UN COLPO MORTALE ALLA CACCIA IN UMBRIA CHE NON CI VOLEVA

Annata terribile questa per la caccia in Umbria, sta succedendo di tutto, come in un triller i nostri interventi di dirigenti venatori si incrociano a quelli degli enti e degli anticaccia.

Con una tempistica forse anticipata perché ci dà il tempo per controbattere le solite associazioni che ostinatamente ed in ogni modo cercano di colpire il mondo venatorio, arriva  un ricorso che inaspettatamente viene parzialmente accolto in tempi rapidissimi.

Il 4 settembre viene firmato il ricorso, il 5 gli enti in indirizzo protocollano la notifica , la regione clamorosamente non lo traccia e niente popò di meno che il 7 mattina il giudice monocratico si pronuncia e anticipa la sospensione di molte specie e di una generica piccola selvaggina fino alla sentenza del 4 ottobre.

Federcaccia Umbra che non è menzionata nel ricorso ma diventa parte offesa per il danno al calendario venatorio e quindi ai suoi associati, si avvale del supporto e della lunga esperienza in materia del suo livello nazionale dando mandato al presidente nazionale Buconi di agire con controdeduzioni e controricorso. Cosi entro gli irrisori tempi stabiliti si costituisce solo Federcaccia e lascia aperta una possibilità di replica al ricorso, con appunto controdeduzioni e ricorso presentato in un solo giorno. Federcaccia che in queste settimane lavora intensamente per i suoi tesserati ancora una volta si trova pronta davanti alle avversità dello stato, potere giudiziario compreso. Ora ci aspettiamo che chi ci ha portato a questo punto si impegni seriamente a trovare una soluzione, a partire dalla Regione Umbria.

Federcaccia Umbra