COLOMBACCIO: CACCIA, FUCILI, MUNIZIONI

rizzini fucili da caccia e tiro

Il colombaccio rappresenta il più grande dei columbidi presenti in Italia e sicuramente il più bello. Attrae numerosi cacciatori forse per il suo essere la saetta del cielo.

Il colombaccio, per il suo comportamento sospettoso, per la sua livrea, per la sua carne, risulta essere particolarmente attrattivo per i cacciatori italiani. La sua popolazione nidificante sul territorio nazionale è in crescita e da anni ormai non è solo più un migratore insidiato nelle storiche cacce ma un uccello anche ubiquitario, faaattore questo, che ha aumentato gli estimatori della sua caccia e quindi chi lo insidia.

La caccia al colombaccio

Il colombaccio è un uccello, al pari di altri, che per il suo grado di diffidenza non può affatto essere cacciato con una forma di caccia vagante; è sospettoso come pochi altri, ha un vista acutissima e pensare di avvicinarsi a lui, beatamente posato su un albero, è operazione improbabile ed altamente infruttuosa.

Tanto che trattasi di uccelli nati e residenti sul territorio nazionale che di migratori puri che provengo da fuori dei nostri confini, l’unica modalità di caccia proficua al colombaccio è quella da appostamento.

Per l’appostamento e il tiro a volo innanzi tutto vale il detto dei vecchi cacciatori che affermavano che il colombaccio è a tiro quando si riesce a distinguere il colore delle zampe. Credenza questa che un fondo di verità ce la può avere anche se appare un po’ esagerata. Il tiro a volo sul colombaccio può portare ad ingannare, poiché il selvatico da spesso la sensazione di un volo non troppo veloce. Ma non è affatto cosi ed occorre essere generosi con l’anticipo. I branchi di colombacci in migrazione, subiscono l’attrattiva, a volte più a volte meno, dei loro simili ed allora nelle cacce tradizionali si utilizzano volantini e zimbelli, piccioni di varie razze ed incroci, che necessitano di un grande tempo di allenamento per portarli ad operare con soddisfazione.

Oggi il colombaccio proprio per essere divenuto ubiquitario, è cacciato da un gran numero di cacciatori anche al di fuori delle cacce tradizionali, e tali “colombacciai” improvvisati, che hanno scarsa perizia di addestramento di volantini e zimbelli, ricorrono a stampi, spesso animati, e giostre che hanno la loro buona efficacia sui colombacci, almeno questo i primi tempi in cui si caccia in luogo specifico, poi tutto diviene più arduo. Questo ha comunque fatto sviluppare un fiorente mercato di queste attrezzature soprattutto on line.

Il tiro è comunque facile poiché il colombaccio se non vi vede e scarta ha un volo abbastanza lineare; questo concetto vale per il primo colpo, mancato il bersaglio, il colombaccio con due vigorosi colpi d’ala è capace di una notevole accelerazione scombinando tutti i nostri calcoli mentali sull’anticipo. Una nota è sull’uccello ferito, siate scaltri nel raccoglierlo subito, poiché è dotato di una grande capacità elusiva e pedina velocemente se toccato d’ala scomparendo tra la vegetazione.

La caccia al colombaccio è realizzata anche, in alcune cacce tradizionali cercando di far atterrare i branchi sugli alberi posatoio, grazie all’uso sapiente di volantini e zimbelli, per poi sparare a fermo a “chiamata”. Ossia quando gli uccelli sono posati il capocaccia chiama lo sparo dei cacciatori che sparano contemporaneamente. E’ questa una caccia che prevede grande preparazione di zimbelli e volantini e mimetismo perfetto. Lo stesso mimetismo e assoluta immobilità che è richiesto a quei cacciatori che insidiano i colombacci “stanziali” che vanno in pastura a gennaio sulle edere. Il riflesso della luce sul volto o sulla canna del fucile, o il più impercettibile movimento se non schermato dalla copertura del capanno, è percepito e mette in fuga il selvatico lasciandoci con un palmo di naso.

I fucili per la caccia al colombaccio

Per coloro che scelgono una caccia al colombaccio ove il tiro si effettua a fermo non esistono grandi consigli da dare. Si sarò scelta una posizione sotto o a ridosso di un albero e sicuramente non sarà mai troppa la distanza cacciatore bersaglio e un fucile di generico di calibro che può andare dal 12 al 16 o al 20 svolgerà egregiamente il suo compito, senza particolarità legate al tipo di fucile, alla lunghezza della canna o alla strozzatura. Certo in questo caso non sarà necessario dotarsi di un semiautomatico, dato che non si ripeterà mail il colpo. Un classico basculante a due canne – doppietta o sovrapposto – o un pieghevole monocanna, nei calibri indicati, svolge egregiamente il lavoro. colombaccio caccia fucili e munizioni

Se la caccia si svolge con il tiro a volo la cosa cambia completamente. Il semiautomatico sarà utile, perché a volte il terzo colpo è necessario sia per aver mancato il bersaglio con i primi due sia per finire un colombaccio che sta atterrando ferito d’ala. Confermando i calibri suddetti e considerando che il tiro al colombaccio non sarà mai vicino, sono auspicabili fucili con canne da 70/71 cm, con strozzature di due stelle, in grado di sparare 36 grammi nel 12, almeno 31 grammi nel calibro 16 ed almeno 28 grammi nel calibro 20. Esistono poi sul mercato fucili specialistici, quali il Benelli colombo, ove si è fatta sintesi di tutte le peculiarità che un fucile da colombaccio deve avere per una caccia proficua.

Le munizioni per la caccia al colombaccio

La cartuccia per il colombaccio deve essere in genere una gran bella munizione ed ha l’esigenza assoluta di essere dotata di contenitore, perché la prerogativa è sparare lontano. Sarà quindi dotata di polvere progressiva, che ben si accoppia con la lunghezza delle canne sopra citata che ne garantiscono ottima bruciatura. La numerazione dei palli, pur essendo il selvatico mediamente di 450/500 grammi deve essere consistente perché il colombaccio è decisamente robusto. Pallini del numero 7 nella prima canna ed a scendere 6 e 5 per i colpi successivi. Le dimensioni di questi pallini anche in tiri di 35/40 metri garantiscono un ottimo equilibrio tra buon mantenimento della velocità, lesività e densità di rosata.

Taluni cacciatori, per aumentare di qualche metro la portata utilizzano piombi che vanno dal 4 al 2. In questo caso la balistica gli dà ragione in fatto di aumento di portata. Ma la stessa disciplina sconsiglia anche l’uso di tali pallini perché a certe distanze la rosata con pallini di grandi dimensione sarà talmente poco densa che il colombaccio può passarci in mezzo senza essere colpito o magari colpito da un solo pallino rimarrà inutilmente ferito.

Non ci resta che attendere l’arrivo della nuova stagione venatoria e tornare ad insidiare la saetta alata.