OCCHIO ALLE PUNTURE D’INSETTI!!

In questa stagione, dalle giornate ancora molto calde, i nostri ausiliari sono in procinto di seguirci nelle prime battute di caccia. La campagna, però, nasconde delle piccole, grandi insidie, rappresentate dalle fastidiose punture di insetti, ragni, scorpioni…

Sarà capitato a tutti di provarle sulla propria pelle o vedere la reazione del cane alla puntura di uno di essi e sappiamo benissimo il dolore e, talvolta, l’ansia, che possono provocare. Cerchiamo di saperne un po’ di più per poter, in futuro, individuare e affrontare una tale evenienza.

I nostri cani sono animali naturalmente curiosi, con la tendenza ad esplorare, se non addirittura ad inseguire ed afferrare, tutto ciò che di insolito o sconosciuto si muove intorno a loro. E’ perciò piuttosto frequente che diversi Artropodi (così si chiamano insetti, ragni e scorpioni) si difendano dalla loro curiosità come possono: pungendoli.

Tra gli insetti, quelli che frequentemente sono fonte di problemi, più o meno gravi, per i nostri ausiliari, vi sono api, vespe e calabroni, soprattutto nella stagione estiva.

Le api pungono generalmente solo in caso di subita aggressione, almeno quelle nostrane e, vivendo in sciami molto coesi, possono attaccare numerose; nessuna di loro, però, pungerà il cane per due volte consecutive, in quanto il loro pungiglione, e il serbatoio del veleno, rimangono conficcati nella cute, trascinando con loro anche l’intestino dell’insetto che muore, quindi, nel momento dell’attacco.

E’ per questo indegno destino che le api, se pur eroiche, attaccano solo in rari casi di pericolo evidente per tutto il nido.



ape cane caccia
Ape

Le vespe e i calabroni, al contrario, difficilmente attaccano in sciami, ma il singolo individuo può pungere più volte il cane, avendo un pungiglione estraibile. Solitamente, soprattutto le prime, risultano anche insetti estremamente…irascibili!

Il veleno iniettato da questi Imenotteri, tale è la loro classificazione, è composto da numerosi enzimi quali fosfolipasi, ialuronidasi… e altre sostanze come l’istamina e diverse tossine che risultano fortemente allergizzanti.

I sintomi che ciascun soggetto può presentare variano di gravità e intensità, relativamente all’insetto che lo ha punto, a quanti lo hanno punto e, importante, al fatto che lo stesso cane sia stato o meno già attaccato, in passato, dalla stessa specie d’insetto (fenomeno della sensibilizzazione che rende la reazione allergica più grave).

Se la puntura è solo una o poche, è possibile che il cane percepisca solamente dolore nel punto di inoculo del veleno, con forte prurito, rigonfiamento localizzato, arrossamento; sintomi di solito transitori nell’arco di mezz’ora, a cui può seguire, nei giorni, la formazione di una crosticina di tessuto morto (necrosi localizzata) o di un’infezione.

vespa cane caccia
Vespa

Una sola puntura, però, se a livello della laringe, cioè in gola, a seguito dell’ingestione dell’insetto, può risultare molto pericolosa proprio per la localizzazione; i sintomi precedenti, infatti, possono provocare gravi difficoltà respiratorie per ostruzione delle vie superiori.

Anche una puntura in prossimità o nell’occhio da complicazioni importanti quali blefarite, cheratite e uveite. Se le punture sono molte, ovviamente, anche la sintomatologia può diventare più evidente, portando il cane a vomitare, avere diarrea, disturbi epatici, reazioni di shock con collasso e difficoltà respiratoria.

Casi ancor più gravi si verificano se il cane è allergico a quel tipo di veleno; in tal caso potrà presentare, pochi minuti dopo e anche dopo una sola puntura, prurito, edemi, vomito, diarrea, crisi respiratoria, fino al collasso e alla morte. Nel sospetto che il nostro cane sia stato punto da uno di questi insetti, può essere utile cercare di rimuovere delicatamente il pungiglione, se c’è ancora, e condurre l’animale rapidamente dal veterinario, per assicurargli le cure del caso che andranno, a seconda delle necessità, dalla semplice disinfezione della zona colpita con somministrazione di una pomata antibiotico-cortisonica locale, alla fluidoterapia (flebo), farmaci antishock (cortisonici e antistaminici), antidolorifici e ossigenazione nei casi più gravi.


calabrobe cane caccia
Calabrone

Utile, sempre su indicazione del proprio medico veterinario, recare con sé cortisonici di semplice utilizzo durante le battute di caccia, se ben sappiamo che il nostro ausiliare è un soggetto allergico, non sottoponibile a nessuna profilassi come accade, invece, in campo umano. Più raramente sono gli scorpioni comuni nostrani, fortunatamente più piccoli e non così velenosi come quelli africani, americani ed asiatici, a recare danno ai nostri cani, se scoperti tra le rocce o in piccoli anfratti. In tal caso i sintomi sono generalmente localizzati, caratterizzati da dolore intenso, eritema ed edemi che svaniscono in poche ore, meglio se controllati con una pomata antibiotico-cortisonica.

Sara Ceccarelli