Lo afferma il Prof. Agnoletti docente della Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università di Firenze.
Il Prof. Agnoletti oltre alla sua cattedra alla Facoltà di Scienze Agrarie dell’Ateneo Fiorentino è il responsabile scientifico del programma della Fao per la tutela dei paesaggi agricoli. Persona quindi di esprimere pareri del tutto rilevanti in materia.
Il suo pensiero espresso sul Corriere Fiorentino è che la gestione della fauna è oggetto di una politica dissennata. L’equilibrio – ha spiegato – non può essere gestito giocando con l’ecologia, come spesso si è fatto, ma intervenendo per regolare i rapporti fra specie animali e vegetali.
Il Professore ha che l’abbandono continuato della campagna ha portato al proliferare di molte specie selvatiche ulteriormente incrementato dalla proliferazione delle aree protette. Qui in particolare ungulati e in special modo cinghiali hanno proliferato ed oggi sono portatori di PSA non controllati nel loro numero da un adeguato numero di predatori. La popolazione umana si è spostata sempre più verso le aree urbane ed ha lasciato senza presidio le campagne. È utile quindi cercare di riequilibrare il rapporto fra uomo e fauna selvatica.






















