LA FESTA DI S. UBERTO di Armando Russo

In onore del 3 Novembre, data in cui, ogni anno, ricorre la Festività di S. Uberto, Patrono dei Cacciatori e delle guardie forestali , il nostro carissimo Armando Russo, giornalista e Federcacciatore siciliano, ama ricordare con malinconia gli eventi che, a tale data, in passato si ricollegavano.


Mi piace ricordare S.Uberto, Patrono dei Cacciatori, la cui Festa ricorre il 3 Novembre; essa veniva festeggiata a Parma dalla Federcaccia ogni anno, ai tempi dei Presidenti Rosini e Prosperini. Ciascuna sezione poi, individualmente, amava festeggiarlo nella propria città.

Ricordo come a Messina, la mia Messina, sui Peloritani, e precisamente nel villaggio montano di Castanea delle Furie, veniva celebrata una Messa solenne, affollata di cacciatori e seguita da festeggiamenti, proprio in concomitanza della Festa di Autunno per la vendemmia. Proprio in quelle occasioni venivano distribuite, un po’ in tutte le città della Sicilia, miglia di figurine riportanti la preghiera al Santo.


Festa di sant´Uberto

Tale preghiera, molto bella, venne pubblicata, leggermente modificata rispetto all’originale, nel 1991 dallo stesso Rosini, con l’aiuto dell’Arcivescovo di Milano Mons. Martini, e intitolata “La Preghiera del Cacciatore”; la stessa preghiera fu, nel 1996 , da me recitata all’Arcivescovo di Messina Mons. Ignazio Cannavò, in occasione della Festa di Sant’Uberto a Castanea.

Sempre nell’occasione di tale Festa, ma nel 1992, il presidente Rosini ebbe anche l’onore di poter donare, a nome di tutti i cacciatori, una pisside d’oro a Papa Giovanni Paolo II.



Al Santo Padre, nella domenica 29 Ottobre del 2000, fu inoltre donato uno Scheiben, un´antica tavola di legno di tradizione tirolese, con dipinta la conversione del giovane Uberto al quale, durante una battuta di caccia, appare una luminosa croce tra le corna di un maestoso cervo. Il dipinto, effettuato dal pittore Menapace, era ambientato nello splendido scenario della Marmolada dove il Papa, il 26 Agosto 1979, aveva posto e benedetto la statua della Madonna Nera di Cracovia, denominata la Regina delle Dolomiti.

Festa di sant´Uberto


Purtroppo oggi questa tradizione di festeggiare Sant´Uberto è quasi tramontata, almeno in Sicilia, nonostante che la figura del cacciatore-cittadino, grazie ad essa, ricevesse consensi ed onorabilità



Ecco la Storia di Sant’Uberto…
“…. Uberto, uomo del primo millennio (655-727), militare, o per meglio usare la denominazione dell’epoca, guerriero, cacciatore visionario, dotato di tanta religiosità naturale, da renderlo capace di vedere tra le corna di un cervo la croce cristiana, è un simbolo che è diventato l’immagine perenne della caccia. Un’immagine ed un simbolo che hanno avuto la forza di recuperare tutto il significato profano e pagano della caccia, e di trasferirlo con continuità e legittimazione dalla civiltà naturale a quella cristiana. Uberto fu anche vescovo di Maastricht, che volontà della storia rende, oggi, ancora più attuale ed europeo il valore….”


…e la Preghiera del Cacciatore..

  “Ti lodiamo, Signore, perché dai vita all’acqua, ai boschi, ai fiori, agli animali, alle pianure, alle montagne ed al sole che illumina. 

  E Ti lodiamo per farci continuamente comprendere la bellezza della Tua creazione, giungere alle nevi bianche ed ai monti, camminare nelle pianure, salire le colline, andare per i vasti prati. 

  Ti lodiamo, Signore, perché ci concedi di vedere conigli e coturnici sui monti e i falchi, nel cielo, ma anche quaglie, tordi, lepri e le beccacce e quante altre creature sono nel mondo a Tua gloria. 

 Perdonaci, Signore, le sacrifichiamo in eccesso alla nostra passione, Tu ci aiuti a capire e ci disponi al rispetto dei Tuoi beni ed alla Tua riflessione. 

 Sii lodato, Signore, per la pace che ci donano montagne, pianure, boschi e prati ed i pensieri che ci suscitano, amando la natura ed ascoltandone la voce impariamo a ritrovarli nell’abisso del nostro spirito. 

 E se un giorno Tu volessi farci restare tra loro, accogli, nella Tua infinita misericordia., la nostra anima di peccatori ma a Te più vicina”


Armando Russo