BENELLI CADDY ….. LA CACCIA E’ SOCIALE

L’atto venatorio sin dalla preistoria è stato sociale, per la maggior probabilità – l’unione fa la forza – di accaparrarsi importanti prede in grado di sfamare. Oggi, pur con sfumature diverse torna ad esserlo, grazie all’azienda che ha nel suo slogan “… avanti da sempre” … Benelli.

La caccia è indubbiamente socialità; così ce l’ha consegnata la storia dell’uomo, così ci piace conservarla e così la vorremmo in futuro. Ed il futuro, quindi i giovani che raccoglieranno questa eredità, sono anche coloro verso i quali è più facile mettere a disposizione tecnologie a loro già familiari, per dare seguito in modo curioso ed interessante all’atto sociale venatorio.

La filosofia è chiara e la strada verso questa direzione la sta tracciando Benelli, che lo fa da sempre nella pura tecnologia armiera, ma con Caddy ad Urbino, si sta dimostrando che allargando gli orizzonti si può andare oltre …. si può andare a caccia insieme.

Ma cos’è Caddy e perché il rilevo sull’asse caccia-socialità? Caddy è prioritariamente un sistema di tracciamento della azione di caccia, un sistema cioè che ci permette di visualizzare su mappa digitale di semplice fruizione, la caccia vagante in visione dall’alto, caccia che generalmente fatta di cani ed uno o più cacciatori. Questi attori della battuta di caccia possono essere monitorati e gli umani – lasciamo ai cani il lavorare con l’olfatto – possono tenere sotto controllo i loro rispettivi movimenti e quelli degli ausiliari. Un vezzo? Non direi, e … scopriamone l’utilità. Nella direzione del monitoraggio dei cani, alcune aziende specialistiche erano già giunte, grazie alla fruizione del sistema satellitare GPS, ma qui pur con tante funzionalità utili al cacciatore o all’addestratore, si erano fermate. Benelli con Caddy, ha inteso superare il concetto del cane, se non inglobandolo nel concetto di totalità degli attori in azione – quindi cani e cacciatori. Idea decisamente interessante che l’azienda Urbinate ha dovuto tradurre in un concetto di assoluta semplicità, associando agli specifici dispositivi di trasmissione per cani e cacciatori, uno di comune familiarità, un normale smartphone, che restituisce nell’apposita App da scaricare, tutti gli elementi “dinamici” dell’azione di caccia, realizzando per essa quasi un film. Il dispositivo di trasmissione per il cane è un classico collare, mentre il cacciatore si appende al collo un semplice dispositivo con antennina. Il resto sta tutto sullo smartphone.

benelli caddy collare satellitare cani da caccia

Da qui, si possono apprezzare il movimento dei cani sul terreno e ciò che fanno (ossia se sono in cerca, in accertamento o per specifiche razze, in ferma) e degli stessi cacciatori che nella maggioranza dei casi non si vedono tra loro per l’ostruzione vegetale presente nella maggior parte dei luoghi frequentati. Ci troviamo nella condizione di una vista dall’alto ove per ogni soggetto (cane e cacciatore) si apprezza la situazione (immobilità o spostamento in determinata direzione) visualizzando di fatto una situazione dinamica in continua modifica, utile anche a correggere la nostra posizione rispetto a quella degli altri colleghi. E questa è solo una prima utilità dello strumento che può farci riuscire in una battuta più proficua.

Ma ne vedo un’altra, decisamente più importante; dal sistema di tracciamento si riesca a gestire al meglio la nostra sicurezza e quella degli altri cacciatori, conoscendo in tempo reale di ognuno la posizione e la direzione di marcia. Per questo, è particolarmente apprezzabile lo sforzo di Benelli di rendere decisamente ampio il “gruppo di appartenenza”. 21 dispositivi come max, assegnati a cani e cacciatori, sono utilizzabili in tutte le caccie vaganti ed in particolare in quella in braccata al cinghiale, ove da sempre si ricerca, con Benelli in prima fila, la sicurezza, per il contesto venatorio che porta molti cacciatori sul territorio.

Benelli con Caddy, ha lavorato al meglio su questa eccellente intuizione, ottenendo una soluzione ad elevata tecnologia ed a semplice fruibilità. Tecnologia, che nel rapporto con il cane si concretizza anche con le funzioni di addestramento, tipiche anche di altri dispositivi, e con il piacere di condividere l’azione di caccia su facebook al fine di valutarla anche a distanza con gli amici o, se vogliamo anche come personale vezzo. Ma oltre ciò rimane la sostanza, che rappresentiamo nella video intervista, di una elevata praticità d’utilizzo e di raggiunti obiettivi in termini di migliore gestione dell’azione di caccia oltre ad un concreto passo in avanti non da poco nella ricerca della sicurezza. Vi invitiamo perciò a fare un passaggio in armeria ed informarvi su tutti i dettagli tecnici su www.benellicaddy.com.

Complimenti a Benelli e buon Caddy a tutti!!

Riccardo Ceccarelli