FERRARA: ALLARME TULAREMIA SU DUE LEPRI

Individuate nel Ferrarese due lepri affette da Tularemia, patologia batterica mortale per i lagomorfi, ma trasmissibile anche all´uomo mediante la puntura di zanzare e zecche infettate.
Gli animali erano stati importati dall’Ungheria e dalla Romania.

Tale patologia interessa prima la cute, quindi i linfonodi che divengono soggetti ad ulcerazione e rigonfiamento indolore. Dai linfonodi il batterio può giungere nel sangue e provocare noduli granulomatosi ad evoluzione suppurativa su tutti gli organi, in particolare ai polmoni, con sintomatologia grave se non fatale.

Se pur le modalità di trasmissione siano non così dirette, data la pericolosità della zoonosi anche per l´uomo il Centro di Referenza Nazionale per la Tularemia, che ha sede presso la sezione di Pavia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, e la Polizia Provinciale, richiamano in particolare i cacciatori della zona alla “massima attenzione e collaborazione per cercare di evitare che le operazioni di cattura delle lepri possano agevolare la trasmissione della malattia all´uomo. Per questo tutti gli operatori vengono invitati a seguire le indicazioni fornite per maneggiarle (guanti e mascherina) e, nel caso siano rilevati strani comportamenti dei soggetti, quali l´anomala scarsa reattività degli esemplari catturati, essi vengano prontamente consegnati all’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna Sezione di Ferrara per i necesssari accertamenti”.
 
«La stagione della caccia resta comunque aperta fino al 31 gennaio, senza variazioni», ha assicurato l’assessore provinciale all’attività faunistico-venatoria Mario Anselmi.

«Evitiamo strumentalizzazioni», aggiunge Stefano Bianchi, presidente dell’Atc pavese 3.
«E’ nostro interesse lanciare lepri sane – ha sottolineato -. Gli animali importati sono certificati dal Paese di provenienza, vengono analizzati alla frontiera con prelievi del sangue a campione, noi stessi facciamo un controllo su ogni capo a cui viene applicato un segno di riconoscimento».
Secondo lo stesso Bianchi il problema di fondo sarebbe da ricrecare altrove. «Stiamo puntando sulle lepri nostrane, ma non è facile ottenere risultati. Siamo in competizione con gli animali predatori, le leggi ambientaliste, i bracconieri. La volontà c’è. E infatti abbiamo assunto una guardia a tutela della zona di ripopolamento delle lepri autoctone».