REGIONE UMBRIA E MONDO VENATORIO: IL CONFRONTO NON E’ PIU RIMANDABILE

rizzini fucili da caccia e tiro

Federcaccia Umbra fa l’elenco delle cose che ancora non vanno. Dai tesserini agli Atc, passando per gli accordi interregionali fino alla partecipazione.

Un confronto tra il mondo venatorio e la Regione Umbria non è più rimandabile: ne siamo convinti. L’attuale stato delle cose e i ritardi su tutti gli adempimenti, necessari per l’avvio della stagione venatoria, ci preoccupano e ci obbligano ad alcune considerazioni.

Partiamo dalla gestione della fornitura dei tesserini venatori: ad oggi non risultano ancora disponibili e ciò crea notevole disorientamento tra i cacciatori, visto che ingenera dubbi sulla effettiva regolarità di svolgere l’attività venatoria. Chiediamo alla Regione l’immediata  fornitura e l’assoluta trasparenza su tutta la vicenda, che non trova precedenti in Umbria.

A seguire è d’obbligo parlare degli accordi con le altre Regioni: le trattative con le Regioni limitrofe si devono avviare con tempistiche congrue, che consentano a tutti i cacciatori di decidere se usufruire di queste possibilità con largo margine di tempo. Lo abbiamo detto più e più volte, ma siamo rimasti inascoltati.

Capitolo a parte meritano gli Ambiti territoriali di Caccia (Atc): non sfugge più a nessuno che occorra un tagliando alle strutture e alle modalità operative dei tre Atc umbri, che stanno operando in modo disomogeneo nell’applicare corrette attività di gestione faunistica all’interno della nostra Regione. E’ ora che si affermi un modo nuovo di gestione, che prenda spunto dal dettato del nuovo Piano Faunistico Regionale e applichi tutte le sue potenzialità. Rimane sempre più urgente un’uniformità di comportamenti, che preveda l’adozione di misure generali (Statuti, convenzioni ZRC, impostazioni bilanci) comuni ai tre istituti, che ne permettano un reale rilancio.

Infine ribadiamo, ancora una volta, che per una serena, corretta e proficua programmazione venatoria servono solidi rapporti tra Associazioni Venatorie e Regione Umbria, nel rispetto delle proprie autonomie; la Federcaccia non accetta di trovarsi alla partecipazione alla Consulta regionale con argomenti e temi, le cui decisioni sono già prese o almeno tali sembrano, di fronte al prendere o lasciare. Per Federcaccia Umbra  così non va bene, il confronto non può essere ridotto a un semplice SI o NO. Federcaccia promuove da sempre il diritto-dovere di ragionare e confrontarsi su strategie più ampie per un futuro certo della caccia, nel rispetto delle attività agricole  e dell’ambiente.

Infine, cogliamo l’occasione per formulare ancora una volta le nostre raccomandazioni per un’etica venatoria che rispetti la sicurezza e le misure necessarie per l’emergenza Covid-19, che possano farci trascorrere una buona giornata in compagnia. In bocca al lupo a tutti questa apertura 2020-21.

 

Perugia, 19 Settembre 2020

Ufficio Stampa Federcaccia Umbra

 

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