UN NUOVO PARCO SUGLI ERNICI?

In pratica, vorrebbero trasformare una sconfitta (l’abbandono del Parco d’Abruzzo da parte di quest’animale) in una vittoria, facendo chiudere alla caccia tutto il territorio ernico. Tanto per essere alla moda, questi ambientalisti-anticaccia (perché ambientalisti sono anche i cacciatori) hanno costituito un sito web a sostegno della loro tesi.
Siamo in democrazia, e la libera espressione delle idee è anche un loro diritto. Ma sappiano che non si istituisce un Parco per la tutela di un solo orso, animale che tutti hanno interesse a difendere (salvo i bracconieri, che comunque tali resterebbero anche a Parco istituito; mentre scatenerebbe la giusta rabbia dei cacciatori onesti, che si sentirebbero puniti da una tale scelta!) né si costituisce un Parco senza l’assenso formale dei Comuni.
E anche questo lo dice la legge, grazie al coraggio di uno di essi, che qualche anno fa si oppose all’imperio dello Stato e delle Regioni (in quel caso la Regione Campania) di istituire Parchi senza il loro assenso. Sono le regole della democrazia, bellezza! Ora questi creatori del sito web a sostegno di un nuovo Parco (l’ennesimo carrozzone mangia soldi e poltronificio per amici degli amici, magari anche ambientalisti) queste cose è bene che le sappiano.
E’ bene che sappiano che in un Paese democratico non si costituiscono Parchi senza l’assenso dei Comuni e degli abitanti locali, e che gli stakeholders (i portatori di interessi) non sono solo gli ambientalisti, come essi sembrano aver fatto credere con l’uso sempre più frequente di questo termine importato dall’America, ma anche gli agricoltori, i pastori ed allevatori ed i cacciatori, senza il cui assenso nessun Parco potrà mai essere istituito!
Non è con un nuovo Parco che si salverà l’orso, ma facendo in modo che questi possa trovare oasi di quiete (senza turisti, che siano o meno “amici” dell’orso) e cibo per alimentarsi, quindi campi coltivati e presenza di greggi in montagna. Forse sarebbe stato meglio che, anziché creare un sito web, questi anticaccia di professione avessero comprato delle zappe e fossero andati a coltivare mais in qualche “cesa” abbandonata, cosicché il loro amato “Ernico” possa trovare cibo senza dover scendere nella pianura Ciociara, come stanno facendo i suoi fratelli della Val Comino!
E sappiano, questi promotori, che non è con un Parco che si creano “possibilità di sviluppo economico sostenibile”, un Parco che proprio in quanto tale prevede vincoli non più controllabili dalle comunità locali e che, di fatto ed ope legis, congela il territorio. Caso mai, la scelta giusta è quella delle Aree Wilderness che alcuni Comuni hanno già attuato, e che, magari, potrebbero essere favorite da una legge regionale, questa sì attuabile e ad elevato grado di democrazia.
Un consiglio agli amministratori comunali degli Ernici: chiedano ai loro non lontani Comuni laziali del Parco d’Abruzzo con quale entusiasmo accetterebbero oggi il Parco se gli fosse chiesto un parere (quel parere che mai gli fu chiesto quando nel Parco i loro territori vi furono inclusi d’autorità: ma allora, a spiegare tale scelta, c’era il fascismo che stabiliva le regole!).
Murialdo/Frosinone, 26 Agosto 2013
F.to Franco Zunino
F.to Dot. Edmondo Vivoli Segretario Generale dell’AIW Presidente dell’ATC FR1 e componente Consiglio Direttivo dell’ATC FR1































