REFERENDUM SULLA CACCIA: I NUMERI DEFINITIVI DI UN INSUCCESSO

L’ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito i dati commentati poi dalla cabina di Regia del Mondo Venatorio. Altro che quorum superato.

Come noto una raccolta firme per la richiesta di un referendum abrogativo richiede 500.000 e richiede inoltre che queste siano validate dalla Corte di Cassazione, al quale è assegnata questa specifica competenza.

I numeri che erano stati proposti direttamente sul sito dai promotori dell’iniziativa erano 520.000 e un po’ preoccupati lo siamo stati sperando che di tale enorme massa di firme ci fosse una percentuale, seppur piccola, che per varie ragioni non fosse stata ritenuta valida dalla Corte.

Oggi il comunicato delle Associazioni Venatorie parla piuttosto chiaro commentando la l’ordinanza con la quale la Corte ha fornito i numeri definitivi.

Le firme depositate per chiedere l’abolizione della caccia si sono fermate a 256.274 quindi a circa la metà di quelle che la Costituzione richiede e questo nonostante sia stati concessi non i canonici 90 giorni ma a causa del covid imperante ben 120. Con in più la possibilità di effettuare le firme online tramite validazione telematica.

Il dato totale poi delle firme ritenute valide tra quelle cartacee e quelle digitali, si è attestato su 119.160, ossia meno di un quarto di quelle necessarie.

La valutazione della cabina del mondo venatorio è quella secondo la quale l’opinione pubblica ha capito che con la natura non si scherza e che la gestione faunistica è un tema serio e per le molte implicazioni che ha va tratta in modo molto serio e con grande raziocinio.

La cabina di regia, vede nel fallimento di celebrazione del referendum un momento positivo nel quale la caccia si venga ad integrare negli equilibri naturali mantenendo il suo ruolo nell’economia nazionale. Ribadisce inoltre la disponibilità a confrontarsi con tutte le associazioni interessate a ragionare su soluzioni condivise di gestione faunistica.