FALCONERIA: IL MISTERO NEL VENTO di Pietro Pottino

Comiciamo da questa settimana un lungo viaggio nella Falconeria. Un viaggio in cui saremo guidati dalla competenza ed esperienza del Sig. Pietro Pottino che vogliamo, sin da ora, ringraziare sinceramente, per la disponibilità, l´umiltà e la dignità con cui ci ha aperto alla conoscenza di un mondo imperscrutabile, con la delicatezza sola di chi ama quello per cui vive, rispettandolo profondamente e vivendo nella sua osservazione, spettatore attento e silenziosodi ciò che la natura e l´uomo hanno saputocreare, nel rispetto reciproco.
Grazie ancora…

Che cos´è la falconeria?
Lo spiega meglio di tutti Federico II di Svevia col titolo del suo famoso trattato “De arte venandi cum avibus”.
E’ soltanto l’arte del cacciare con gli uccelli.
Credo che la falconeria, o provare a praticarla, sia un insieme di conoscenze tecniche e istintive che un uomo possiede.

Il rapporto con la natura, l’osservazione della vita in tutto il suo corso, fino alla morte, la consapevolezza che gli esseri che fanno parte del mondo, grandi e piccoli, predatori e predati sono nati per nutrirsi, prolificare e conservare a costo della vita il proprio territorio ci permettono di affrontare il rapporto con un rapace in modo paritario.

Uno sbaglio, che forse la nostra natura di uomini moderni ci porta a fare, è usare sentimenti più o meno buoni nell’addestramento di un falco.
La gentilezza, la fermezza, la determinazione sono le uniche doti importanti. In fondo un rapace deve rispettarti, così come tu devi fare con lui.

sparacia falconeria

Non potrai mai sottometterlo, ma potrai raggiungere solo una fiera e altera collaborazione. In volo ti guarderà sempre, guarderà il tuo cane, ogni piccolo movimento sarà sintomo di qualcosa, sarà da lui percepito come il significato di un’azione da compiere. Ma, per raggiungere questo, i sacrifici sono grandi…quante volte lo perderai, e grazie all’uso delle moderne ricetrasmittenti lo ritroverai, benedicendo quel momento; quante volte ti bagnerai sotto la pioggia, quante altre sarai costretto a buttarti in un fiume magari d’inverno, quanto dovrai camminare, arrampicarti su per qualche collina, arrivare quasi a toccarlo con un dito, e lui sfuggirti davanti sazio, con un bel gozzo per la preda che ha prima preso!

Certo, ci sono tanti accorgimenti che evitano o che limitano questi rischi, ma questa esperienza te la fai tutta a tue spese. Non troverai mai maestri in questo e in fondo è giusto che sia così!

Un mio caro amico, e anche mio consigliere, dice che non bisogna divulgare la falconeria, perché ci si deve arrivare un po’ per caso dopo avere tanto cercato. Molti si stancano di cercare, ma quelli che perseguono questo scopo e riescono sono quelli in fondo selezionati da loro stessi. Non so se ha ragione, forse no perché è una cosa troppo bella per tenerla tutta per sé.

Federico II diceva che un giorno senza falconeria era un giorno inutile!

Certo ci vuole tempo e, oggigiorno, posso senz’altro dire che decidere di praticarla diventa quasi una scelta di vita. I falchi vanno in muta e un falco da falconeria va tenuto in voliera da marzo a luglio (questo è il periodo di muta). In questo periodo che si fa? Si va in giro per le campagne a osservare i voli degli uccelli selvatici in corteggiamento o con la prole.

Sparacia falconeria

Assistere alla caccia di un falcone selvatico è qualcosa di assolutamente sorprendente anche per persone esperte.
Un puntino che picchia giù dal cielo a quasi 400 km/ora e sentire il tonfo dell’impatto con la preda…….. O vedere il maschio che torna al nido con la preda tra gli artigli e la femmina gridare nel modo loro caratteristico di chi dice: “Dammela che io a caccia non ci posso andare perché devo pensare ai piccoli!”

E’ così che avviene lo scambio della preda in volo. Arriva la femmina, si capovolge e il maschio gliela cede! E allora vedere volare un selvatico è l’unico modo per far capire a un futuro falconiere come il proprio falco dovrebbe volare e cacciare. Questo è il fine ultimo di un falconiere: riuscire a volare il proprio falco come un falco selvatico….ma non ci riesce nessuno!

Ecco, credo che la conoscenza “ottica” delle cose o alcune delle cose sopradette sia una tappa necessaria, se non fondamentale, per iniziare. Naturalmente lo studio della storia, aiuta a capire quali siano i viscerali motivi che inducono a tutto questo. Gli spettacoli, “le rappresentazioni di falconeria” che alcuni “operanti del settore” propongono a fini di lucro non solo non c’entrano niente con la falconeria, ma non sono neanche educativi. E’ solo una forma circense del presentare un rapace così come si può fare con un leone!

Pietro Pottino
Allevatore, addestratore e selezionatore Rapaci da Falconeria “Sparacia”
www.allevamentosparacia.com
rapax@neomedia.it

Sparacia falconeria