ALTO ADIGE … I CERVI SONO TROPPI

Nonostante lo scorso inverno sia stato rigido, in primavera si sono registrati numeri di cervi altissimi, mai così elevato dal 2001 ad oggi.

Questo risultato biologico preannuncia che il numero di cervi è in aumento e che gli interventi adottati per diminuire il numero e il proliferare di questa specie non ha funzionato; l’amministrazione ha già ricevuto innumerevoli lamentele di agricoltori e silvicoltori.

Il direttore dell’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia Luigi Spagnolli afferma che “Troppi cervi minacciano i boschi, mangiando completamente i germogli di nuovi alberi e minacciando l’agricoltura. Per questo è stato innalzato il numero di animali cacciabili”.

Gli animali selvatici reagiscono istintivamente ai fenomeni naturali e per questo si adattano facilmente, come quando c’è stato il forte maltempo ad ottobre, i rami al suolo degli alberi con la loro massa di aghi verdi si sono tramutati nel cibo preferito dai cervi, cerbiatti e camosci.

Continuando di questo passo le grandi aree boschive con il tempo diventeranno aree di pascolo per questi animali, ma durante l’inverno, con la neve, questi animali saranno spinti a nutrirsi dei germogli dei nuovi alberi in crescita, minacciando il rapido rimboschimento delle aree disboscate dal vento.

Nei prossimi anni aumenterà la caccia di questi animali soprattutto nelle zone distrutte dal vento, perché come sottolinea Spagnolli portando ad esempio episodi simili che sono accaduti nei boschi austriaci e tedeschi, nei prossimi anni darà molto difficile premettere di mandare avanti il rimboschimento.

Per questo motivo l’anno scorso non è stato aumentato il numero di cerbiatti e camosci cacciabili, ma quello dei cervi.

 

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