Che bel colpo quella volta


E´ una fredda ed umida mattinata di fine ottobre; una di quelle in cui staresti tanto volentieri sotto le coperte; solo la grande passione per le avventure venatorie riesce a metterti in piedi anche di buon ora. Io, lo zio Loreto e mio cognato Pietro già la sera prima decidiamo di fare una battuta alla lepre nei campi della tenuta “La Cerreta” (ora zona di ripopolamento), lungo il torrente Rigo Maggiore. La probabilità di trovare una lepre in questo luogo è più alta che altrove perchè il territorio offre ampi spazi di medicai, ottimo pascolo per l´orecchiona.

Ci incamminiamo per la strada maestra che porta a Sanfatucchio, seguiti dai nostri setter al guinzaglio: la Nais, la Gea e la Neva. I setter sono cani da penna, ma vi assicuro che i nostri cacciano meravigliosamente anche la lepre. Giunti all´altezza del bosco, abbandoniamo la strada comunale e scendiamo giù verso il piano. E´ il momento di caricare i fucili e liberare i cani.

Maestro Pietro” – chiede Loreto, “Che cartucce andranno oggi?” “Penso quelle a meno piombo – risponde mio cognato, mentre sfila dal giaccone 5 cartucce di MB. Intanto Loreto fruga nella sua vecchia cartuccera fatta di consistente tela militare; tira su due cartucce caricate a DN con il piombo grosso e le infila nella doppietta cal. 16, che, vi assicuro tiene come un oracolo. E come ogni volta trova modo di sfottere me e Pietro che sfoggiamo due nuovi Franchi a cinque colpi “Valtre co ste metraglie farete ´na strage; altro che io co sto stiuppino“.

La battuta inizia e subito i cani corrono nella zona del medicaio. Si concentrano, muso a terra scodinzolando lungo le rive del torrente. Ogni tanto accennano a brevi ferme. “Occhio“- escalma come al solito Loreto. “Qui la lepre c´è stata!” Poi si ferma, guarda a terra, e continua: “Maestro, ce son le fatte e dovrebbe esse un bel maschio, sarà sicuramente su ste maggesi!” E dai a cercare di qua e di là, mentre il vento che prima era una brezza ora si è fatto forte. Pietro ed io stiamo facendo assieme una maggese mentre Loreto segue la Nais e si allontana un pò.

Intanto la Gea e la Neva non alzano il muso da terra un attimo, se non per dare una rapida occhiata e controllare la nostra posizione.

TAM” risuona inaspettato il colpo schietto della carica DN; è il vecchio LIEGI calibro 16 che ha colpito. Guardiamo in quella direzione e vediamo, mentre la Nais si disinteressa,è Loreto (euforico) a correre a raccogliere la preda abbattuta. Pochi passi tra le zolle e poi…… fermo in posa statuaria, per alcuni attimi, poi porta lentamente alla fronte la mano destra, con il pollice solleva il cappello e …….. borbotta: “Come m´ha fregato bene!” – Mentre con movimento lento ma eloquente solleva alla nostra vista un malridotto sacco di concime. Si scatena in noi una risata tanto esplosiva, quanto breve, perchè …………. PAM. Risuona accanto a me uno sparo. Questa volta è il maestro Pietro che corre insieme alla Gea sulla Maggese. Pochi passi chiassosi, si ferma, si curva e……solleva orgoglioso la preda.

Loreto” – esclama con voce sonante “Questa è una lepre di ciccia, non di plastica!

Il vecchio cacciatore, per un attimo, si sente colpito nell´orgoglio, poi ……… sorride e partecipa anch´esso alla gioia della battuta.

Oreste Ceccarelli