CINGHIALI NEL SULCIS, OLTRE 500 ETTARI DANNEGGIATI
L’emergenza cinghiali torna a preoccupare gli agricoltori del Sulcis Iglesiente. Oltre 500 ettari di coltivazioni, tra grano, cereali e vigneti, avrebbero subito danni.
La presenza dei cinghiali continua a creare difficoltà alle aziende agricole del Sulcis. Secondo le segnalazioni di Coldiretti Cagliari, sono oltre 500 gli ettari di terreni danneggiati, con più di 300 ettari interessati da grano e cereali e oltre 200 ettari da produzioni vitivinicole.
I danni, stimati complessivamente in diverse centinaia di migliaia di euro, rappresentano un ulteriore peso per aziende già alle prese con siccità, costi di produzione e difficoltà legate alle condizioni climatiche.
L’allarme degli agricoltori
I cinghiali, alla ricerca di cibo, possono provocare danni alle colture e compromettere raccolti e terreni. Nel caso dei vigneti, il passaggio degli animali può inoltre danneggiare le piante e rendere necessari interventi di ripristino.
Per gli agricoltori il problema non riguarda quindi soltanto il valore delle produzioni perse, ma anche i costi necessari per proteggere i terreni e prevenire nuovi danni.
Il piano di contenimento
Coldiretti Cagliari ha chiesto alla Provincia del Sulcis Iglesiente di rendere operativo il Piano di contenimento del cinghiale, coinvolgendo i coadiutori già formati.
La Provincia, intanto, ha adottato nell’agosto 2026 il nuovo Piano di gestione e controllo delle popolazioni di cinghiale 2027-2032. L’obiettivo è affrontare in modo coordinato una presenza che, secondo l’amministrazione, può avere conseguenze sull’agricoltura, sulla sicurezza stradale e sull’equilibrio degli ecosistemi.
Non solo danni alle coltivazioni
L’emergenza cinghiali ha infatti ripercussioni più ampie. In Sardegna la presenza della fauna selvatica è anche collegata al rischio di incidenti stradali. Il cinghiale rappresenta inoltre una delle specie maggiormente coinvolte nelle problematiche relative ai danni alle attività agricole e zootecniche.
Nel territorio del Sulcis la gestione della specie interessa anche l’Isola di San Pietro, dove è previsto un piano di eradicazione per il periodo 2025-2029.
La sfida del Sulcis
Per gli agricoltori la priorità resta quella di ridurre i danni prima che si ripetano a ogni stagione. Gli indennizzi possono contribuire a compensare le perdite, ma non eliminano il problema.
La sfida sarà quindi trasformare i nuovi strumenti di programmazione in interventi concreti di prevenzione, monitoraggio e controllo.
Con oltre 500 ettari di coltivazioni segnalati come danneggiati, la questione cinghiali è ormai diventata nel Sulcis non soltanto un problema faunistico, ma una vera emergenza per l’agricoltura e la gestione del territorio.
































