PROROGHE DI CACCIA IN UMBRIA, MOLISE E BASILICATA

La stagione venatoria classica volge al termine ma alcune regioni hanno attivato proroghe per consentire un allungamento del periodo di prelievo sentito il parere di ISPRA.

UMBRIA – ha esteso la caccia al cinghiale sino al 31 gennaio quando la prima stesura del calendario prevedeva lo stop al 17 gennaio. Nella delibera del 18 gennaio si parla anche dello stop alla caccia causato dal covid e di come sarà impossibile giungere al completamento dei piani di abbattimento con probabili gravi ripercussioni sull’agricoltura.

BASILICATA – si intensifica nella regione il controllo alla specie cinghiale che è divenuta particolarmente invasiva con particolare attenzione al controllo degli animali a causa della infezione di peste suina africana. L’abbattimento di selvatici che presentavano comportamenti riconducibili alla patologia devono essere tempestivamente segnalati alle autorità (USL, Carabinieri Forestali e Polizia Provinciale). Entro 10 giorni dalla pubblicazione del disposto normativo gli ATC della Basilicata dovranno dare seguito alla applicazione del piano di controllo.
In accoglimento delle istanze presentate dalle associazioni venatorie, a seguito della sospensione della caccia per emergenza covid, la regione ha disposto la proroga al termine della stagione venatoria per beccaccia, tordo bottaccio, tordo sassello e cesena che si potranno cacciare sino al 31 gennaio.

MOLISE – anche nella regione adriatica la Giusta ha disposto il prelievo della specie cinghiale sino al 31 gennaio.

 

san fiorano riserva di caccia