- Calendari venatori
- Canna Rigata
- News
- News Canna Rigata
- Super News - Caccia in Fiera
- Super News - Canna Rigata
CACCIA IN TOSCANA, IL TAR RESPINGE IL RICORSO: CONFERMATE LE MISURE REGIONALI
Il Tribunale Amministrativo della Toscana non accoglie la richiesta di sospensione presentata dalle associazioni ambientaliste e animaliste.
Il TAR della Toscana ha respinto la richiesta di sospensione presentata da alcune associazioni ambientaliste e animaliste contro gli atti della Regione Toscana in materia venatoria. Una decisione che rappresenta un nuovo passaggio nella complessa vicenda giudiziaria che vede contrapposti, sul tema della gestione della fauna selvatica, associazioni animaliste, istituzioni e mondo venatorio.
La nuova istanza era stata presentata da Leal Odv, Pro Natura Ets e Oipa Italia Odv e riguardava, oltre alla preapertura della stagione venatoria, anche il prelievo selettivo estivo di daino e cervo nelle aree non vocate.
Il Tribunale amministrativo non ha accolto la richiesta cautelare di sospensione degli atti regionali, consentendo quindi, allo stato, la prosecuzione delle misure previste dalla Regione.
Un nuovo pronunciamento sulla stagione venatoria
La decisione arriva in un momento particolarmente delicato per la stagione venatoria toscana e si inserisce in un confronto giudiziario che negli ultimi anni ha accompagnato frequentemente le scelte delle amministrazioni regionali.
Al centro della controversia ci sono alcuni provvedimenti relativi alla gestione della fauna selvatica, alla preapertura e agli interventi di prelievo selettivo degli ungulati.
Il pronunciamento del TAR riguarda la fase cautelare e non equivale, di per sé, a una definizione definitiva di ogni questione sollevata dalle parti. Il Tribunale è chiamato a valutare la legittimità degli atti amministrativi impugnati sulla base della normativa vigente e degli elementi tecnici prodotti nel procedimento.
Il nodo della gestione degli ungulati
Uno dei temi principali della vicenda riguarda la gestione di daini e cervi, specie interessate da programmi di prelievo selettivo in determinate aree del territorio regionale.
La gestione degli ungulati rappresenta da tempo uno degli argomenti più discussi nella politica faunistica italiana. Le amministrazioni devono infatti confrontarsi con la presenza e la distribuzione delle popolazioni selvatiche, con gli equilibri degli ecosistemi e con gli effetti della presenza degli animali sul territorio.
Il prelievo selettivo viene previsto nell’ambito di specifici programmi di gestione e sulla base di valutazioni tecniche e scientifiche.
Il confronto tra Regione e associazioni
Le associazioni che hanno promosso il ricorso contestano le scelte regionali e chiedono una maggiore tutela della fauna selvatica. Il mondo venatorio, al contrario, considera la gestione attiva delle popolazioni un elemento necessario per affrontare le criticità legate alla presenza degli ungulati e per mantenere un equilibrio tra fauna, ambiente e attività agricole.
È proprio su questo punto che si concentra una parte importante del confronto: quale debba essere il ruolo della gestione faunistica e quali strumenti utilizzare per governare le popolazioni selvatiche.
La Regione Toscana ha motivato le proprie scelte attraverso gli strumenti di pianificazione e le valutazioni tecniche disponibili, confrontandosi anche con gli organismi scientifici competenti.
La soddisfazione del mondo venatorio
La decisione del TAR è stata accolta positivamente dalle realtà venatorie toscane, che vedono nel pronunciamento un importante riconoscimento della possibilità di dare attuazione alle misure regionali.
Per il mondo della caccia, la gestione della fauna non può essere affidata esclusivamente a interventi occasionali, ma deve basarsi su programmazione, monitoraggio delle popolazioni e conoscenza del territorio.
In questa prospettiva, il prelievo selettivo rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali le amministrazioni possono intervenire sulle popolazioni di ungulati all’interno di piani di gestione definiti.
Preapertura e calendario venatorio
L’altro tema oggetto del confronto riguarda la preapertura della stagione venatoria.
Il calendario venatorio regionale stabilisce tempi, specie cacciabili e modalità dell’attività venatoria, tenendo conto della normativa nazionale, delle esigenze di tutela della fauna e delle valutazioni tecnico-scientifiche.
La preapertura rappresenta tradizionalmente uno dei momenti più discussi del calendario venatorio e viene frequentemente sottoposta al vaglio della giustizia amministrativa a seguito dei ricorsi presentati dalle associazioni ambientaliste e animaliste.
Una partita ancora aperta
Il rigetto della richiesta cautelare non chiude definitivamente il confronto sulla politica faunistica della Toscana, ma rappresenta un passaggio importante per l’attuale stagione venatoria.
Da una parte restano le associazioni che chiedono una maggiore protezione della fauna e contestano alcune modalità di gestione; dall’altra il mondo venatorio sostiene la necessità di una gestione attiva e programmata delle popolazioni selvatiche.
La decisione del TAR conferma, almeno sul piano cautelare, la possibilità di procedere con le misure regionali contestate.
Il confronto continuerà quindi sul terreno amministrativo e giudiziario, ma anche su quello più ampio delle politiche di gestione della fauna selvatica.
Una questione che, soprattutto in una regione caratterizzata da una significativa presenza di ungulati, coinvolge non soltanto il mondo venatorio, ma anche agricoltori, istituzioni, ambientalisti e comunità locali.
































