UMBRIA. PER ADESSO NIENTE CACCIA DI SELEZIONE

Silenzio assordante sulla questione caccia di selezione in Umbria. La Regione attende il pronunciamento del TAR mentre ISPRA non ha dato ancora risposte sui chiarimenti richiesti.

La Regione Umbria è purtroppo in una fase di stallo per ciò che concerne la caccia di selezione che era stata sospesa sin dal settembre scorso a seguito di un ricorso al TAR del WWF. Per questo motivo tutt’ora tale forma di caccia che in Umbria interessa per lo più il capriolo ed in alcune zone il daino, è bloccata. Alquanto strano il comportamento di ISPRA che aveva dato a suo tempo parere favorevole al calendario venatorio 2018-2019 e che allo stato attuale non sta dando le risposte che la Regione Umbria ha richiesto.

In questa fase di stasi ove le norme, entrano naturalmente in contrasto con la biologia delle specie permettendo una proliferazione di capi fuori dal controllo e dalla gestione, l’Assessore alla caccia Fernanda Cecchini ha convocato per la settimana un incontro con le associazioni venatorie per fare il punto dello stato dell’arte della vicenda, tutt’ora in fase di stallo. Considerando che i cacciatori hanno pagato sin dall’agosto scorso le tasse di concessione e tutt’ora non hanno visto riconosciuto il loro diritto di caccia, la situazione non è affatto delle più lineari.

D’altro canto la Regione stessa, come ricorda l’Assessore Cecchini, ha rispettato le prerogative di legge, avendo sottoposto la bozza del proprio calendario venatorio ad ISPRA e questo è stato accettato dal medesimo Istituto. L’auspico è quello di uno sblocco a stretto giro di questa fase di stallo che non è utile ne alla gestione delle specie ne tantomeno alla tranquillità dei cacciatori che ricordiamolo sempre sono onesti cittadini che pagano le tasse di concessione.

 

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