“TENTAZIONI” di Carmelo Chirico
Il cielo grigio e plumbeo non aiuta ad essere ottimisti. Da ieri piove incessantemente, e come avviene in questo periodo l’amata ed odiata pioggia continuerà a cadere anche per tutta questa giornata, uniformando ed avvolgendo tutto quello che ti circonda.
L’inizio di novembre è stato sempre sotto l’influenza dei venti da sud, che la fanno da padrone nei giorni dedicati alla visita ai defunti, quasi ci fosse una regia occulta che orchestra gli eventi atmosferici, coordinandoli con la mestizia di quei momenti dedicati alla spiritualità.
Le nuvole portate dal libeccio, scorrono veloci sino a quando non decidono che è ora di fermarsi per liberarsi di quel peso che nascondono.
Sei in pieno conflitto con te stesso, rinunciare ad uscire, e tornare a letto, oppure tentare e sperare in uno spiraglio tra quelle nuvole nere e cariche d’acqua? Nel frattempo che cerchi di darti una risposta, il borbottare della caffettiera e l’aroma che si sprigiona riempie tutta la stanza, ti siedi e sorseggi il tuo caffè bollente, cercando di non pensare a nulla, ma non puoi perché la tua mente è come quella caffettiera, sbuffa e borbotta.
Quando non eri informato minuto per minuto sugli sviluppi del tempo, ti dovevi anche affidare all’intuito, ed al tuo bagaglio di esperienza che altro non è che il risultato di tante volte in cui sei rimasto fregato da quella pioggia incessante che ti penetrava nelle ossa sino a quando dicevi basta e tornavi sconfitto al caldo di un fuoco.
Eppure, anche quando le previsioni non lasciano speranza, sei lì, dibattuto dal desiderio di tentare la sorte. La tua fedele cagnetta, sempre al tuo fianco, ti guarda ed aspetta da te un segnale, anche lei è pronta e consapevole che sarà dura.
La tentazione è forte, ti affacci per l’ennesima volta e credi che tra le nuvole faccia capolino un chiarore, ti illudi e quando sei già fuori è di nuovo buio. Dio mio come viene giù.
Ma non ti dai per vinto e sfidi le intemperie, anche perché gli storni continuano a sfrecciarti sopra la testa, incuranti di tutto, anche di qualche tuono. E se lo fanno loro?
Ti ritrovi in mezzo ad uno scenario quasi irreale, piantato lì, al riparo di un albero di fico, con le canne del fucile rivolte verso terra per non farvi entrare l’acqua, con lo sguardo sempre alla ricerca di qualche avvistamento che giustifichi l’incoscienza, ma anche gli storni sono spariti. Loro si che sono intelligenti!
Altre volte con la pioggia, ti sei incontrato con un passo incessante di allodole, tordi e storni, e non sentivi certo l’acqua che ti penetrava nelle ossa sino a quando non facevi ritorno alla macchina, e lì ti scappava la solita esclamazione: “Ma siamo pazzi, qui si rischia di prendere un malanno!”
Una foglia, che non regge più al peso della pioggia raccolta, ti da il colpo finale versandoti sul collo quell’elemento gelido che ti arriva alla schiena e non conosci più il senso dell’asciutto.
L’ennesima fregatura, sei fradicio dalla testa ai piedi, la setterina sembra un cencio bagnato, perché continuare a soffrire? Ti convinci che hai tentato, ma ciò non ti consola di certo. Butti tutto l’armamentario disordinatamente nel bagagliaio, asciughi come puoi la cagnetta tua complice, il fucile e vai.
Dovresti essere triste, eppure come per esorcizzare quell’ennesimo insuccesso, la tua mente, che non ha resistito alla tentazione di quell’uscita a vuoto, non disdegna l’idea di rifocillarsi in quella piccola osteria, vicino al cimitero di Condera, dove quella donnina, “comare Vita”, cucina ancora “i pizzateddi’”, le focaccine di farina di mais farcite con le cicciole, accompagnate da un buon bicchiere di rosso. Un’altra tentazione!
E lì ritrovi chi come te non è riuscito a frenarsi ed ha sperato in un’esaltante giornata di caccia, e così viene messo in scena il rito dello scambio di pareri, supposizioni, verità ed ultima la rassegnazione, solo per quella giornata però, perché già i discorsi vanno a domani, che tutti giurano essere una bella giornata. Beh, se vogliamo trovare qualcosa di buono in una giornata storta, forse ci siamo riusciti.
Carmelo Chirico































