PERAZZI ARMI

La storia di ogni fucile Perazzi è la storia di un ragazzo poverissimo e testardo, abilissimo nel fabbricare fucili, convinto delle sue capacità, sempre alla ricerca dell’arma perfetta. La storia di ogni fucile Perazzi è la storia di un ragazzo coraggioso che ha fondato un’azienda che gli somiglia. E’ la storia di Daniele Perazzi, un padre eccezionale per un prodotto eccezionale.

La storia di ogni fucile Perazzi è la storia di un ragazzo poverissimo e testardo, abilissimo nel fabbricare fucili, convinto delle sue capacità, sempre alla ricerca dell’arma perfetta. La storia di ogni fucile Perazzi è la storia di un ragazzo coraggioso che ha fondato un’azienda che gli somiglia. E’ la storia di Daniele Perazzi, un padre eccezionale per un prodotto eccezionale.

Ancora giovanissimo, egli affronta il dopoguerra, un periodo intriso di grandi speranze e altrettanta fame ma lui, che sopravvive dei mestieri più umili, già ostinatamente sogna e sa che la sua vita sarà da armaiolo. E’ all’età di 16 anni che arriva proprio il primo posto di lavoro in una fabbrica d’armi, dove però gli fanno fare il magazziniere. Non si arrende e si offre di montare fucili di sera, dopo il lavoro. Dopo una prima possibilità fallita, la seconda è già un capolavoro.


Perazzi


Questo successo gli apre la strada ad un’opportunità maggiore e viene assunto come armaiolo in una grande industria, ma a Daniele questo non basta e, a vent’anni, offre alla fabbrica il suo primo brevetto. Essi lo rifiutano e lui non ci sta: abbandona il lavoro e vende il brevetto alla concorrenza. E’un periodo difficile, durante il quale, però, il Sig. Daniele esprime tutta la sua tenacia. “Fabbricavo fucili in casa e andavo a venderli sui campi di tiro”, racconta lo stesso Perazzi.

I fucili sono perfetti e vengono rapidamente ed ampiamente apprezzati; soprattutto chi li compra e li utilizza ci sente dentro la passione e la maestria di chi li ha creati. Nel ’57 nasce la Armi Perazzi. Il contesto del mercato armaiolo in quegli anni, soprattutto in Italia, è particolare: non vi è un’offerta valida di fucili per il TRAP. In effetti, fatta eccezione per il celebre bindellone con canne da 81ch della Browning, difficilmente reperibile, i fucili italiani disponibili derivano generalmente da versioni di caccia leggermente appesantite e si spara con ben 36 gr di piombo. Se queste armi risultano superlative per il tiro alla selvaggina, non è però facile dominarle per il TRAP.

Solo i migliori riescono costantemente nell’intento e, fra questi, uno dei Top Guns è Ennio Matterelli, già allora vincitore di molti titoli e del suo primo Mondiale nel 1961. Egli, con la lungimiranza della sua intelligenza d’uomo d’avanguardia tecnologica, sa bene come avrebbe dovuto essere un fucile per soddisfare le esigenze moderne di un tiratore. Il caso vuole che, nel 1963, s’incontra proprio con altri due geni delle armi: Ivo Fabbri e lo stesso Daniele Perazzi. Da questa comunione di menti nascono le basi della rivoluzione armiera che si ha nella seconda metà degli anni ’60.

Matterelli, oltre a concordare sulla scelta della basculla di tipo BOSS indica, fra l’altro, due grandi priorità per quei tempi: avere la possibilità di cambiare rapidamente il calcio e, soprattutto, la batteria. L’arma Perazzi-Fabbri viene quindi costruita con maestria specificatamente per il campione ed Ennio Matterelli stravince alle Olimpiadi di Tokyo del 1964. L’avventura della Perazzi prosegue, in seguito, senza Ivo Fabbri e l’avvento di questi fucili di nuova concezione stravolge il mondo del TRAP, dove sia i Top Guns sia i tiratori di medio livello possono finalmente raggiungere gradi di prestazione superlativi, grazie alla stabilità e alla perfezione dell’arma.

E questo fu solo l’inizio perché la cocciutaggine dell’uomo che aveva creato l’azienda cominciò a dare i suoi frutti, portando la Perazzi ad ottenere successi travolgenti sui campi di tiro di tutto il mondo. La stima dell’armaiolo di Botticino varcò così i confini del suo piccolo paese per oltrepassare addirittura l’oceano.


Perazzi


Ad oggi, infatti, l’azienda, con sede proprio a Botticino Mattina, in provincia di Brescia, esporta l’80% della sua produzione. Essa, guidata tuttora sia dal Sig. Daniele, come Presidente, che dai due figli, Mauro e Roberta, è una miscela riuscita di altissima tecnologia e cura sapiente, effettuata da mani esperte. Ogni fucile viene prodotto su misura, in giornata, con le materie prime migliori, quali i ciocchi di noce plurisecolare che è ancora il Sig. Daniele a scegliere direttamente e avventurosamente in Asia.

Per volontà aziendale non vengono prodotti più di 12 fucili al giorno, fino a circa 2300-2500 l’anno, mediante macchine utensili a controllo numerico di ultima generazione, realizzate in configurazioni studiate espressamente per l’esasperato standard qualitativo Perazzi. Ma è soprattutto il lavoro delle mani esperte, appassionate, di collaboratori opportunamente e direttamente formati dalla Perazzi, a portare avanti quella manualità e cultura armiera che rende queste armi un pezzo di storia, un bene d’investimento capace di durare nel tempo, un valore cesellato ancora oggi a mano da incisori dall’ineguagliabile creatività.


Perazzi


La fabbrica, che conta ad oggi circa 90 dipendenti, oltre al prodotto di punta MX8, presenta modelli da caccia di prestigio e, soprattutto, fucili da competizione, ricoperti di medaglie e prestigiose vittorie internazionali conseguite in tutto il mondo. Nella gamma Perazzi ricordiamo un’ampia scelta di calibri, versioni e modelli, a partire dal Set di 4 calibri (12-20-28 e 410) da caccia, disponibile ora, oltre che nelle versioni EXTRA, anche nelle versioni con Cartelle, SCO, SC3 ed SC2, fino alle versioni da tiro. La cura particolare che viene posta nel collaudo di ciascun’arma permette alla Perazzi un continuo aggiornamento dei suoi prodotti e l’attenta supervisione del Sig. Daniele, l’ultimo degli armaioli, custode di un’abilità antica, rende ogni suo fucile un’arma “fuori dal comune”.


Perazzi Armi

Website: www.perazzi.it