Cherubuini

Il 17 febbraio 1963, giorno del mio 16° compleanno, ho già tutti i documenti pronti. In mattinata i Vigili Urbani mi hanno rilasciato il certificato di “maneggio dell’arma”. Mio padre ha firmato il consenso necessario e vado a consegnare il tutto al corriere Pagnelli, che fa la spola con Brindisi per il disbrigo delle pratiche e quindi anche del mio porto d’armi. Non ricordo che giorno della settimana fosse, ma evidentemente non andai a scuola perchè¨ frequentavo il 1° liceo classico a Martina Franca e prendevo il pulman la mattina alle 7,15.

Dunque sono in febbrile attesa della licenza che, nel mio pensiero, dovrebbe arrivarmi entro un paio di giorni. Arriva il sabato e vedo zio Franco in grandi preparativi: nel portone di casa pile di pacchi di cartucce. Capisco subito che deve andare a caccia in Calabria e quando glielo chiedo mi risponde che senza licenza non se ne parla nemmeno. Alle 7 vado a casa di Pagnelli, che viene da Brindisi, per vedere se mi ha portato la licenza: non c’Ãc’è, deve ancora arrivare. Sarò andato almeno 5 o 6 volte.

Quando finalmente lo trovo, grande delusione: il porto d’armi nonè arrivato! Quello che ricordo beneè un pianto dirotto da solo nella mia mansarda, ma purtroppo mi rendevo conto che non c’era niente da fare. Il pomeriggio del giorno dopo, domenica, zio Franco tornò dalla Calabria carico di tordi (circa 80!); erano stati a Rossano Calabro nella tenuta “Cherubini” dove mi disse che c’era “un mare” di tordi.Assorbita la delusione attesi invano la mia licenza che arrivò soltanto verso il 7-8 marzo quando, in preda all’eccitazione, progettai la spedizione ad Aliano che ho raccontato in un altro episodio.

Riccardo Turi