RISCHIO DI PROCEDURA D’INFRAZIONE DELL’UE ALL’ITALIA SULLA CACCIA

Per decisioni ed attuazioni su munizioni di piombo, calendari venatori, contrasto al bracconaggio e recupero carcasse con elicottero, l’Italia dovrà rispondere a precisi quesiti della Commissione Europea, pena l’apertura di una procedura d’infrazione.

Entro otto settimane, l’Italia, attraverso i suoi Ministeri competenti dovrà fornire riposte ai quesisti presenti nella lettera inviata dalla Commissione Europea. I quesiti riguardano 4 temi ben precisi.

 

Munizioni in piombo

La Commissione Ue segnala che ci sarebbe irregolarità nello scostamento tra quanto previsto dalla circolare Europea e l’interpretazione data dall’Italia. Nello specifico il governo attualmente in carica ha deciso di non vietare l’utilizzo delle munizioni da piombo nelle zone umide definite “effimere” ossia non permanenti. Alla stessa stregua. Di fatto ciò è considerato non aderente alla circolare UE.

Altro rilievo fatto dalla Commissione UE è relativo al fatto che per l‘Italia deve essere compito del controllare dimostrare che chi detiene munizioni in piombo durante l’attraversamento di zone umide ha intenzione di usarle in quel territorio. Secondo l’UE invece il possesso equivale all’impiego e quindi spetta al cacciatore dimostrare di aver avuto intenzione di usarle.

Possibili infrazioni sono rilevate dall’UE anche in relazione al tiro sportivo per quei campi che possono trovarsi in prossimità di zone umide anche effimere e per le quali il governo italiano non ha adottato nessun provvedimento.

 

Calendari venatori

Per ciò che concerne i calendari venatori la UE contesta la possibile sovrapposizione tra periodi di caccia e migrazione prenuziale.

Contesta anche per numerose specie sulle quali è richiesto un piano di gestione e conservazione (allodola, alzavola, beccaccino, codone, combattente, coturnice, fagiano di monte, fischione, folaga, marzaiola, mestolone, moretta, moriglione, pavoncella, pernice rossa, pernice sarda, porciglione, quaglia, starna, tordo sassello, tortora) solo per alcuni esistono (allodola, tortora, moriglione, coturnice).

 

Bracconaggio

L’UE ritiene che l’Italia sia in ritardo sull’applicazione del piano antibracconaggio, poiché esistono ripetute segnalazioni da parte di cittadini ed organizzazioni non governative sulla non attuazione puntuale di tale piano.

 

Recupero carcasse in elicottero

La cosa si verifica in Piemonte in relazione alla impossibilità in certe aree di rimuoverle con altre modalità. La normativa regionale esclude la necessità di una valutazione di incidenza preliminare per interventi senza atterraggio, mentre la Commissione UE, chiede con quale criterio si a stata valutata inevitabile incidenza e se tale pratica è effettuata anche in altre regioni.