MA ZANONI A NOME DI CHI PARLA?

rizzini fucili da caccia e tiro

Roma, 12 gennaio 2020 – “Non si può andare a caccia fuori dal proprio comune se in zona arancione: oggi ho sentito il sottosegretario agli Interni Achille Variati, a cui ho trasmesso la lettera inviata sabato ai sette prefetti del Veneto, ed ho avuto la conferma. Zaia eviti circolari regionali illegittime, con deroghe oltretutto pericolose per la salute”.

È quanto ha dichiarato il consigliere della Regione Veneto del Partito democratico Andrea Zanoni, noto per le sue posizioni animaliste e antivenatorie, a cui ovviamente non sono piaciuti i provvedimenti della Giunta Zaia che, così come in altre regioni, hanno concesso agli appassionati veneti, di esercitare l’attività venatoria all’interno del proprio ATC di residenza e non solo sul territorio comunale. Una possibilità logica, rispettosa di una attività per la quale i praticanti pagano una cospicua concessione allo Stato e alla Regione e che a differenza di quanto dichiarato dal consigliere regionale, non solo non è pericolosa per la salute, ma svolgendosi in zone ampie, all’aperto e spesso in assoluta solitudine, è assai meno rischiosa della gran parte delle attività fisiche e sportive concesse anche in zona rossa.

La domanda che sorge spontanea – ha dichiarato il Presidente nazionale di Federcaccia Massimo Buconi – è a quale titolo stia parlando Andrea Zanoni nel sollevare la legittimità di quanto attuato in Veneto. Come consigliere regionale del PD la sua iniziativa e le sue dichiarazioni ci paiono fortemente in contrasto con la linea seguita dai Governatori del suo stesso partito in altre regioni, come la Toscana ad esempio o l’Emilia Romagna, dove ci pare nessun dirigente abbia sollevato alcun dubbio sulla legittimità delle interpretazioni date. Ci sembra anzi, che nemmeno dove il PD è all’opposizione nessuno abbia sollevato la questione. Quindi anche in questo caso Zanoni rappresenta una eccezione.

Gli unici a protestare contro la caccia, come sempre del resto, sono i rappresentanti delle associazioni protezioniste e anticaccia. Ecco, da cacciatore mi sorge il dubbio che magari, prima che come uomo politico del PD e consigliere regionale, Andrea Zanoni parli ancora una volta come rappresentante della Lega per l’abolizione della caccia del Veneto o un’altra delle sigle anticaccia che trovano ospitalità sul suo sito ufficiale.

Ma di questa uscita di un suo consigliere il PD, ad esempio, cosa ne pensa? Ha forse intenzione di sconfessare i propri Governatori?

Come Federcaccia siamo ovviamente al fianco di chi – indipendentemente dal colore politico – ha avuto il buon senso e il coraggio istituzionale di garantire a una parte di cittadini pari dignità e possibilità di esercitare una attività che è consentita, strettamente normata e decisamente controllata e non ha colto – come fa e vorrebbe facessero anche gli altri, Zanoni – l’ennesimo pretesto per agire in modo ottusamente ideologico e prevaricatore.

Da parte nostra auspichiamo e chiediamo alla Regione Veneto di continuare a consentire ai suoi cittadini cacciatori la possibilità di movimento alle condizioni attuali, senza lasciarsi influenzare da proteste che oltre a essere di parte sono totalmente immotivate”.

Tratto da federcaccia.org