BURRIS E STEINER: INNOVAZIONE E SEMPLIFICAZIONE

Sull’onda degli eventi celebrativi per i 500 anni di Beretta, le consociate del gruppo hanno presentato diverse novità di grande interesse. Tra queste, spicca la “Burris & Steiner Experience”, un appuntamento che ha riunito armieri e giornalisti specializzati.

L’incontro si è articolato in due momenti distinti: una prima fase di presentazione prodotti/confronto tecnico-commerciale, alle porte di Bologna, seguita da una sessione di prove pratiche presso il campo di tiro a lunga distanza Sant’Uberto di Monterenzio, in area appenninica.

Due marchi, quello statunitense Burris e quello tedesco Steiner, entrambi ben noti al pubblico italiano, in particolare, da quando sono entrati a far parte del gruppo Beretta, ma che secondo gli operatori del settore meritano oggi una rinnovata attenzione. Non solo per il posizionamento rispetto ad altri brand europei o asiatici, ma soprattutto per il livello tecnologico e qualitativo delle loro soluzioni, in particolare nel campo delle ottiche “ibride” e dei sistemi integrati.

Come sottolineato da Daniele Piva, direttore commerciale di Beretta, “Burris e Steiner hanno potenzialità importanti per sviluppare un importante presenza commerciale in Italia, e gli armieri rappresentano i primi ambassador verso il cliente finale”. Sulla stessa linea Bruno Beccaria, general manager di Burris, che ha evidenziato un concetto a lui molto caro e fatto proprio dall’azienda, ossia come la tecnologia debba tradursi in semplificazione, deve essere al servizio dell’utilizzatore, garantendo precisione, qualità e un’esperienza di caccia più etica, sicura e serena.

Alberto Corbetta, responsabile commerciale Burris, ha ricordato le origini del marchio americano, fondato nell’ormai lontano 1971 in Colorado e che da sempre si caratterizza per una forte impronta innovativa, che si ritrova all’oggi in prodotti come Eliminator 6 e XTR PS, che affiancano famiglie storiche di prodotto come i Fullfield, costantemente aggiornati.

Thomas Lippmann, Sales Manager Steiner  ha ricordato la lunga tradizione dell’azienda di Bayreuth, attiva da oltre 75 anni e punto di riferimento assoluto nel settore dei binocoli militari e nautici. Tra i prodotti simbolo, il Nighthunter 8×56, lanciato nel 2000 e noto per l’elevatissima trasmissione luminosa, e i sistemi laser LRF in grado di misurare distanze oltre i 10 chilometri, frutto di un’evoluzione tecnologica iniziata con il Makrolon negli anni ’60 fino alle moderne tecnologie di protezione ottica.

Le novità tra campo e tiro

La parte più attesa dell’evento è stata naturalmente quella dedicata alla prova sul campo, dove è stato possibile testare direttamente alcune delle ultime novità delle due aziende.

In casa Steiner, grande interesse per i nuovi collimatori a punto rosso destinati inizialmente all’impiego su pistola, ma utilizzabili anche in contesti venatori di braccata. L’MPS Micro Pistol Sight si distingue per compattezza, comandi maggiorati e autonomia fino a 90.000 ore con batteria CR2032, disponibile in versioni da 2 e 3,3 MOA. Accanto a questo, l’MPS-C si presenta ancora più compatto (36×27,5×33,5 mm per soli 32 grammi), con punto da 1,6 MOA, ingrandimento 1x reale ed elevata qualità ottica, oltre a un prezzo particolarmente competitivo.

Interessante anche il binocolo eDiscovery 10×42, che integra funzioni di acquisizione e condivisione immagini e video tramite l’app Burris Connect, ampliando il concetto di osservazione digitale sul campo.

Ottiche ibride e sistemi integrati

Uno dei filoni più evoluti è quello delle ottiche ibride, dove analogico, digitale e tecnologia laser si integrano in un unico sistema. Steiner propone la combinazione tra il cannocchiale eRanger 8 (nelle versioni 2-16×50 e 3-24×56) e il binocolo eRanger LRF 10×42, gestiti tramite app Steiner Connect. Il sistema consente di inserire dati balistici e misurare distanze fino a 3.000 metri, trasferendo automaticamente le informazioni alla torretta balistica del cannocchiale.

Il sistema include inoltre funzionalità avanzate come la localizzazione del punto d’impatto tramite GPS, utile per il recupero del selvatico anche in condizioni difficili.

Burris risponde con l’Eliminator 6 4-20×52, un cannocchiale con telemetro integrato oltre 1.800 metri, progettato non solo per il tiro a lunga distanza ma soprattutto per garantire precisione e affidabilità nella caccia reale. Il display interno personalizzabile offre numerose informazioni, tra cui dati balistici e monitoraggio ambientale.

Accanto a questo, il Veracity PH 4-20×50 punta sulla semplicità operativa, con un’interfaccia essenziale e torretta PEK programmabile (Programmable Ellevation Knob), mentre l’XTR PS rappresenta la declinazione sportiva per il tiro di precisione, con tubo da 34 mm e funzioni dedicate alla competizione.

Una chiusura sul campo di tiro

La giornata si è conclusa con prove di tiro fino a 800 metri con ottiche montate su carabine Sako e Beretta, seguite da una gara informale sui gong a 600 metri tra gli armieri presenti. A imporsi è stato Simone Borgesa dell’armeria Tower di Avigliana con l’Eliminator, mentre con il Veracity si è distinto Roberto Ruggiero titolare dell’omonima armeria.

Questo evento a permesso ancora una volta di apprezzare come l’evoluzione delle ottiche moderne sia sempre più sintesi tra tecnologia di comune utilizzo, e come Burris e Steiner stiano viaggiando a gonfie vele in questa direzione.