FEDERCACCIA UMBRA: “SULLA CACCIA SERVONO CORAGGIO, SERIETÀ E COERENZA. NON POSSIAMO RESTARE FERMI A TRENT’ANNI FA”

Il Presidente Maurizio Lorenzini interviene dopo l’ultima Consulta faunistico-venatoria regionale e punta il dito contro ripensamenti e passi indietro sul regolamento per la caccia al cinghiale: “Non possiamo continuare a ragionare con schemi vecchi di trent’anni”

 

 

“È arrivato il momento di porre con chiarezza una questione che non può più essere ignorata: in Umbria ogni tentativo di riformare e modernizzare il sistema venatorio rischia sistematicamente di essere bloccato prima ancora di poter essere realmente sperimentato e valutato”.

È questo il punto di partenza dell’intervento di Maurizio Lorenzini, presidente di Federcaccia Umbra, all’indomani dell’ultima riunione della Consulta faunistico-venatoria regionale. Al centro della presa di posizione ci sono soprattutto le modifiche al regolamento per la caccia al cinghiale, sulle quali, secondo Lorenzini, il confronto istituzionale avrebbe già raggiunto una fase avanzata.

“Si è tornati infatti a discutere delle modifiche al regolamento per la caccia al cinghiale – spiega Lorenzini – nonostante il relativo iter sia stato avviato ormai da tempo, al termine di un lungo percorso di confronto che ha visto coinvolte tutte le associazioni venatorie e agricole, nessuna esclusa”.

Un confronto nel quale, sottolinea il presidente di Federcaccia Umbra, ogni organizzazione avrebbe avuto la possibilità di presentare osservazioni e assumere una posizione. Il problema, secondo Lorenzini, sarebbe emerso proprio nel momento in cui dalle discussioni si è passati alle decisioni.

“Arrivati al momento di dare concretezza a quanto discusso, assistiamo ancora una volta a ripensamenti e passi indietro”, afferma.

Lorenzini rivendica quindi la coerenza della posizione assunta da Federcaccia e Cpa (Caccia, Pesca, Ambiente) durante il percorso e richiama le associazioni venatorie alla responsabilità nelle sedi istituzionali.

“Esistono sedi istituzionali deputate al confronto, a partire dalla Consulta faunistico-venatoria regionale, nelle quali le associazioni sono chiamate ad assumersi la responsabilità delle proprie posizioni. Non è accettabile condividere o sostenere determinati percorsi nei tavoli ufficiali e poi, quando arriva il momento delle decisioni, bloccare tutto o rimettere continuamente in discussione quanto precedentemente concordato”.

Per il presidente di Federcaccia Umbra, il rischio è quello di trasformare il confronto in un freno permanente alle riforme.

“Così facendo non si tutela la caccia. Si produce soltanto immobilismo”.

Lorenzini: “Le riforme devono poter essere sperimentate”

Nel suo intervento, Lorenzini riconosce anche la disponibilità al confronto manifestata dall’assessora regionale Simona Meloni, alla quale attribuisce il merito di aver avviato un percorso di interlocuzione con il mondo venatorio sui diversi temi che, secondo Federcaccia, necessitano da tempo di una revisione.

“Federcaccia non sostiene di possedere la bacchetta magica, né pretende che ogni proposta di riforma sia necessariamente quella giusta”, precisa Lorenzini.

La posizione dell’associazione, spiega, è quella di poter discutere le proposte nel merito e, quando necessario, modificarle sulla base dei risultati.

“Le riforme possono essere migliorate, corrette e, se non funzionano, anche riviste. Ma per giudicarle occorre prima avere il coraggio di farle”.

Il presidente di Federcaccia Umbra richiama quindi i cambiamenti che hanno interessato il territorio e la gestione faunistica negli ultimi decenni.

“Il territorio, la gestione faunistica, le esigenze dei cacciatori e le problematiche legate agli ungulati e ai danni all’agricoltura sono profondamente cambiati. Non possiamo continuare a ragionare con schemi vecchi di trent’anni”.

“Il futuro della caccia non può dipendere dalla competizione per il tesseramento”

Un passaggio particolarmente netto riguarda il ruolo delle associazioni venatorie. Per Lorenzini, la priorità dovrebbe tornare a essere la tutela del futuro della caccia e dei cacciatori, evitando che ogni scelta venga condizionata dalla competizione per il numero degli iscritti.

“Le associazioni venatorie devono tornare a preoccuparsi prima di tutto del futuro della caccia e dei cacciatori, anziché leggere ogni cambiamento attraverso la lente della competizione per il tesseramento”.

Federcaccia Umbra, assicura il presidente, continuerà a sostenere le proprie proposte senza considerarle intoccabili.

“Chiediamo che vengano discusse nel merito e che, quando esistono le condizioni, si abbia finalmente il coraggio di sperimentarle”.

L’obiettivo, dunque, è superare quello che Lorenzini considera un immobilismo dettato dalla paura del cambiamento o da logiche esclusivamente associative.

“Quello che non siamo più disponibili ad accettare è che ogni tentativo di innovazione venga paralizzato dalla paura di cambiare o da logiche esclusivamente associative”.

“Serietà e coerenza nelle sedi istituzionali”

La richiesta di responsabilità, secondo Lorenzini, deve riguardare sia la politica regionale sia le associazioni.

“Così come la politica regionale deve poter assumere le proprie decisioni dopo aver ascoltato tutti, assumendosi la responsabilità delle scelte e verificandone successivamente i risultati, anche alle associazioni venatorie chiediamo la stessa responsabilità e, soprattutto, serietà e coerenza nelle sedi istituzionali”.

Il confronto sulla gestione venatoria in Umbria entra quindi in una fase decisiva, con Federcaccia che chiede di arrivare alla conclusione dell’iter avviato.

Attesa per la pubblicazione dell’atto

Ora l’attenzione è rivolta alla conclusione del percorso istituzionale e alla pubblicazione ufficiale del provvedimento.

“Restiamo quindi in attesa che il percorso istituzionale iniziato si concluda con la pubblicazione ufficiale dell’atto in Gazzetta”, conclude Lorenzini, richiamando le determinazioni dell’amministrazione regionale e le osservazioni già espresse dalle diverse associazioni.

Federcaccia Umbra conferma infine l’intenzione di continuare a difendere i propri iscritti e le proprie posizioni, mettendo però al centro un obiettivo più ampio: “la difesa e il futuro della caccia in Umbria”.