RFM ARMI … CHI SA FARE … FA’
Indubbiamente sono molti i modi con i quali si può parlare di un’azienda che produce armi. I molti buoni modi di parlare, sono spesso legati a contratti pubblicitari e li non è difficile rimanere dalle adulazioni. Ma indubbiamente so che è cosa che non so fare troppo bene.
Perciò con piacere metto il focus su una azienda la R.F.M. di Sarezzo, che solo ieri ho avuto il piacere di frequentare per l’ennesima volta. Ed ogni volta che entro nei suoi locali, rivedo in un veloce film tutto quello che mi sempre più piaciuto dell’arma … la tecnica.
E quindi, se inizi a passeggiare nei locali è come chiudere gli occhi e vedere quello che avresti sempre immaginato vedere. Ti avvicini al primo operatore, un signore un pò attempato, che trasuda l’esperienza di uno che nella vita delle chiusure di basculanti potrebbe scrivere una enciclopedia. Ti vergogni quasi di chiedere, perché sei considerato uno che scrive di fucili, ma puoi sapere di chiusure quanto lui? Lui che le giudica semplicemente dal suono che fanno quando si uniscono. No nessun giornalista può conoscere l’intimo rapporto che lega un esperto del genere con il metallo che tiene nelle mani e che lavora. Hai da guardare, capire per quel che riesci e basta …. e solo in religioso silenzio dato che un fucile da caccia è una cosa tanto seria!!
Quasi umiliato dalla sua familiarità con il perfezionamento delle chiusure, quello che tu non avrai mai, nemmeno in mille anni di caccia, ti sposti un po’ più in la, verso un ragazzo decisamente più giovane, il quale presumi possa non metterti in difficoltà con la sua esperienza. E invece scopri che ha già trascorso una vita lavorativa ad accoppiar canne mentre tu gli fai le battute per farlo sbagliare. Battute inutili, gli dai anche del cannaiolo invece che del cannoniere, ma niente non sbaglia un colpo. Le unisce, fiamma alla mano, salda bindelle, lima e ai voglia tu a farlo sbagliare, potrebbe fare altre cento cose mentre mette a punto le canne e tanto non sbaglierebbe.
Desisto e vado solo un pò più in là ove l’addetto ai legni, si prende da Maurizio – la grande mente di R.F.M. – una decisa spiegazione su come fare un trattamento ad olio al meglio. Oh almeno qualcosa su cui un giornalista può trovare qualche “dissapore”. Lo interroghi e la risposta che ti arriva è quella che non ti aspetti: Maurizio sa – lui dice – tante cose più di me e pensare minimamente male di lui potrebbe stare solo nella mente di chi non ha voglia di perfezionarsi al meglio e non è il mio caso. Ho capito missione fallita, ma c’è la in fondo un ragazzo, giovanissimo, con quello non potrò sentirmi inferiore in termini di armi. E corro la dalla mia preda con le buone intenzioni di metterlo in crisi, ma desisto subito. Vederlo sagomare con tale maestria quel calcio ti fa capire che è talmente intriso di mestiere, che chiunque potrebbe solo sfigurare di fronte al suo fare.
Allora cerchi di dar dentro alla tua intelligenza e mettendo in fila le cose ti accorgi che in poche decine di metri hai visto nascere un fucile, che nasce minuto dopo minuto dal saper fare di uomini, più giovani e più attempati, che hanno in comune una dote non comune, quella di saper fare un fucile e qui in R.F.M questo si fa e al meglio. Questi signori, non assemblano componenti d’arma arrivate da qualche zona del mondo ove le fanno chissà come, questi artigiani, limano e raspano ed infine plasmano acciaio e legno e se tu hai pazienza ti trovi in mano un fucile, fatto sulle tue misure e fatto dalle loro mani.
E mentre aspetti, ti meriti una caffè, che puoi ricevere dalle mani di Sissi o Katia, sempre che anche loro non siamo impegnate con qualche fucile. Si, qui anche il caffè si degusta in maniera particolare, tra il profumo dei legni e della lega d’acciaio.
Sono proprio soddisfatto di aver assegnato ad R.F.M. il premio Opera Venandi, perché quello che fanno qui è realmente un’OPERA.
Riccardo Ceccarelli
































