CONDANNATO CHI OFFENDE I CACCIATORI

Il Tribunale civile di Roma ha di fatto sancito che il diritto di critica non è la stessa cosa dell’offesa e il responsabile può essere condannato.

Con questa ordinanza del tribunale civile di Roma si riconosce la piena legittimità di chi esercita l’attività venatoria, unitamente all’attività delle associazioni venatorie e del loro operare.

La sentenza funge anche da monito nei confronti di coloro, che dissenziendo dalla caccia, lo manifestano superando il diritto di critica e passando di fatto ad aggressioni verbali e volgarità varie.

Ciò a valere anche per responsabili di testate giornalistiche e di trasmissioni televisive e radiofoniche che a volte ospitano coloro che non vorrebbero più sentir parlar di caccia e lo fanno con affermazioni lesive della dignità dei cacciatori.

Questa ordinanza è particolarmente interessante poiché d’ora in avanti le Associazioni Venatorie, potranno agire nelle opportune sedi per tutelare la dignità dei propri associati, quando questi verranno fatti oggetto di epiteti offensivi.

 

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