FALCONERIA: GLI STRUMENTI, COSI´ ANTICHI..COSI´ MODERNI di Pietro Pottino, Allevamento Sparacia

Abbiamo fino ad ora parlato della falconeria cercando di toccare argomenti di introduzione, o forse di approccio, a qualcosa di completamente sconosciuto.
Un mondo sommerso pieno di tanti misteri che avvolgono un’affascinante arte.

Se ci addentriamo un po’nella tecnicità della cosa, scopriremo una serie di attrezzature antichissime che sono tuttora moderne e praticamente insostituibili.

Sparacia Falconeria

Come si tiene un falco al pugno?
Semplicemente lo si trattiene tramite due laccetti di cuoio a loro volta attaccati ai tarsi dell’uccello. Si chiamano geti. Vengono applicati tramite un semplice, ma antico nodo al tarso dell’animale.

Il rapace normalmente viene posato sul blocco per gran parte della giornata, e assicurato ad esso tramite la lunga (un cordino), la quale collega i geti, attraverso la girella o tornetto, al blocco.
Naturalmente questi “attrezzi”, detti equipaggiamento del falco, sono di diversi tipi e ampiamente visibili nei siti di falconeria.

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Non dobbiamo dimenticare il cappuccio.
Serve a impedire che il rapace venga infastidito o intimorito da qualcosa o da qualcuno. Il cappuccio copre completamente la vista in modo da farlo stare tranquillo.
E’ difficilissimo trovare un falco abituato alle cose del nostro mondo e sarebbe quasi una violenza pretendere di farlo.
Ne esistono diversi tipi, soprattutto diversi in relazione alle le loro origini.

Quelli più usati sono gli arabi e gli indiani.
Il cappuccio arabo solitamente è meglio modellato, avvolge cioè la testa in modo più completo.
L’indiano va secondo me meglio per falchi giovani, non ancora abituati, in quanto si toglie e si mette con più rapidità e facilità. Ma, naturalmente, sono opinioni mie del tutto personali.

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Armare un falco significa prepararlo al volo o alla caccia. Solitamente ciò consiste nell’applicare la trasmittente e togliere la girella.

Poi vi è l’equipaggiamento che riguarda esclusivamente il falconiere fatto da: guanto, borsa, logoro.

Il guanto è di pelle (ve ne sono diversi tipi) corto, medio o lungo. Solitamente un guanto corto di buona pelle (quella che io consiglio è di cervo) va bene per un falcone di media taglia, mentre uno medio si addice per un astore.

La borsa serve per portare con sé l’occorrente, cioè il logoro, un po’ di carne e spesso un uccello vivo che può servire sia all’addestramento iniziale sia per una improvvisa necessità al richiamo, sia perché alcune volte un falco sovra peso non risponde bene al logoro.

Il logoro non è altro che una sagoma di cuoio a forma di uccello, sulla quale viene attaccata della carne, e possiamo certamente dire che è l’attrezzo principale utilizzato nell’addestramento.
E’, in pratica, il mezzo più efficace per il richiamo e per la preparazione muscolare.

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Quando inizia l’addestramento il falco viene fatto mangiare sul logoro. In seguito, essendo per lui il piatto sul quale mangia, diventa importante e indispensabile per acchiapparlo o, meglio, ghermirlo; per far ciò il falconiere inizia a roteare la sagoma, togliendola di scatto alcuni attimi prima che l’uccello in volo possa prenderla.
Questo esercizio non fa altro che accentuare l’istinto di predazione e favorire una buona e corretta preparazione muscolare, indispensabile a futuri inseguimenti, spesso estenuanti e faticosissimi.

Come ben sappiamo esistono ormai in commercio svariati tipi di attrezzature più o meno utili, costose, meno costose, alla moda o meno. Io ho semplicemente indicato quelle essenziali, senza le quali fare falconeria è impossibile.

Auguro a tutti coloro che amano la natura di potere entrare in contatto con una delle cose più belle che essa stessa ha creato.

Pietro Pottino

Allevatore, addestratore  e selezionatore
Rapaci da Falconeria “Sparacia”
www.allevamentosparacia.com
rapax@neomedia.it

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