I panini alla benzina
Marzo 1963. Ho appena ricevuto la mia prima licenza di caccia e sono assalito dalla frenesia della Calabria a caccia di tordi. Vado allora da Raffaele, il factotum dell´armeria Carrieri, a chiedere lumi su dove andare. Lui è un esperto! Mi risponde che lui non può andarci per problemi di lavoro ma c´è un posto dove ci sono tordi a migliaia: Aliano in Basilicata. Progettiamo una spedizione ad Aliano per la domenica (vado ancora a scuola!).
Prenderemo una macchina a nolo che sarà guidata da Armando che ha la patente, Bebè procurerà la benzina ed io mi occuperò delle vettovaglia. Partenza alle 3; verranno con noi, in qualità di accompagnatori, mio fratello Gino e Nicola vecchio amico. Alle 3 siamo pronti ma Bebè non si vede; dopo qualche minuto lo vediamo affacciarsi con la testa da un finestrino: il padre don Ciccio ha sbarrato la porta di casa per cui non può venire.
Per fortuna la benzina che lui doveva procurare era già stata caricata in macchina una Fiat 1100 Rondinella. Partenza! Verso Scanzano vediamo una indicazione per Aliano e la prendiamo. Andiamo a finire su una strada di montagna sterrata dove non si incrocia anima viva. Dopo aver percorso non so quanti chilometri su questa strada senza trovare alcuna indicazione, ci fermiamo vicini ad un albero di olivo sperando di trovare qualche tordo.
E´ ancora buio e nell´attesa dell´alba ci addormentiamo. Al risveglio vediamo che siamo in mezzo ad una desolazione mai vista, fra monti e vallate senza alberi: quello era l´unico albero di olivo nel raggio di chilometri!! Aliano è un miraggio. Decidiamo allora di tornare indietro e di fermarci sotto la zona dell´Aeronautica di Martina Franca per cercare di sparare qualcosa. Quando arriviamo sono più delle 10 e decidiamo prima di fare colazione. Apriamo il portababagli e ci accorgiamo che una delle taniche di benzina, rovesciatasi, ha fatto uscire della benzina che è andata a finire sui panini.
Ma la fame è tale che nonostante il sapore di benzina mangiamo avidamente i panini e ci scoliamo un litro di vino. Un pò alticci, Armando(con il suo sovrapposto Beghelli cal.12) ed io con il mio sovrapposto Beretta S.55 cal.20 usciamo per cercare qualcosa da sparare. Ma a parte qualche allodola smaliziata non c´è niente. E´ da poco passato mezzogiorno quando, sconsolati, decidiamo di rientrare. Arriviamo a Fasano alle 2 e ci rechiamo alla Macchia di don Beniamino, ai pedi delle colline che sovrastano Fasano, per il rientro.
Ma ormai è tardi per i tordi che sono partiti per la nidificazione. Nel carniere solo 2. Torniamo a casa dopo aver restituito la macchina ed esserci accorti che mancava la ruota di scorta. Pazzesco! Se avessimo forato su quelle montagne desolate chi ci avrebbe soccorso? La delusione è tanta ma io penso già alla prossima primavera per la caccia alle tortore di passo che sarà la mia prima stagione con la licenza di caccia.
Riccardo Turi































