LE OTITI NEL CANE DA CACCIA a cura della Dr.ssa Patrizia Bragagna

La pubblicazione di questo articolo, tratto da Caccia 2000 Dicembre 2010, Organo d´Informazione dell´Associazione Cacciatori Bellunesi, ci è stata gentilmente concessa dal Sig Sandro Pelli, Presidente di ACB, che cordialmente ringraziamo

L´orecchio è l´organo dell´udito e dell´equilibrio. E´ divisibile in tre parti: l´orecchio esterno, costituito dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno; l’orecchio medio, costituito dalla membrana timpanica e dai tre ossicini martello, incudine e staffa; l’orecchio interno, che comprende la coclea e i canali semicircolari.

La parte più frequentemente colpita dei nostri amici a quattro zampe è l’orecchio esterno e, in particolare, il condotto uditivo in quanto, a differenza degli umani, presenta una struttura anatomica a “L” comprendente una porzione verticale che scende verso il basso e una porzione orizzontale che termina nel timpano.
Tale conformazione, accompagnata molto spesso dalla presenza di peli, favorisce sia l’accumulo del cerume, normalmente presente, che di altre sostanze (acqua, secrezioni ghiandolari di tipo infiammatorio, corpi estranei) impedendone, di fatto, la risalita verso l’alto per la loro espulsione.

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Va inoltre sottolineato che, all’interno del condotto uditivo, valori piuttosto elevati di temperatura (38,2-38,4° C), umidità relativa media (85,5%) e pH (6,1-6,2) determinano condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo di microrganismi e parassiti, che usano il cerume come terreno per la loro crescita.

Se tutto questo non bastasse, nella stragrande maggioranza dei nostri cani da caccia, i padiglioni auricolari, abbondantemente sviluppati e pendenti, creano una sorta di barriera che isola il condotto uditivo dall’ambiente esterno, impedendone la ventilazione e, di conseguenza, aggravando il quadro patologico.

L’infiammazione del condotto uditivo e del padiglione prende il nome di otite esterna e le cause più frequenti che la determinano sono le seguenti:

Corpi estranei. Frammenti vegetali che terminano nel condotto uditivo sono una causa comune di otite, in particolare le spighe delle graminacee dette forasacchi, che possono arrivare fino al timpano, perforandolo. Le otiti da forasacco sono particolarmente comuni in estate, nei cani che girano tra l’erba alta.

L’acqua che penetra nel condotto uditivo, ad esempio dopo aver lavato il cane o durante il bagno in torrente, può favorire la proliferazione di agenti infettivi. Per questo, quando si lava il cane è importante evitare che l’acqua penetri dentro le orecchie; dopo il bagno è bene utilizzare un prodotto per la pulizia dell’orecchio, che abbia effetto pulente e asciugante sul condotto uditivo.

Parassiti. Il cane può essere infestato da un acaro parassita che vive specificatamente nel condotto uditivo, Otodectes cynotis, responsabile della rogna auricolare. Questo microscopico parassita causa un prurito molto intenso che il cane cerca di alleviare grattandosi insistentemente l’orecchio.

Allergie. Il rivestimento del condotto uditivo esterno e quello del padiglione sono di pelle e, come la pelle del resto del corpo, può essere soggetta a forme allergiche. In molti casi, anzi, la sola manifestazione di una forma allergica è l’infiammazione limitata a questa parte del corpo (condotto uditivo e/o padiglione). L’infiammazione del condotto uditivo predispone poi alla moltiplicazione di microrganismi, portando allo sviluppo di un’otite infettiva.

Batteri e lieviti. In condizioni normali nel condotto uditivo dei cani vi sono pochissimi microrganismi, ma in presenza di alcune situazioni favorevoli (acqua, eccesso di cerume, corpi estranei), batteri e lieviti possono moltiplicarsi in eccesso e causare un’infezione. I batteri più comuni appartengono ai generi Staphylococcus, Proteus e Pseudomonas. Questi ultimi possono essere particolarmente difficili da curare, perché sono resistenti a molti antibiotici. Tra i lieviti, è particolarmente comune il genere Malassezia, un microrganismo simile alla Candida, che cresce rapidamente in condizioni di umidità eccessiva, causando una fastidiosa otite, peraltro facile da identificare e curare.

Bisogna inoltre tenere presente che l’otite può essere anche la manifestazione clinica di patologie a carattere sistemico (generale), come ad esempio un’allergia alimentare o ambientale, una malattia autoimmune o immunomediata (pemfigo o cellulite giovanile), difetti di cheratinizzazione. In queste situazioni, in genere, sono presenti anche altre manifestazioni cliniche.

SINTOMI DELL’OTITE ESTERNA

Sono piuttosto evidenti: grattamento eccessivo dell’orecchio; scuotimento della testa; eccesso di cerume e presenza di pus maleodorante; dolore intenso e persistente, in particolare, toccando la base dell’orecchio il cane si ritrae e guaisce.

