828 S A.I. BECCACCIA CALIBRO 12: L’ADVANCED IMPACT PER LA CACCIA ALLA REGINA E NON SOLO
Da tempo Benelli realizza armi dedicate a specifici selvatici. Continua a rispettare questa consolidata tradizione anche con l’inserimento progressivo in gamma dei fucili dotati di canne Advanced Impact. E’ il caso di 828 S A.I. Beccaccia: il nome dice tutto.
Benelli ha nel suo DNA l’andare oltre superando il pensare consolidato; un esempio è quello della caccia alla beccaccia dove il comune pensare è unicamente concentrato sulla corta distanza di tiro, attribuendo le performance all’efficienza della munizione. Raccontando l’828 S A.I. Beccaccia scopriremo invece che il termine “performance” passa per l’ottimale combinazione canna/munizione ed in questo l’Advanced Impact ha i suoi buoni motivi per affermarsi.
Iniziamo da questi concetti per evidenziare come il sistema canna/strozzatori A.I. riesca ad agevolare il lavoro della munizione anche alla corte distanze che sovente si presentano nella caccia alla beccaccia.
Si sistema canna/strozzatori, perché il pensiero ingegneristico non li ha distinti ma resi sinergici come mai era successo in un fucile da caccia ad anima liscia: la formula matematica che descrive il sistema A.I. è stata oggetto di brevetto e ciò ci fa capire quanto l’innovazione dell’azienda sia andata oltre e la custodisca gelosamente.
A.I. come detto è un sistema che lavora in sinergia e che ha previsto il ripensare totale delle forme, delle sezioni e del lavoro di canna e strozzatore.
La canna nel calibro 12, ha diametro interno non consueto compreso tra i 19,6 e 19,8 mm, e la sua geometria prevede un lungo cono di raccordo (ben maggiore di quelli tradizionali) che termina in un tratto cilindrico più o meno lungo a seconda della lunghezza totale della canna. Al suo termine si inseriscono gli strozzatori intercambiabili anche essi della lunghezza non consueta di 10 cm. Sin da questa semplice descrizione si intuisce che i pallini percorrendo il sistema canna/strozzatori subiscono stress minimale, che si concretizza in minori deformazioni in particolare per munizionamenti in piombo e bismuto. Il concetto è comunque valido per pallini in acciaio e tungsteno, che probabilmente sono all’oggi meno impiegati nella caccia allo scolopacide, ma data la grande versatilità del 828 S A.I. Beccaccia cal. 12 che ci teniamo ad evidenziare, potrebbero tornare utili per altri tipi di caccia realizzati con il medesimo fucile.
Relativamente alla specifica caccia alla beccaccia, il lungo cono di raccordo e il successivo tratto cilindrico di canna tendono come detto a stressare meno i pallini. Ciò è tutt’altro che un dettaglio laddove si fa mente locale sul fatto che le munizioni specialistiche che il “beccacciaio” utilizza, sono prive di contenitore, costituite da una semplice borra feltro o bior che spingono i pallini verso le pareti. Inoltre l’ulteriore presenza del dispersore può creare situazioni di costrizione dei pallini verso le pareti con usura e perdita di sfericità. Tale situazione è mitigata dalle pareti delle canne A.I. che come detto sono dotate di un diametro maggiore. Risultanza di tale azione è la maggior sfericità dei pallini che accedono all’azione dello strozzatore. Pur avendo un’ampia gamma di strozzatori in dotazione, il cacciatore di beccaccia privilegierà il CYL o ancora di più l’Ampliator raggiato. I pallini avendo mantenuto una forma più sferica, avranno maggior efficienza nella direzionalità che gli è data dallo strozzatore a tutto vantaggio dell’efficienza di tiro. Inoltre, ulteriore vantaggio, sarà dato dalla rosata che dati i pallini più uniformi risulta avere ottima distribuzione. Infine pallini rimasti più sferici traggono beneficio in velocità di uscita e lo stesso dello sciame risulta anche più compatto. Sullo scolopacide l’aumento dell’efficienza è ben evidente: i pallini raggiungono il bersaglio con maggior energia e non si perde parte dell’effetto lesivo per le tradizionali lunghezze dello sciame dei pallini; non dimentichiamo inoltre che il tiro alla beccaccia è particolare, per la presenza di foglie e fronde che i pallini – tendenzialmente di piccole dimensioni – possono incontrare nel loro tragitto. Maggior velocità d’uscita ed energia riescono meglio a limitarne l’effetto di detti ostacoli.
Le canne, camerate in 12/76, sono sottoposte ai benefici vibratori del trattamento criogenico e unite solo verso la volata da bindella laterale, mentre una bindella in carbonio sormonta la canna superiore e termina con un avvallamento che porta il mirino verde in fibra. Elementi di progettazione questi che vanno nella direzione della leggerezza, rispettando l’efficienza balistica.
Ovviamente il tiro alla beccaccia richiede oltre ciò che abbiamo illustrato, altre prerogative in un’arma: ossia particolare attenzione a tutti quei fattori che agevolino il tiro istintivo, che non sono certo sfuggiti a Benelli quando ha progettato l’828 S A.I. Beccaccia.
