L´ALBANIA di Marco Bertè
Non molto tempo fa, tre o quattro anni al massimo, il buon Achille, cacciatore senza licenza, preso dalla solita smania di inventare qualche cosa per soddisfare la sua passione venatoria mi convinse ad andare a Marzo in Albania.
Compagni di sventura il Dott Scurti detto Vincenzone, Luigi detto l´Orco, Teo l´Opportunista e Diego il Panzone.
Partenza da Bari arrivo a Durazzo il giorno dopo.
Pescara Bari naturalmente in auto.
Primo intoppo in frontiera, mancavano le marche sui passaporti. Trova l´ufficio postale, compra la marca, rifai la fila all´imbarco la solita routine.
Mare tanto per essere tranquilli forza cinque.
Arrivo a Durazzo alle sei di mattina.
Il referente tale Landi in attesa alla dogana.
Casino indescrivibile di persone e merci, disordine totale e lungaggini burocratiche spinte all´eccesso.
Miracolo, il buon Landi saltando la dogana e propinando banconote di irrisorio importo, ci consentì di volare letteralmente sopra a tutti.
Bagagli caricati in due fuoristrada nuovi di zecca e quindi pronti via. Impressionante il numero di galline ai bordi della strada tutto sommato ben asfaltata, asini e carretti da padroni sul ciglio, occhio agli autovelox tarati apposta per ottenere la tangente, 5 euro.
Sistemazione alberghiera di tutto rispetto.
Un nostro buon tre stelle a 25 Euro compresa la colazione, televisore satellitare telefono acqua calda bagno privato.
Appuntamento all´alba alle 2 e 30 caccia all´interno di un parco nazionale sovvenzionato da fondi esteri finalizzati alla preservazione delle specie acquatiche.
Cose da pazzi, tangente pagata al direttore del parco opportunamente foraggiata dal buon Landi.
Alla sbarra militari armati sino ai denti, parola d´ordine Landi.
Sbarra aperta con tanti saluti.
Palude meravigliosa e stagni d´acqua dolce grandi come campi di calcio. Stampi fonofilo cartucce e fucili gentilmente prestati dalla casa. Ritrovo in una torbiera, a mare vecchi ruderi di Mussoliniana memoria.
Zanzare fameliche e grandi come elicotteri, case matte ogni cento metri in stato di totale abbandono ricettacolo di rifiuti vari con la sinistra presenza di bombe tipo ananas ancora in mostra su scaffali polverosi.
Inquietante.
Il mare di una limpidezza impressionante, telline e vongole a pochi centimetri dalla riva di grandezza fuori del normale. Pranzo e cena a base di spigole o calamari al prezzo di 4 Euro bevande extra a 2.
Luce da gruppo elettrogeno.
Accompagnatore personale a 5 Euro educato e servizievole da suscitare in me oltre a una grande pena un forte senso solidale.
Marzaiole tante a mare, poche a riva comunque sufficienti a farci scartucciare nell´ambito della giornata. La gente, la gente Albanese povera e dignitosa che pena.
Tre giorni un´esperienza di vita incredibile.
Non avrei mai potuto credere che armi militari venissero vendute a pochi euro su improvvisate bancarelle.
Stagione venatoria senza soluzione di continuita´.
Specie protette praticamente nessuna.
Carniere di tre giorni circa 150 pezzi tra anatre e limicoli di qualita´.
Ovviamente tutto regalato anche perche non esportabile in Italia.
Una certezza il peggio della gente Albanese sicuramente non e´ in Albania.
Prostituzione zero, tanta e dico tanta poverta´ e sfuttamento indiscriminato da parte dei soliti furbi dediti all´edilizia ed alle costruzioni a basso costo.
Dio mio non credo che ripetero´ l´esperienza almeno non in quei modi.
Ho lasciato mance irrisorie a destra e manca.
Una sola riflessione, speriamo che la situazioni migliori anche per loro.
Un grande rimpianto, li sulla riva del mare albe e tramonti mozzafiato tra dune e alberi di tamerici.
All´orizzonte voli di marzaiole intercalate da passaggi di beccacce di mare e chiurli.
Spettacoli da noi ormai sepolti nei libri di storia.
Ciao Paese delle Aquile
Marco Bertè