COMPLICANZE

Se i sintomi vengono sottovalutati e si ritarda il trattamento terapeutico, l’otite può cronicizzare complicano il quadro, che si renderà evidente con le seguenti manifestazioni:

Ispessimento dell’epitelio che riveste il padiglione ed il condotto uditivo che tende ad assumere una colorazione nerastra;

Si possono formare delle lesioni ulcerative;

La cartilagine del condotto uditivo può andare incontro ad un processo d calcificazione;

Le ghiandole che rivestono il canale possono aumentare di volume e protrudere all’interno del canale; ne consegue la diminuzione del diametro del canale auricolare con ristagno di cerume e di essudato infiammatorio che, a loro volta, determinano un aumento della pressione sul timpano e conseguente aumento della dolorabilità. Tale condizione accelera anche la moltiplicazione di batteri e lieviti che andranno ad aggravare la lesione;

Perforazione del timpano con l’estensione dell’infezione all’orecchio medio, otite media (il cane tiene la testa piegata da un lato);

Estensione dell’infezione all’orecchio interno, otite interna (l’animale manifesterà disturbi all’equilibrio);

Paralisi del nervo facciale.

Inoltre, grattandosi insistentemente l’orecchio con una zampa posteriore e scuotendo continuamente la testa, il cane può procurarsi la rottura di uno o più rami dell’arteria auricolare caudale del padiglione, che si manifesta come una tumefazione calda e fluttuante ripiena di un liquido situato tra la lamina cartilaginea e lo strato cutaneo della parte concava del padiglione stesso: l’otoematoma.

La risoluzione di questo problema viene attuata dal veterinario facendo drenare all’esterno il liquido raccolto e applicando un bendaggio compressivo quando l’otoematoma è di recente formazione e non si è ancora organizzato (pratica raramente risolutiva); negli otoematomi estesi o cronici (la maggior parte) il veterinario utilizza tecniche chirurgiche più complesse che prevedono un’incisione per permettere il drenaggio dell’ematoma e l’eliminazione della fibrina.
L’apposizione di tessuti che permettono la prevenzione di recidive è ottenuta mediante punti di sutura a tutto spessore, applicati parallelamente alle strutture vascolari e avendo l’accuratezza di evitare i vasi principali. Pertanto, se compaiono sintomi sospetti, è bene non ritardare la visita veterinaria.

DIAGNOSI

La diagnosi di otite da parte del veterinario si basa sull’anamnesi riferita dal proprietario, la sintomatologia e un accurato esame clinico dell’animale. A seguito di ciò, nei casi più complicati, si possono svolgere esami più specifici, atti a riconoscere la causa principale ed instaurare così la terapia più corretta.

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L’esame otoscopico accerta i vari gradi dell’infiammazione, ulcerazione, stenosi e cambiamenti proliferativi; la quantità e la natura del cerume e del pus; presenze di parassiti, corpi estranei e masse tumorali; integrità della membrana del timpano.

Altri esami di laboratorio (esame microscopico, citologico, coltura batterica o fungina) vengono effettuati per identificare l’agente patogeno che ha causato la lesione partendo da un tampone auricolare che raccoglie il materiale contenuto all’interno del condotto. Questa pratica, nei casi in cui l’otite si trova in uno stadio molto avanzato, può essere molto dolorosa e, quindi, richiedere l’anestesia dell’animale.

TERAPIA

Va effettuata dal proprietario sotto stretto controllo veterinario nei casi più semplici, quando è sufficiente l’uso di farmaci per uso topico (locale, cioè gocce instillate direttamente nell’orecchio).
Anche in questi casi, però, dopo due –tre giorni di trattamento è bene far controllare l’orecchio del cane dal veterinario il quale, usando l’otoscopio, è in grado di valutare il grado effettivo dello stato di miglioramento della lesione. Fare da soli in questa patologia è controproducente in quanto si rischia di peggiorare il quadro.

Nei casi più complessi il veterinario dovrà utilizzare farmaci per via sistemica, cioè che agiscono per via generale su tutto l’organismo (farmaci per via iniettiva o per bocca).

Nelle forme cronicizzate, molto proliferative, che hanno determinato una diminuzione del diametro del canale auricolare con ristagno di cerume o dell’essudato favorendo la replicazione di batteri e lieviti, la semplice terapia medica può essere insufficiente e si rende necessaria una terapia chirurgica. La resezione della parte verticale del canale auricolare o la sua totale asportazione sono i due interventi che vengono generalmente effettuati. Il primo consente di esporre meglio il canale stesso per consentirne una buona areazione e l’applicazione di prodotti topici, il secondo, più demolitivo, porta a remissione della sintomatologia perché il canale viene tolto completamente.

PREVENZIONE

E’ molto importante attuare un’efficace prevenzione sia per poter diminuire la possibilità di insorgenza di un’otite sia per ridurre la frequenza delle recidive. La prevenzione può essere attuata con le seguenti modalità:

Controllare periodicamente le orecchie del proprio cane (almeno ogni 15 giorni), con frequenza maggiore per i cani con orecchie pendenti e molto pelose o con episodi ricorrenti di otite.

Dopo ogni uscita verificare la presenza di corpi estranei come spighe, frammenti vegetali o ristagno d’acqua nei casi in cui il cane si sia tuffato in acqua.

Asciugare sempre le orecchie del cane dopo il bagno, con carta morbida o fazzolettini e senza usare mai cotton-fioc o altre cose rigide perché si potrebbe lesionare il canale auricolare.

Utilizzare un prodotto specifico per la pulizia delle orecchie nelle modalità e nei tempi consigliati dal vostro veterinario.

Osservare sempre e non sottovalutare ogni sintomo di disagio o dolore auricolare nel vostro cane (scuotimento, grattamento, guaiti, testa inclinata).

Non esitate a portare dal veterinario il vostro cane; un controllo otologico costa molto meno di una cura o di un intervento chirurgico.