In primis il bilanciamento, che è decisamente eccellente nelle due configurazioni di canna disponibili di 61 e 65 cm. La possibilità di effettuare un tiro immediato è anche garantita dal peso generale dell’828 S A.I. Beccaccia che si attesta sui 2,9 kg con canne da 65. Peso eccellente per un calibro 12 che è destinato ad essere tenuto in mano per tutta la giornata di caccia quando si insidia lo scolopacide.
Un’altra peculiarità che rende molto attinente il sovrapposto Benelli alla caccia alla beccaccia è il sistema progressive Comfort integrato all’interno del calcio. Ideato per rendere più sopportabile l’effetto del rinculo per chi spara molto, ha anche l’indubbio effetto di limitare il rilevamento dell’arma mantenendola più stabile nella linea di mira. E siccome tutti gli appassionati sanno che cacciare con successo la beccaccia presenta spesso l’esigenza di utilizzare in rapida sequenza il secondo colpo, avere tra le mani un’arma che non ha troppo sbandierato, significa solo una cosa: maggior probabilità di successo venatorio. Il sistema di ammortizzamento è completato dall’ottimo calciolo in poliuretano. Il calcio ospita il nasello anch’esso in poliuretano che ha l’effetto di limitare l’impatto sulla guancia del cacciatore: non è affatto un elemento di importanza secondaria dato che un’altra caratteristica del tiro istintivo alla beccaccia è quella di non avere mai tempo di effettuare un appoggio saldo sulla spalla. Coloro che utilizzeranno anche quest’arma per estemporanee cacce alla piccola migratoria, beneficeranno ovviamente ed ancor di più l’effetto di riduzione delle microvibrazioni al cranio fornito dal nasello.
Altro elemento di particolare valenza nella caccia alla beccaccia, che ricordiamolo è fatta in autunno inverno in condizioni di molta umidità e freddo, è l’ottimo grip dato dal disegno dello zigrino capace di fornire continuità di salda presa anche con mani intirizzite dalle basse temperature o se si indossano guanti. Calcio ed asta sono in un bellissimo noce, che sottoposto al trattamento Wood FX, che fa risultare molto appariscenti e quasi esaltate le venature. La pistola porta nella coccia, l’evidenza del fucile: il simbolo stilizzato della beccaccia in color oro su fondo nero.
C’è un ulteriore elemento che ci ricorda la grande affinità dell’828 S A.I. Beccaccia con la sua caccia di destinazione, fatta come noto, di tiri veloci nei quali il tempo da destinare alla mira è spesso mancante. La famiglia dei sovrapposti 828 essendo l’unica al mondo ad essere dotata di placche intercambiabili per la gestione di piega e vantaggio aiuta moltissimo. Il beccacciaio grazie a questa soluzione fatta di ben 40 possibili combinazioni potrà trovare velocemente il perfect fitting con la sua postura di tiro preferita e non perderà mai un istante nella esplosione dei colpi.
Il meccanismo di sparo e chiusura è quello tipico della famiglia 828. Ma in quest’arma lo scatto ha “subito” un’attenzione alla beccaccia, essendo alleggerito a 1,6 kg. Il gruppo scatto è estraibile e dotato di monogrillo selettivo: la sequenza di sparo delle canne è definibile sulla levetta della sicura. Questa è normalmente attivabile da cacciatore, ma può essere richiesto in fase di acquisto, anche la sicura automatica che si attiva alla chiusura delle canne.
IL TEST A CACCIA
Il test è stato effettuato su selvaggina stanziale e ciò ci ha permesso anche di apprezzare che l’828 S A.I. Beccaccia, se è pur vero che abbia per destinazione la caccia allo scolopacide con tutte le sue prerogative, ma con lo strozzatore a 3 stelle, piazza ottimi e risolutivi colpi anche a distanze inattese e può utilizzato con massima efficacia anche su cacce ad altro selvatici. La giornata venatoria ci ha poi permesso di apprezzare, nell’ambiente montano e particolarmente faticoso della riserva appenninica Valle di Fiordimonte, il ridotto peso e pur a volte anche se in deficit di ossigeno per corse in salita a servire il cane, la leggerezza e l’ottimo bilanciamento hanno fornito un ottimo supporto per stoccate vincenti.
Un ultimo rilievo sull’estetica: l’828 S A.I. Beccaccia (a proposito questo modello non porta nel nome la “U” bensì la “S” che sta per Superior ed identifica le canne A.I) è molto bello, con i legni particolarmente attraenti che fanno si uniscono in un cromatismo elegante con il nature brown della bascula sulla quale campeggia la scritta dorata 828 S. Analogamente elegante e non invasiva è la scritta sotto la canna inferiore che si sviluppa poco dopo la fine dell’asta e che identifica le canne con BENELLI ADVANCED IMPACT.
L’esperienza è venatoria è stata in tutto molto soddisfacente, meno che nella pioggerella che alla fine ci ha fatto desistere. Ma questo ci ha però aiutato a riflettere sul quanto questo fucile è riuscito a trasmettere sul poco tempo nel quale lo abbiamo utilizzato: è talmente intuitivo da riuscire a svelarci tutti pregi che porta in sé in pochissimo tempo. E così sarà con il beccacciaio che a partire dalla imminente stagione venatoria lo eleggerà suo compagno di caccia alla regina del bosco.

































