Testo tratto da www.agi.it
(AGI) – Bruxelles, 8 set. – Sono scarse le probabilita´ che gli uccelli migratori diffondano rapidamente l´influenza aviaria su immense distanze. Almeno questo emerge da uno studio del Cirad (Centre de cooperation internationale en recherche agronomique pour le development) in Francia, pubblicato sul Journal of Applied Ecology.
I risultati, riportati dal notiziario europeo Cordis, hanno implicazioni per le nostre conoscenze sulla diffusione di altre malattie originatesi negli uccelli, come il virus del Nilo occidentale. Il ceppo di influenza H5N1 e´ in circolazione tra uccelli sia selvatici che domestici da diversi anni. Gli esperti di salute pubblica stanno seguendo da vicino la diffusione della malattia che ha infettato anche oltre 500 persone a partire dal 2003, 300 delle quali sono morte. Gli uccelli migratori sono spesso stati ritenuti responsabili della diffusione della malattia in tutto il mondo.
Alcune specie di anatra, oca e cigno sono spesso additate come i principali colpevoli, poiche´ possono essere infettate e trasmettere il virus senza sviluppare alcun sintomo.
“I potenziali rischi per gli esseri umani hanno provocato un grande interesse dai parte dei media che spesso hanno parlato in particolare degli uccelli migratori, il che ha destato le preoccupazioni del pubblico che e´ arrivato a suggerire l´eliminazione di massa degli uccelli selvatici“, ha ricordato l´autore principale dell´articolo Nicolas Gaidet. “Il rischio reale che la H5N1 si diffonda attraverso gli uccelli migratori pero´ – ha continuato – dipende dal fatto che i soggetti infetti siano in grado di intraprendere azioni di migrazione e di diffondere il virus e dalle distanze che tali soggetti sarebbero in grado di percorrere. La nostra ricerca ha dato una risposta a questi interrogativi analizzando l´infezione e i percorsi e i tempi di migrazione di molte specie di uccelli“.
Gaidet e il suo gruppo di ricerca hanno esaminato la pubblicazioni scientifiche cercando informazioni sulla durata dell´infezione asintomatica nelle principali specie di uccelli selvatici. Hanno inoltre attaccato piccolissimi trasmettitori satellitari a oltre 200 uccelli appartenenti a 19 specie, tra cui il germano reale (´Anas Platyrhynchos´), l´oca indiana (´Anser indicus´) e il cigno selvatico (´Cygnus Cygnus´), sospettate di trasmettere il virus su grandi distanze durante la migrazione.
Questo metodo ha dato ai ricercatori informazioni senza precendenti sulla migrazione degli uccelli. Applicando le loro conoscenze riguardo la durata dell´infezione asintomatica a uccelli etichettati via satellite, il gruppo di ricerca ha composto un quadro delle probabilita´ che questi uccelli diffondano realmente il virus dell´influenza durante al migrazione.
I ricercatori hanno scoperto che, in teoria, gli uccelli migratori potrebbero veramente diffondere il virus H5N1 su distanze effettivamente enormi; alcune specie possono viaggiare per quasi 3 mila chilometri entro limiti di tempo compatibili con la durata della fase asintomatica dell´infezione. In realta´ pero´ le probabilita´ che cio´ avvenga sono bassissime.
Le etichette satellitari hanno mostrato che gli uccelli tendono a non completare la migrazione in una volta sola. Spezzano invece il viaggio in pochi lunghi voli della durata compresa tra uno e quattro giorni. Tra un viaggio e l´altro, si riposano in luoghi di sosta. Questi periodi di sosta di solito durano piu´ a lungo della fase dell´infezione. Secondo gli studiosi, questo non permette agli uccelli di diffondere il virus durante diversi spostamenti, consecutivi ma ininterrotti, su lunghe distanze.
“La diffusione intercontinentale del virus potrebbe quindi richiedere probabilmente una trasmissione a staffetta tra una serie di uccelli migratori infettatisi successivamente“, hanno scritto i ricercatori. “La probabilita´ che il virus sia diffuso su lunghe distanze da singoli uccelli selvatici – hanno continuato – e´ bassa: riteniamo che per ogni singolo uccello migratorio ci siano, in media, solo 5-15 giorni l´anno durante i quali l´infezione potrebbe causare la diffusione del virus HPAI (highly pathogenic avian influenza) H5Na per oltre 500 chilometri”.
Inoltre, secondo gli scienziati, per diffondere la malattia gli uccelli devono rimanere asintomatici ed e´ quindi improbabile che un´uccello che presenta i sintomi dell´influenza possa migrare e, se intraprende il viaggio, probabilmente non riuscira´ a percorrere le stesse distanze di un uccello sano. Questi risultati hanno conseguenze per la nostra conoscenza sulla diffusione di altre malattie, tra cui il virus del Nilo occidentale, di malattie batteriche come la salmonellosi e il morbo di Lyme che ha origine batterica.
