SI DELLA CAMERA AD ABBASSAMENTO STATUS DI PROTEZIONE DEL LUPO

 

Il Ddl Delega 2574-A apre alla revisione dello stato di protezione del Lupo. L’Articolo 8 passa alla prova del Senato.

La settimana parlamentare si è chiusa con un voto significativo che proietta l’Italia verso un potenziale cambio di paradigma nella gestione del lupo (Canis lupus). Con 122 voti favorevoli, 7 contrari e 63 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge delega 2574-A, recante la legge di delegazione europea 2025.

Il cuore normativo che sta catalizzando l’attenzione di faunisti e allevatori è l’Articolo 8, il quale abilita il Governo a recepire le nuove direttive comunitarie e ad adottare, entro soli 30 giorni, i decreti legislativi necessari all’abbassamento dello stato di protezione del lupo.

Questo downgrade normativo implicherebbe il passaggio della specie da strettamente protetta a (soltanto) protetta. L’implicazione operativa è rilevante: una tale modifica concede maggiore flessibilità d’azione e, di fatto, agevola l’eventuale ricorso a misure di controllo, inclusi gli abbattimenti selettivi, in deroga alle attuali normative di tutela. Inoltre, la gestione e l’eventuale controllo della specie passerebbero formalmente in carico al Ministero dell’Ambiente.

 

La Dialettica Parlamentare: Scienza contro Flessibilità

Il dibattito in Aula ha messo in luce la profonda spaccatura tra la necessità di tutelare la biodiversità e la richiesta di strumenti più efficaci per la gestione dei conflitti.

L’Alleanza Verdi-Sinistra, per voce della capogruppo Luana Zanella, ha avanzato l’emendamento 8.1000, poi respinto (79-139), definendo la riforma un “gravissimo errore” privo di solide basi scientifiche. La critica si è focalizzata sulla mancanza di una stima adeguata della popolazione europea di lupi, ritenuti “bioregolatori decisivi” degli ecosistemi. Zanella ha inoltre ricordato come la specie subisca già oggi una perdita annuale stimata intorno al 10% della popolazione (in Italia circa 3.500 esemplari) a causa di abbattimenti illegali, avvelenamenti e trappole.

Dal lato opposto, la posizione della Lega, espressa da Bruzzone, ha enfatizzato la necessità di una riforma che consideri l’impatto socio-economico della specie. L’intervento ha ricordato non solo i danni diretti agli allevatori di bestiame, ma anche le problematiche che coinvolgono gli “ex possessori di animali da compagnia predati” dal lupo.

 

Proposte Alternative e Prospettive Future

Il dibattito ha visto anche l’intervento del Partito Democratico (Marco Simiani), che ha suggerito di esplorare alternative meno invasive rispetto al controllo diretto. Le proposte includevano:

  1. Cattura a fini di sterilizzazione (gestione non letale della demografia).
  2. Sostegni economici più robusti alle aziende agricole colpite.
  3. Potenziamento delle misure di prevenzione (recinzioni, cani da guardia, ecc.).

L’approvazione del Ddl da parte della Camera rappresenta un punto di svolta. Ora, la palla passa al Senato per il voto finale, che deciderà sull’effettivo conferimento della delega al Governo. La comunità scientifica, gli allevatori e gli operatori del settore faunistico attendono con attenzione l’esito finale di un provvedimento destinato a ridisegnare i confini della conservazione e della gestione faunistica in Italia.

 

 

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