APPROVATO L´EMENDAMENTO PROPOSTO DA SANTINI

Testo tratto dal sito www.greenreport.it

Si riaccende intensa la battaglia sulla caccia in Parlamento e nel Paese. In Commissione Politiche europee del Senato, è stato approvato un emendamento del senatore Pdl Giacomo Santini, che ripropone la cancellazione dei limiti alla stagione venatoria, attualmente contenuta tra il primo settembre e il 31 gennaio e che, secondo le associazioni ambientaliste, aggraverà lo stato di infrazione comunitaria in cui l´Italia versa da anni.

«Il fatto è questa volta ancora più grave, non solo perché a presentare l´emendamento è stato addirittura il relatore della legge Comunitaria, appunto il senatore Santini, che dovrebbe invece operare perché le procedure di infrazione siano risolte e non acuite commentano sdegnate Altura, Amici della Terra, Enpa, Fare Verde, Lac, Lav, Legambiente, Lida, Lipu-Birdlife Italia, Memento Naturae, No alla caccia, Oipa, Associazione vittime della caccia, Wwf Italia. Il fatto è gravissimo anche perché l´emendamento aveva ricevuto parere negativo dell´Ispra formalmente richiesto dalla stessa Commissione del Senato, ed era stato più volte bocciato, in precedenza, da Governo e varie Commissioni parlamentari».

«Si tratta di un evento che non esitiamo a definire vergognoso- continuano le associazioni animaliste ed ambientaliste- l´ennesimo assalto agli animali selvatici ma anche una vera umiliazione per l´Europa, per la scienza e ancora di più per i cittadini italiani, che si ritroveranno i cacciatori nei propri terreni anche oltre i già lunghissimi cinque mesi dell´attuale stagione di caccia».

Le associazioni a questo punto hanno chiesto che a pronunciarsi sia lo stesso presidente del Consiglio: «visti i continui blitz in Parlamento, il disegno di legge Orsi e tutto il resto, sembra ormai chiaro che i cacciatori hanno lanciato un assalto alla natura e ai cittadini italiani, totalmente contrari a qualsiasi ipotesi di allungamento della stagione venatoria. Vedremo in queste ore, prima del voto della legge Comunitaria in aula, da che parte stanno il Governo e lo stesso Presidente Berlusconi».

I toni (più che il merito) usati dalle associazioni ambientaliste non sono piaciuti ad Osvaldo Veneziano presidente nazionale dell´Arci Caccia secondo il quale le associazioni ambientaliste hanno perso un´occasione per distinguersi dai “politicanti”: «Gli ambientalisti hanno il dovere per essere credibili di “disinquinare” il loro linguaggio da furberie, opportunismi che andrebbero lasciati alla mala politica. I cacciatori non siedono in Parlamento e non sono al Governo, non approvano leggi, quindi non hanno fatto nulla contro gli italiani».

«Noi, ha continuato Veneziano, non vogliamo partecipare anzi condanniamo quei politici che organizzano sceneggiate da anni attorno al recepimento delle Direttive comunitarie che servono solo al “bracconaggio” elettorale e non a trovare soluzioni concrete ed equilibrate, così da lasciare il nostro paese permanentemente in procedura di infrazione con i relativi danni ai cittadini. Dovrebbe essere interesse di tutti gli ambientalisti smascherare “in primis” le lingue “biforcute”, se hanno a cuore la tutela e la gestione della Fauna Selvatica, patrimonio di tutti gli italiani e non altro. Sappiamo che fare nomi e cognomi è più difficile, ha concluso il presidente nazionale dell´Arci caccia, ma è più onesto intellettualmente che istigare allo scontro e alla rissa, come fanno gli “ultras” del mondo venatorio. Diciamo basta a quanti usano le “poltrone” politiche per prendere in giro gli uni e gli altri, chiamando in causa e offendendo i cacciatori».

Le forze politiche ambientaliste fuori dal Parlamento invece si sono schierate in sintonia con le associazioni: «L´emendamento alla legge comunitaria approvato oggi in Commissione politiche europee del Senato è una vergogna inaudita, perché consente, di fatto, di cancellare ogni limite all´attività venatoria– ha dichiarato il presidente nazionale dei Verdi Angelo BonelliNonostante il parere negativo dell´Ispra, la Commissione ha approvato lo stesso un emendamento che mette in serio pericolo la tutela della nostra biodiversità e della fauna. Si tratta di un atto d´inciviltà che va fermato».