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LEGGE DI BILANCIO: EMENDAMENTI SU PRELIEVI VENATORI E AZIENDE FAUNISTICO-VENATORIE
Dalla proposta dell’on. Bruzzone sulla certezza normativa per i tempi di prelievo agli emendamenti di Lega e Fratelli d’Italia sul divieto di lucro: la caccia torna al centro del dibattito sulla Legge di Bilancio.
Si accende il dibattito parlamentare sulle norme che regolano l’attività venatoria. Tra i numerosi emendamenti presentati alla Legge di Bilancio — 5.742 in totale, di cui soltanto circa 400 probabilmente destinati ad andare avanti — spicca la proposta avanzata dall’Onorevole Francesco Bruzzone, Responsabile Nazionale del Dipartimento Caccia della Lega. L’iniziativa, che interviene sulla Legge 157/92, mira a offrire maggiore certezza normativa ai cacciatori in merito ai tempi di prelievo delle diverse specie.
Al centro della proposta vi è la modifica dell’articolo 18 della legge quadro sulla caccia. L’emendamento introduce un nuovo articolo, il 97-bis, che sostituisce il comma 1-bis con una formulazione più precisa dei periodi in cui l’attività venatoria deve essere sospesa.
Il testo chiarisce che l’esercizio venatorio è vietato per ogni singola specie:
a) durante la decade in cui un contingente significativo abbandona le aree di svernamento per fare ritorno ai luoghi di nidificazione;
b) durante la fase di nidificazione, riproduzione e dipendenza dei giovani.
Spetterà alle Regioni, come specificato, accertare tali periodi e recepirli nella redazione dei calendari venatori stagionali.
Parallelamente, il fronte normativo si arricchisce di un ulteriore tema caldo: il divieto di lucro per le aziende faunistico-venatorie. Durante la discussione in Senato, alcuni senatori di Fratelli d’Italia e Lega hanno depositato due emendamenti distinti ma sostanzialmente convergenti, volti ad abolire il divieto esistente, consentendo così a tali aziende di costituirsi come vere e proprie imprese agricole.
Una proposta che, qualora approvata, determinerebbe un cambiamento significativo nella gestione economica e amministrativa del settore, aprendo alla possibilità di nuove forme di impresa legate all’attività venatoria.
Nonostante le due iniziative siano le uniche direttamente attinenti alla caccia tra la mole di emendamenti presentati, difficilmente la Legge di Bilancio potrà essere il veicolo di una riforma organica della materia. Per modifiche più ampie alla legge 157/92, infatti, si dovrà presumibilmente attendere la ripresa dei lavori nelle commissioni Ambiente e Agricoltura del Senato, che non affrontano il tema da oltre due mesi.
È lì, nel percorso tradizionale dei disegni di legge, che il centrodestra punta a far avanzare il ddl firmato dai capigruppo di maggioranza, destinato a ridefinire in maniera più ampia il quadro normativo della caccia in Italia.


































