PIETRO FIOCCHI SULLA QUESTIONE NO PIOMBO AL CONIGLIO SELVATICO IN SICILIA

L’eurodeputato Pietro Fiocchi ha scritto all’Assessore regionale alla caccia in Sicilia, Edy Bandiera “apprendo con stupore la sua decisione di vietare le cartucce in piombo nella caccia al coniglio nel mese di Settembre” scrive Fiocchi.

“Prendo atto che la motivazione è basata sullo studio dell’ISPRA del 2009, anche se tale studio ha fortissime carenze scientifiche ed è altamente discutibile secondo Pietro Fiocchi – . Ma soprattutto, il divieto del piombo nella caccia ai conigli nel mese di Settembre è dichiaratamente poco efficace. Per sua conoscenza, mi permetto di allegare un sunto di tale studio, evidenziando le incongruenze e il grado di importanza delle varie azioni predisposte”.

Prosegue Fiocchi: “Vorrei però porre la sua attenzione su alcuni fatti tecnici importanti che potrebbero coinvolgerla da un punto di vista legale e giuridico:

• Non tutti i fucili esistenti in Sicilia sono in grado di sparare cartucce con pallini in ferro. Teoricamente andrebbero testati ed approvati dal Banco Nazionale di Prova di Gardone Val Trompia, ma non ci sono i tempi tecnici, oltre alla spesa notevolissima per tale procedura. Vi è la certezza che le cartucce con pallini in ferro possono rovinare i fucili (chi paga i danni della sua decisione?) ed esiste la probabilità non remota di un esplosione del fucile, con ferimento o uccisione dello sparatore. Si prende lei la responsabilità civile di eventuali incidenti causati dalla sua decisione?

• I pallini in ferro tendono a rimbalzare senza perdita di energia (al contrario di quelli in piombo), con casistiche europee di ferimenti o uccisioni di terze persone. Di nuovo, si prende lei la responsabilità civile di eventuali incidenti causati dalla sua decisione?”.
Fiocchi evidenzia come non esista una legge a livello europeo o dei singoli stati membri che vieti il piombo nella caccia al coniglio, ed afferma che il parere dell’ISPRA è obbligatorio ma non ha nessun vincolo Di qui l’invito a ritirare il divieto e ad aprire un tavolo di discussione sull’argomento all’interno della consulta, utilizzando esperti del settore. “Personalmente – ha aggiunto l’Eurodeputato di Forza Italia – parteciperei volentieri, portando sia argomentazioni tecniche sul sistema arma-munizione che argomentazioni giuridiche e legali Europee”.
“Se si dovesse decidere di procedere con il divieto, è fondamentale definire i tempi e le modalità di transizione (in modo da minimizzare i costi e i pericoli di tale cambiamento) e il necessario supporto legale e giuridico (in modo da preservarla da eventuali cause civili e penali). Sono disponibile a venirle a parlare di persona, allo scopo di permetterle di prendere decisioni informate e non frutto di spinte ideologiche non scientifiche”.

 

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