IL REFERENDUM PER ABOLIRE LA CACCIA NON SI CELEBRA

Il mondo venatorio del web è in fermento per la notizia uscita sulla pagina facebook del comitato promotore ove si affermerebbe che le firme validate non hanno raggiunto il Quorum per celebrare la consultazione referendaria.

La notizia è stata data dallo stesso comitato promotore che aveva anticipato in precedenza che le 520.000 firme raccolte erano una soglia di alto rischio per ottenere il risultato di arrivare a celebrare il referendum.

E cosi sembra essere andata, anche se ancora non abbiamo avuto modo di prendere lettura dell’ordinanza della Corte di Cassazione.

A quanto si apprende dalla pagina facebook tra le firme raccolte con la normale prassi 130.000 non sono state ritenute valide dall’Alta Corte, mentre altre 47.000 ottenute digitalmente hanno avuto la medesima valutazione.

Un totale di 177.000 firme ritenute non valide che quindi abbattono notevolmente il numero delle iniziali 520.000 firme raccolte.

Si ricorda inoltre che rispetto ai canonici 90 giorni che vengono assegnati ai comitati promotori per la raccolta delle firme, ne sono stati concessi ulteriori 30 per ragioni di covid ed è stata attivata anche la raccolta digitale tramite SPID. Il Comitato lamenta inadempienze da parte dei Comuni, ma questo come esso stesso segnala, resta a carico del comitato promotore.

Naturalmente, è solo una battaglia persa e chi avversa la caccia continuerà a combattere per il loro credo, magari in altre forme, come da essi stesi dichiarato.

 

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