MIGRAZIONE PRENUZIALE: STUDIO UNIMI-LIPU METTE IN DISCUSSIONE KEY CONCEPTS
L’analisi di 4 milioni di dati su Wildlife Biology documenta un sensibile anticipo dei movimenti migratori per 23 specie cacciabili. Il Tordo bottaccio inizierebbe il ritorno già a fine dicembre.
Mentre il Consiglio di Stato stabilisce la legittimità formale dei calendari venatori regionali basati sui pareri del CTFVN, il mondo della ricerca scientifica produce nuove evidenze che potrebbero rimettere in discussione i pilastri tecnici della gestione venatoria europea: i cosiddetti Key Concepts.
Il rigore dello studio: i “Big Data” dell’ornitologia
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Wildlife Biology, è il risultato di una collaborazione tra l’Università degli Studi di Milano, la Lipu e altri enti di ricerca. La solidità della ricerca risiede nell’ampiezza del campione: oltre 4 milioni di osservazioni estratte dalla piattaforma di citizen science Ornitho.it.
L’obiettivo è stato quello di individuare con precisione l’inizio della migrazione preriproduttiva, ovvero il momento in cui i primi contingenti rilevanti (fissati al 5% della popolazione) iniziano il movimento verso i quartieri di nidificazione.
Risultati: un calendario biologico in anticipo
I dati raccolti indicano uno scostamento significativo rispetto alle date ufficiali attualmente recepite dalla Commissione Europea. Secondo la ricerca, l’83% delle specie cacciabili analizzate (19 su 23) mostra un inizio della migrazione anticipato.
Nello specifico, per alcune specie simbolo del dibattito venatorio, le nuove date di inizio migrazione prenuziale sarebbero:
- Tordo bottaccio: terza decade di dicembre.
- Allodola, Cesena, Merlo e Pavoncella: prima decade di gennaio.
- Tordo sassello, Codone, Fischione, Folaga: seconda decade di gennaio.
Implicazioni gestionali e conservazionistiche
La Direttiva Uccelli (2009/147/CE) vieta la caccia durante il periodo di migrazione prenuziale e durante le fasi di riproduzione e dipendenza. Se i dati dello studio UniMi dovessero essere recepiti a livello istituzionale, la conseguenza immediata sarebbe la necessità di un drastico anticipo della chiusura della caccia per quasi tutte le specie migratorie.
Secondo gli autori della ricerca, i primi individui a migrare sono spesso i soggetti con la maggiore capacità riproduttiva e, di conseguenza, i più preziosi per la stabilità demografica delle popolazioni. Il prelievo venatorio in queste finestre temporali, sebbene attualmente legale secondo i calendari vigenti, risulterebbe biologicamente impattante.
Il conflitto tra diritto e biologia
L’articolo si inserisce in un clima di forte tensione normativa. Da un lato, il disegno di legge di riforma della Legge 157/92 punta a una maggiore flessibilità (e in alcuni casi a un allungamento) dei tempi di caccia; dall’altro, la comunità scientifica spinge per una restrizione basata sulle risposte degli uccelli ai cambiamenti climatici, che starebbero accelerando i ritmi biologici della migrazione.


































