TOSCANA: OK ALLA RIFORMA SULLA CACCIA

In Toscana è stata approvata la riforma sulla caccia, una serie di imprtanti modifche cha andranno a cambiare quanto stabilito nel 1994, perido in cui alcune specie selvatiche non erano anocra così numerose ed invasive, come cinghiali, caprioli, daini, cervi e mufloni.

Principio tecnico-scientifico attorno cui ruoterà tutta la programmazione venatoria sarà quello della ‘densità venatoria sostenibile’ di selvaggina al fine di arginare i problemi del mondo agricolo determinati dalla sovrappopolazione delle specie sopraindicate.

Il controllo centrale spetterà alle Amministrazioni Provinciali le quali potranno decidere autonomamente, in caso di danni alle coltivazioni ed alla zootecnica, l´abbattimento in qualsiasi periodo dell’anno di cinghiale, storno, tortora orientale dal collare e piccioni di città.

Come spiega Aldo Manetti (Prc), presidente della Commissione agricoltura e relatore di maggioranza, essa non sarà una riforma statica, ma rimarrà suscettibile di modulazioni future sulla base di nuovi raggiunti equilibri faunistici.

Una quota di territorio provinciale agro-silvo-pastorale non inferiore al 20 e non superiore al 30 per cento sarà destinata alla protezione della fauna selvatica, mentre sui comprensori restanti e non soggetti ad altra destinazione potranno essere creati gli ATC per la caccia programmata, i centri di riproduzione della selvaggina, le aziende faunistico venatorie e agrituristico-venatorie, le aree di addestramento cani.

Il riferimento per le azioni da intraprendere sarà il ‘Piano faunistico venatorio provinciale’, mentre esse saranno rese operative dal ‘Piano annuale di gestione’.

Oltre a guardie giurate e guardie forestali e campestri delle Comunità Montane, anche il corpo di Polizia Municipale interverrà nella vigilanza dell’attività venatoria; un’adeguata preparazione sulla normativa di riferimento sarà invece prevista per le guardie venatorie volontarie e ambientali volontarie.

Importanti novità, già rese note dalla stampa, saranno la possibilità di commercializzare la selvaggina nelle sagre e nelle manifestazioni gastronomiche della Toscana e la creazione dell’Osservatorio per la fauna e l’attività venatoria e della Commissione consultiva regionale. La legge sul calendario venatorio stabilisce il periodo di caccia (dalla 3° settimana di settembre al 31 gennaio), con l’obbligo di indossare abiti altamente visibili per i cacciatori appartenenti alle squadre per la caccia al cinghiale.