STORIA: CARABINA KRICO DOMINO MOD. 800

Correva l’anno 1973 quando l’azienda Krico che sino ad allora si era occupata in via esclusiva di caccia grossa, decise di alleggerire i propri calibri producendo un’arma per la caccia europea.

La Krico, nella sua visione di carabina intese progettare un otturatore particolare per munizioni che generassero anche alta pressione. Ne usci una bolt action degna di nota, dotata di un castello smontabile anche senza attrezzi ma di eccellente robustezza ed ottima balistica. L’arma decisamente elegante, come nella tradizione dell’azienda era dotata di una sicura molto docle e scorrevole, posta subito dietro la leva dell’otturatore, in grado di bloccare contemporaneamente sia il grilletto – era dotata di stecher – che l’otturatore.

La canna, come nella tradizione dell’azienda teutonica, la canna era realizzata in acciaio speciale di lunghezza cm 60. L’azienda all’epoca dichiarava che venivano montate canne solo dopo che avevano superato specifici controlli in grado di assicurare la massima accuratezza di tiro.

krico domino 800 carabina da caccia

Il calcio, come da tradizione, realizzato con apoggiaguancia, con zigrinature presenti sull’appoggio della mano debole e sulla pistola. Calciolo dotato di calciolino in plastica e portacinghia di serie.

La carabina Domino 800 aveva in dotazione un alzo di mira regolabile che dava quindi la possibilità di mirare anche senza cannocchiale anche se quest’ultimo poteva naturalmente essere montato su basi di attacco già presenti.

Molto semplice l’estrazione del caricatore che poteva ospitare 4 cartucce in .222 Rem e 3 cartucce nei calibri .243 Win, .270 Win e 7×64. Il peso era di 3 kg nel calibro minore e solo un etto superiore per gli altri calibri.

Decisamente un’ottima arma, celebrata però da pochi, forze per la ridotta disponibilità di calibri.

 

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