Un carniere bastardo
E’ un 10 ottobre di fine anni ’60 e siamo al posto delle “Colonne” tra Alberobello e Noci all’entrata dei tordi. C’è un muro che corre dall’oliveto al bosco e lungo questo muro si schierano i vari Bebè, Onorato, Feluccio, Vito, zio Franco ed altri. E’ ancora buio quando vedo un’ombra che mi arriva di traverso: una fucilata rapida e quando fa luce mi accorgo che era una beccaccia. Non avevo visto se era caduta, nè avevo sentito rumori, quindi la mia soddisfazione fu ancora maggiore.
La giornata non è granchè, però si vedono un pò di tordi di entrata. Per conto mio ne uccido 3 più un merlo, uno storno e la beccaccia. Gli altri ne uccidono più o meno 3 o 4. Quando arriva vicino a me Onorato, vedo che ha ucciso 6 tordi. Io ho appese al laccio le mie prede tra le quali spicca la beccaccia.
Allora Onorato, invidioso (in senso buono) della mia beccaccia, guardando il mio carniere, lui che aveva ucciso 6 tordi, esclama:”Carniere bastardo!”, con chiaro riferimento al mio carniere “misto”. Naturalmente la cosa suscita l’ilarità di tutti e soprattutto la mia che non faccio che canzonare Onorato per tutta la giornata.
Riccardo Turi
































