BROWNING A5 SWEET SIXTEEN … IL CALIBRO 16 DALLE “CANNE SANTE”

caccia in scozia sassetti oche anatre beccaccia gennaio 2019

 

Da quest’anno ho in mano due Browning A5 calibro 16 con due configurazioni di canna una da 66 cm ed una da 71 cm. Fantastiche entrambe su piattelli e prede.

Era atteso dai sedicisti in modo quasi maniacale ed infine arrivato. Un semiautomatico tutto nuovo, cinematico inerziale, proposto da Browning proprio inversione in calibro 16, calibro questo nel quale l’azienda belga ha sempre creduto.

Perciò messo da parte il vecchio rinculante Auto 5, che ogni tanto torna a caccia con me per la grande affezione e confidenza che ho con quel fucile, largo ai giovani e ai due A5 nuovi nuovi la cui unica differenza sta nelle canne, uno con canna cm. 66 ed uno con canna 71 cm.

Medesimo l’acciaio, medesimi i favolosi strozzatori Invector DS, medesime le soddisfazioni venatorie ed in pedana.

 

La canna da 66 cm.

Questa è la configurazione di canna che occupa larga parte delle mie uscite venatorie, per la mia propensione a cacciare selvaggina stanziale, in particolare dall’inverno dello scorso anno da quando mi accompagna un giovane bracco francese che ha bisogno di veder selvaggina. Con questa configurazione di canna utilizzo strozzatore a 3 o 4 stelle, acquistato a parte rispetto alla dotazione originale. Questo perché la caccia che si concretizza sul fagiano, sulla starna o sulla pernice rossa, mi porta spesso a servire la solida ferma del bracco e i tiri non superano poi alla fine i 20 e raramente i venti metri. Per di più per questi tiri non esagerati, utilizzo cartucce senza contenitore caricate in proprio, sulle quali ho la possibilità di effettuare un controllo dei parametri. Ma i risultati sono eccellenti, perché ho avuto modo di verificare anche su cartucce mie non proprio realizzate a “regola d’arte”, quanto sia efficace la spinta della canna. Probabilmente è l’acciaio, la sua qualità, la sua elasticità in grado di restituire alla azione pressoria dei gas un quid di spinta utile a far si che il selvatico venga colpito in maniera “etica” con una potenza d’arresto veramente notevole e che non rende necessari ulteriori colpi. E di questo potrei essere stupito in un’arma di nuova concezione per un calibro storico, ma siamo in casa Browning e non ricordo nella mia storia venatoria ormai affatto breve di aver sentito persone che avevano una bassa considerazione delle canne dell’azienda Belga. Una piacevole scoperta, l’efficienza di questa canna e quella del lavoro degli strozzatori, che agevolano nell’ottenimento di rosate perfette e che trasportano grande potenza sul selvatico.

 

La canna da 71 cm.

E’ questa una canna che mi è meno usuale, ma tutti noi che avevamo fatta la prova sul campo di tiro a volo di Castiglione del Lago, avevamo avuto modo di verificare come tale canna rompesse piattelli ben oltre il paletto che indica i 60 metri. Romperli laggiù significa portare i pallini con eccellente energia. Quella esperienza mi era rimasta in mente e pur non essendo un tiratore di migratoria particolarmente provetto, ho imbracciato più volte il “canna 71 cm”, nello scorso inverno e nei primi giorni di questa stagione venatoria. Selvaggina di riferimento colombacci e tordi. Ovviamente diverse le munizioni utilizzate, ma l’apprezzamento anche per questa lunghezza di canna è massimo. In particolare per i colombacci cacciati in gennaio, quindi con piumaggio al massimo della sua densità, ho potuto apprezzare la micidialità della canna. Spinge, spinge e spinge forte e la personale mia testimonianza è ulteriormente supportata dal fatto che le distanze di tiro non sono mai state inferiori a 35 metri. E non sempre le cartucce erano adeguate, perché quando finivano quelle col piombo 6 mettevo su anche quelle con piombo 8. Ma la musica era la medesima, colombacci semplicemente investiti con l’unico strozzatore 2 stelle utilizzato sul colombaccio. Sono passato allo strozzatore 3 stelle solo per alcune uscite ai tordi; medesime le distanze medie di tiro, medesime le favorevoli sensazioni sull’efficienza di una canna, che sinceramente non credevo potesse essere addirittura superiore a quella del vecchio Auto 5 rinculante.

Insomma prova comparati che onestamente non mi ha portato da nessuna parte. L’efficienza delle due lunghezze di canna è la medesima, credo la migliore che io abbia mai visto nella mia non minoritaria dotazione di fucili calibro 16. Tornerò ogni tanto anche alle mie amate doppiette, ma sinceramente con questa eccellenza in 66 cm e 71 cm, farò sicuramente fatica.

Riccardo Ceccarelli