LEPRE: CACCIA, FUCILI, MUNIZIONI

Ambita da molti cacciatori, la lepre è un selvatico affascinante, dai comportamenti elusivi, degna protagonista di ogni carniere. Veloce nella fuga, impegna seriamente cani e cacciatori per la sua cattura.

La lepre da tempo immemore è linfa della caccia in Europa e proprio nel vecchio continente è stata è stata talmente protagonista della passione venatoria che l’uomo si è adeguato ad essa mettendoci del suo. Basti pensare alla cosa più eclatante, alle decine di razze di cani da cacia che per cacciare l’elusivo lagomorfo sono state selezionate o ai fucili che per decine di anni hanno avuto lunghezze di canne e strozzature pensando alla lepre. Protagonista involontaria anche nella caccia ad altri selvatici, quali pe esempio la volpe, che della lepre è il primo avversario.

Insomma la lepre ci ha guidato e noi ci siamo lasciati guidare da lei. Selvatico essenzialmente stanziale e con abitudini ben consolidate nel territorio che frequenta, lo delimita con le secrezioni delle ghiandole anali, per evitare che altre lepri “sconfinino”. Contro i suoi numerosi nemici naturali – cacciatore compreso – ha tre risorse; l’immobilità, una fuga veloce che può raggiungere anche i 70 km all’ora e la sua grande capacità riproduttiva.

 

La caccia alla lepre

Proprio per la passione che la lepre esercita sul cacciatore, la pressione venatoria che subisce è elevata e caratterizzata da diverse forme di caccia più o meno specialistiche.  Taluni scovano la lepre con il cane da ferma, ma è questa più che altro un’evenienza occasionale dato che nessun cacciatore che esce dal bosco, cacciando magari fagiani o beccacce non rinuncia mai a far allargare il suo ausiliario fermatore sulla maggese limitrofa, per vedere se c’è una lepre. A volte la lepre si fa fa fermare e da tempo al cacciatore di posizionarsi al meglio, ma sovente schizza via al passaggio del cane e secondo il terreno e la sua copertura il tiro può risultare abbastanza facile o impossibile per mancanza di visibilità. Medesime situazioni si possono verificare con i cani da cerca, ma questi in nessun caso si arrestano e anche se avvertono l’usta tendono a caricare la lepre mettendola i fuga; in questo caso il cacciatore deve essere veramente pronto altrimenti il carniere rimane inesorabilmente vuoto. Il tiro in questo genere di situazione deve essere veloce e istintivo – ricordiamo che abbiamo uno o più cani tra i piedi – e se riusciremo a puntarla quando è un po’ più lontana e la vediamo solo da dietro è buona norma sparare all’attaccature delle orecchie per avere una buona probabilità di centrarla dovere. Sparare al suo posteriore nella maggior parte dei casi ci fa colpire il suolo.

Ma la caccia classica alla lepre, quella che ha un’enfasi elevata ed esaltanti momenti di spettacolarità è indubbiamente quella nella quale si impiegano i cani da seguita. Questa rientra a tutti gli effetti tra le cacce sociali, sia per cacciatori che per ausiliari; infatti al conduttore della muta dei segugi, si affiancano altri cacciatori, che si dispongono in quelli che sono ritenuti punti strategici di fuga della lepre una volta scovata. Sono, come nel caso delle braccate al cinghiale, cacciatori di posta solo che in questo caso le poste, se necessario, si devono muovere in modo coordinato in funzione del territorio battuto. A questi cacciatori è richiesto assoluto, dato che la lepre potrebbe arrivare con la muta vociante dei cani a ridosso, ma anche piano piano se ha deciso di abbandonare per tempo il covo. Dalla posta il tiro non è molto complicato a patto che se la lepre è lanciata in corsa si abbia una normale confidenza con gli anticipi. Tralasciamo qui, la descrizione del lavoro della muta, argomento che seriamente rischieremmo di rovinare perché deve essere proposto da un esperto e concentriamoci invece su armi e munizioni adeguati alla caccia alla lepre, selvatico annoverato tra le specie nobili stanziali.

 

I fucili per la caccia alla lepre

Parlare del fucile più consono per la caccia alla lepre significa ripartire dalle affermazioni precedentemente fatte sui due possibili tipi di caccia. Se l’incontro con la lepre è tipicamente occasionale con il cane da ferma e da cerca naturalmente il fucile sarà quello che abbiamo deciso di utilizzare quel giorno per la caccia vagante e tuttalpiù sarà utile una volta deciso di far allargare il cane in una maggese, cambiare le cartucce che magari stavamo utilizzando sino a quel momento per cacciare magari la beccaccia con qualcosa di più consistente che avremo avuto l’accortezza di mettere in cartuccera. Probabilmente avremo tra le mani un basculante con le canne corte, magari con strozzature ampie, ma questo non ci penalizzerà molto essendo richiesta in questo tipo di caccia alla lepre un tiro istintivo a breve distanza.

caccia alla lepre fucili munizioni cartucce

Quando invece la caccia è svolta secondo i rigori classici con la muta dei segugi, i cacciatori possono orientarsi su un fucile da caccia un poco più specialistico. Pur essendo subordinato al tipo di terreno ed alla sua copertura vegetale, per la maggiore le poste vengono posizionate in punti ove lo spazio di tiro è ampio, il fucile che si può considerare più idoneo è un fucile non tropo leggero che consenta di sparare agevolmente le massime grammature consentite dal calibro; quest’ultimo dovrà esse 12, 16 o 20 en in questo ultimo caso rigorosamente magnum. La canna più logica appare abbastanza lunga 70/71 cm che permette la completa ed efficace combustione delle polveri progressive contenute in una importante cartuccia. La strozzatura ideale in un semiautomatico può essere considerata una 2 stelle mentre in un basculante a due canne ci si può orientare su 1/3 stelle. In ultimo la piega: per sparare su un selvatico che corre al suolo è utile avere un fucile con pega abbastanza accentuata.

 

Le cartucce per la caccia alla lepre

Dobbiamo considerare che la lepre è un selvatico di buon peso abbastanza coriaceo e la sua resistenza aumenta ancor più verso la fine della stagione venatoria, quando la sua pelliccia si fa particolarmente folta. Quando ci si trova come nel caso dell’avventurarsi in una maggese con il cane da ferma, si po’ anche utilizzare munizioni con pallini di numerazione 7 dato che il tiro sarà ravvicinato, ma nel caso del cacciatore di posta il ragionamento cambia.

In questo caso il tiro più lungo richiede l’utilizzo di pallini più grandi, che matengano sufficiente energia lesiva su una distanza maggiore, Diciamo che è utile utilizzare munizioni che vanno dal 4 al 2. Per tiri molto lunghi potrebbe essere utie scendere ancora, ma è utile ricordare che pallini con numerazione 0 o anche più grandi originano rosate con besse densità di pallini e il risultato più probabile potrebbe essere che feriamo la lepre, magari con solo pallino, e questo origina inutili sofferenze e non è affatto etico.

Ovviamente in relazione alla grammatura, come deto le dosi massime del calibro che consentono di guarnire al meglio le proprie rosate. 38/40 grammi per il calibro 12, 331/32 grammi per un buon calibro 16, idem per un calibro 20 magnum.

Date le lunghezze di tiro, appare naturale che tale munizione dovrà essere dotata di borra contenitore e anche i pallini ramati o nikelati possono nei tiri lunghi offrire qualche vantaggio in più.

san fiorano riserva di caccia