DISCORSI IN …CAGNESCO di Renzo Stella
Bau, gruff, bau …Eh …., andiamo bene, tutte le volte che arriva a casa, anche se è poco che mi ha lasciato, scodinzolo da staccarmi il culo… e lui che fa? Dopo una semplice carezza, a volte anche due, o si sdraia sul divano e guarda quella scatola brutta piena di cose che camminano, o si siede davanti a quell’altra scatola che fa un rumoraccio schifoso….
Specialmente quando con le zampe davanti schiaccia quelle cose nere, su quella tavoletta con quel cavo attaccato. Mi è sembrato che lo chiamasse computer …ma che razza di nome! Però l’altro ieri è stato bravissimo il mio capo, mi ha fatto ingoiare a forza una cosa schifosissima, amarissima; mica era carne e nemmeno un pezzo di torta che fa la mia padrona e che tanto mi piace, però mi è passato il male alla pancia, e non devo più correre veloce giù dalle scale per fare la cacca appena sono di fuori, ora posso comodamente andare dove c’è quella bell’erbetta e nascondermi bene, così i nemici non mi trovano. Così imparano ! Ma per quanti soli devo mangiarle ancora, quelle schifezze?
Il mio amico mi sgrida se lecco la pipì di quella bella barboncina che incontro ogni tanto, e poi mi porta in quel posto che puzza di disinfettante ….e io quelli lì con il vestito verde e i guanti li odio…ho paura; anche se mi sono accorto che quando, finalmente esco, mi sento molto meglio. Che stregoni…! Oggi è un sole speciale, il mio padrone, caro amico, è tutto coccoloso, mi avrà già accarezzato mille volte, che bello…ha preso quel bastone nero che tuona, saliamo in “macchina”, credo si chiami così e andiamo in quel posto dove posso correre a perdifiato, senza catena al collo… finalmente posso fare la pipì contro l’albero che scelgo io, stiano attenti quelli che passano, è terreno mio, solo mio.
L’unico fastidio, ma è poca cosa, è quella campanella che mi ha attaccato al collo… che non si lamenti se poi lo sento malamente quando mi chiama….vorrei vedere lui se gli attaccassero al collo quella scatola con i suoni dentro; cosa direbbe. Uaooo, che bello correre, saltare, andare con tutta la testa ad infilarsi in quelle belle spine per vedere se c’è nascosto qualcuno dentro; il comico è che quando siamo lì quello continua a dirmi: “ dai bello cerca, cerca..” Ma cosa si crede che stia facendo? Gli devo fare un disegnino?

A volte penso proprio che sia un poco rincretinito; ma è tanto bravo, mi vuole bene, e lo dimostra; pensa che non mi ha mai picchiato una volta. No, forse una volta l’ha fatto , mi ha dato una sberla, ma l’avevo fatta grossa: lui chiamava e io non rispondevo, me ne fregavo dei suoi richiami; pensavo s
Ti voglio raccontare di quella volta, …. faccio presto dai, che correvo nel bosco, il mio amico cercava di arrancare sulla salita scivolosa, io schiattavo dal ridere … con quelle gambettine grasse, ha la mania di coprirsi i piedi con quelle cose lunghe e verdi tanto ridicole e poi fa una fatica umana a salire, ma io ci ho messo un attimo. Lui mi diceva “cerca cerca” …e ridagli! E cosa credeva che stessi facendo?
In ogni modo, girando e rigirando in un prato, sentii un odore strano; mi avvicinai piano piano, stando quasi fermo e basso per non farmi vedere, ma ero indeciso su cosa fare perché non conoscevo bene quella scia puzzolente; fatto è che vidi partire a razzo un uccello davanti al mio tartufo. Un uccello strano, bellissimo, elegante e che non avevo mai visto….., sai io sono ancora giovane, in pratica un ragazzino…., aveva un becco lunghissimo e andava velocissimo.
Improvvisamente sopra la mia testa, ma non ho avuto paura, ho sentito il tuono del bastone del mio amico e ho visto quell’uccello scappare via in mezzo agli alberi. Cagnaccia ladra, quella cosa mi ha fatto imbestialire, senza che lui non mi dicesse niente, sono corso via per cercare di ritrovarlo … e che credeva l’amico, di scappare al sottoscritto? Mi ci è voluto un bel po’ di tempo.., si era nascosto bene sai? Ma l’ho ritrovato, e questa volta con la mia autorità gli ho imposto di stare fermo dove era, così… con la mente; poiché non lo vedevo ma ne sentivo benissimo l’odore.Sicuramente l’uccellaccio però mi stava guardando, nascosto dal suo cespuglio; credeva di scappare, pensa un po’.

Ha rovinato tutto il mio padrone, quello che crede di sapere tutto, ha fatto un casino tale con quei piedi coperti di gomma che lui se ne è volato via di corsa… però ti devo assicurare che il bastone ha tuonato di nuovo e quell’uccellaccio è caduto in terra. Sapessi le coccole che ho ricevuto per questa cosa, non te le immagini nemmeno. Forse ho capito che per fare contenti gli umani con il bastone che tuona bisogna cercare gli uccelli. Ancora adesso sento che il mio capo ne parla con i suoi simili e mi commuove come parla bene di me.
E tempo fa ha fatto la stessa cosa quando gli ho fatto trovare quelle galline tutte colorate; fanno un tale bordello quando si alzano che dovresti sentirle. Contento lui.. contentissimo io, pensa che posso correre dove mi pare, e se mi inzacchero con il fango…lui è pure contento; dice agli altri che ho lavorato bene, e giù coccole e razione doppia !. Ma ci pensi, poveri umani, si accontentano di così poco….e non li vuoi far felici? Fanno persino tenerezza. Oddio, qualche bastardo c’è, ma è un’altra storia.
Ma ora devo andare, ci vediamo eh? stammi bene; e vedi di non pisciare dove ho già fatto io, quello è il mio territorio! Bau Bau.
Renzo Stella































