale, giusta, ben diversa dalle depressioni fisico-psichiche procurate dal lavoro.
Lo stesso vale per la colazione campestre sollecitata da un appetito autentico, altrimenti dimenticato, che non ha certo bisogno di stimoli artificiosi. In chiave moderna e con intenti diversi, la caccia riporta dunque l’uomo ad uno stato di genuina primitività, lo fa riscoprire autentico e gli consente di guarire dal deterioramento fisico, mentale e comportamentale di cui è causa e vittima nello stesso tempo.
Armando Russo































