L´UNICA VOLTA CHE HO SPARATO AD UNA LEPRE di Riccardo Turi

Dunque, siamo nella metà degli anni ´70 e da poco è iniziato il sodalizio venatorio (che continua tuttora) con Giammario (Beghelli). Siccome il papà di Giammario possiede delle quote all´Ittica Val d´Agri, nei pressi di Policoro, ci rechiamo lì a caccia di anatre, dato che la zona – oltre le vasche per il pesce – ha una discreta palude.

Tuttavia la mattinata è vuota, poche anatre solcano il cielo. Verso le 8, spadulando in una specie di canale, riesco ad ammazzare un´alzavola. Continuando ad avanzare si alza un beccaccino che padello indegnamente. Poi se ne alza un altro che se ne va indenne.Ah! è così? Prendo le misure ai beccaccini (allora avevo meno di 30 anni!) e ne ammazzo in successione 5 tutti al 1° colpo.

Verso le 9, mentre girovaghiamo per la riserva mi accingo ad attraversare una zona che sembra sabbia. Accidenti! Erano quasi sabbie mobili! Sprofondo fino alla vita e sono letteralmente terrorizzato. Riesco a scaricare il fucile e lo tengo alto sopra la testa. Allora Giammario, afferrando il fucile con la canna, riesce a tirarmi fuori. Era il mio Breda appena comprato (serie “Oro” 1975), che ancora oggi porta un piccolo segno sulla canna di quell´avventura.

Riavutomi dallo spavento, proseguiamo su un sentiero che va verso la spiaggia e che costeggia un canale. Improvvisamente, mentre cammino avanti, sento Giammario che spara 2 colpi in rapida successione. Istintivamente alzo la testa per cercare gli uccelli ma non vedo niente. Quando mi accorgo che aveva sparato a terra davanti a me e vedo la lepre che scappa voltandoci le spalle.

Forse per me era ancora a tiro, ma sta di fatto che feci 3 buchi per terra perchè evidentemente le sparai addosso. Grande rammarico ma avevo una giustificazione: non avevo mai sparato una lepre e sino ad oggi è rimasta l´unica.

Riccardo Turi