CALABRIA, VIA LIBERA ALLA PREAPERTURA DEL COLOMBACCIO: IL 2 SETTEMBRE SI TORNA A CACCIA

Il contenzioso sul calendario venatorio si conclude con il ritiro dell’istanza cautelare da parte dell’Associazione Earth. Federcaccia Calabria: “Risultato frutto di un lavoro giuridico e tecnico-scientifico portato avanti nel tempo” .

È una vittoria che Federcaccia definisce di grande rilevanza per i cacciatori calabresi e, più in generale, per il mondo venatorio italiano. Al centro della vicenda c’è la possibilità di esercitare, il prossimo 2 settembre, la caccia al colombaccio, dopo il contenzioso avviato contro il calendario venatorio della Regione Calabria.

La vicenda ha preso il via il 12 agosto, quando è stato notificato il ricorso presentato dall’Associazione Earth contro il calendario venatorio regionale e, in particolare, contro la previsione della preapertura della caccia al colombaccio.

Federcaccia Calabria si è costituita immediatamente in giudizio, già il 13 agosto, sollevando in primo luogo una questione di legittimità relativa alle modalità procedurali attraverso le quali era stato presentato il ricorso.

Il passaggio sui “pubblici proclami”

Su questo primo profilo formale, il TAR Calabria ha accolto le ragioni sostenute da Federcaccia. Nel provvedimento del 19 agosto, il Tribunale amministrativo ha riconosciuto la fondatezza della questione relativa alla mancata notifica per “pubblici proclami”, disponendo la notifica immediata del dispositivo da parte dei ricorrenti, insieme ad ulteriori adempimenti, e fissando al 2 settembre la data per le successive determinazioni.

Un passaggio considerato particolarmente significativo da Federcaccia, perché ha inciso sugli aspetti procedurali del procedimento avviato dall’Associazione Earth.

Parallelamente alla questione formale, la Federazione ha predisposto le proprie difese anche nel merito, contestando sia sotto il profilo dei fatti sia sotto quello giuridico le argomentazioni contenute nel ricorso. La posizione sostenuta è quella della piena legittimità delle scelte adottate dalla Regione Calabria in materia di calendario venatorio e, nello specifico, della preapertura della caccia al colombaccio.

Il precedente del Consiglio di Stato

Nel corso del procedimento è intervenuto anche un elemento ritenuto particolarmente importante da Federcaccia: la recente sentenza del Consiglio di Stato relativa al calendario venatorio della Regione Marche per la stagione 2025/2026, ottenuta a seguito del ricorso promosso dalla Federazione con le memorie dell’avvocato Alberto Bruni.

Secondo Federcaccia, la pronuncia rappresenta una nuova tappa di un percorso giuridico costruito negli anni attraverso diversi provvedimenti favorevoli ottenuti davanti ai TAR e al Consiglio di Stato.

Un’attività che, nella prospettiva della Federazione, mira a consolidare principi ritenuti fondamentali per garantire l’esercizio legittimo dell’attività venatoria e contrastare limitazioni considerate non giustificate.

In questo percorso rientrano anche precedenti ordinanze e sentenze ottenute presso il TAR Calabria a tutela di passate stagioni venatorie, grazie al contributo dei legali e dell’Ufficio Studi di Federcaccia, attraverso memorie e approfondimenti di carattere tecnico-scientifico.

Il ritiro dell’istanza cautelare

La successione degli eventi ha portato a un’evoluzione decisiva del procedimento. Le contestazioni formali, le argomentazioni tecnico-giuridiche sviluppate nel merito, le valutazioni relative al colombaccio e il nuovo orientamento derivante dalla sentenza del Consiglio di Stato hanno modificato il quadro iniziale.

Il 28 agosto, l’Associazione Earth ha ritirato l’istanza di sospensione cautelare.

A seguito di questa decisione, Federcaccia Calabria ha presentato immediatamente un’articolata istanza di revoca, seguita anche da iniziative analoghe delle altre associazioni venatorie regionali.

Federcaccia attribuisce un ruolo determinante al lavoro svolto dal 13 agosto in poi e alla strategia processuale messa in campo attraverso interventi tempestivi, memorie e contestazioni. Un’attività alla quale hanno contribuito gli avvocati Biagio Di Vece e Domenico Furfaro.

Il 2 settembre si potrà cacciare il colombaccio

Il risultato concreto, secondo quanto comunicato da Federcaccia, è che il 2 settembre i cacciatori calabresi potranno esercitare la caccia al colombaccio.

La Federazione sottolinea inoltre come il colombaccio sia una specie di particolare interesse venatorio e richiama i dati scientifici e i pareri ISPRA degli ultimi anni, dai quali emerge uno stato di conservazione favorevole della specie.

Per i cacciatori calabresi si tratta dunque di un passaggio importante, arrivato alla vigilia dell’avvio della stagione venatoria.

Federcaccia considera tuttavia il risultato non come un episodio isolato, ma come l’ennesima tappa di un’attività che, da anni, vede impegnata la Federazione su diversi fronti legati alla caccia e alla gestione agro-ambientale. Una strategia che punta a integrare competenze giuridiche, tecniche e scientifiche nelle diverse vertenze che interessano il mondo venatorio.

Nei prossimi giorni, annuncia la Federazione, saranno forniti ulteriori approfondimenti sulla vicenda e sulle altre questioni di interesse per i cacciatori calabresi.

Dal Consiglio regionale di Federcaccia arriva infine un messaggio rivolto a tutti i cacciatori della Calabria: un “in bocca al lupo” per l’avvio della stagione venatoria, con l’auspicio che possa essere serena e proficua e, soprattutto, vissuta in sicurezza e nel pieno rispetto delle regole.