Proprio il tema della gestione della piccola selvaggina sarà al centro del convegno organizzato dagli ATC di Siena che si svolgerà sabato 11 settembre presso l’Hotel Garden a Siena, al quale Arcicaccia parteciperà cercando, come sempre, di portare il suo contributo di idee e proposte.
AVIARIA: IMPROBABILE DIFFUSIONE DA UCCELLI MIGRATORI
PUGLIA: ECCO LE REGOLE PER LA PROSSIMA APERTURA
Testo tratto da www.lagazzettadelmezzogiorno.it
L’apertura generale della stagione venatoria in Puglia è fissata al prossimo 19 settembre e termina il 30 gennaio 2011.
Quest’anno la Regione ha concesso solo tre giorni di deroga (e non cinque come nel 2009) – l’1, 5 e 12 settembre – in cui è consentito cacciare esclusivamente tortore e gazze.
Ecco date e condizioni stabilite dal calendario venatorio regionale 2010-2011.
Dal 19 settembre al 31 ottobre, è consentito cacciare solo tortore e quaglie.
Dal 19 al 29 dicembre, merlo, coniglio selvatico e lepre comune.
Dal 2 ottobre al 30 gennaio: germano reale, folaga, gallinella d’acqua, porciglione, moretta, frullino, canapiglia, pavoncella, alzavola, codone, mestolone, fischione, moriglione, beccaccino.
Dal 2 ottobre al 28 novembre: cervo, daino, muflone, sulla base di specifici piani di abbattimento selettivi da sottoporre all’approvazione della Regione.
Dal 1 novembre al 30 gennaio, cinghiale.
Dal 2 ottobre al 19 gennaio: tordo, bottaccio, tordo sassello e cesena.
Dal 19 settembre al 19 gennaio, gazza.
Dal 9 ottobre al 19 gennaio, beccaccia.
Dal 2 ottobre al 29 dicembre, starna e fagiano.
La caccia è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.
Per la beccaccia, dalle 7 del mattino sino al tramonto.
Le limitazioni disposte riguardano anche il carniere.
Per la selvaggina stanziale: due capi, di cui una sola lepre; per il fagiano e la starna il carniere totale annuale non deve superare i 15 capi a cacciatore.
Per la selvaggina migratoria: venti capi, di cui al massimo dieci colombacci, dieci tra palmipedi, rallidi e trampolieri (di cui massimo cinque pavoncelle), dieci allodole, tre beccacce, cinque quaglie, cinque tortore.
Per queste ultime tre specie (baccacce, quaglie e allodole), il carniere totale annuale non potrà superare i 25 capi, mentre per la specie allodola i 50 capi annuali per cacciatore.
HUNTER COMPANY: CACCIA IN ROMANIA
Carissimi Amici Cacciatori,
ho il piacere di informarvi che anche questo anno l´apertura ad Acquatici in Romania ha dato ai nostri clienti e a noi grandissime soddisfazioni.
E´vero che siamo stati aiutati dalle condizioni meteo perchè, dopo vari giorni di grande caldo, per i tre giorni di caccia abbiamo avuto giornate di vento teso e fresco molto redditizio.
Ci ha permesso ottimi carnieri, anche di grande soddisfazione in questa nuova ottima zona, composta da tre grandissimi laghi, alimentati continuamente dal Danubio.
Quì già all´apertura tutti i tipi di uccelli sono presenti e al momento del passo, possiamo garantirvi, saranno ancora più numerosi perche´ la “valle” si trova nel restringimento massimo del Delta e del Danubio.
La valle e´ attrezzata con 12 cuvegge ben mascherate e da questa settimana stiamo completando e montando 4 palchetti galleggianti e 2 coppie di botti.
I NUOVI COSTI VALIDI SOLO PER QUESTA VALLE SONO:
Per 4 notti e 3 giorni di caccia:
Gruppo 6 cacciatori Euro 1400 a persona.
Gruppo 5 o 4 cacciatori Euro 1600 a persona.
Gruppo 3 0 2 cacciatori Euro 1800 a persona.
1 solo cacciatore quotazione a richiesta.
I costi sono tutto compreso ad esclusione di: viaggio da e per la Romania, Cartucce, Fucile a noleggio, Bevande e mance.
I risultati di questa prima caccia?
Non posso dire quanti uccelli abbiamo recuperato, ma con 6 cacciatori di “elite” abbiamo sparato 2250 cartucce.
La nuova zona è veramente “eccezionale” e appena possibile si affiancherà con quella di Olt, questo anno chiusa per mancanza di acqua.
Però da Novembre, quando la diga sarà riparata, avremo anche questa zona in perfetta efficenza.
Vi ricordo che il 15 settembre si apre la caccia nel delta del Danubio, ad Anatre e Oche. E i nostri barcaioli sono gia´ al lavoro per prepare gli appostamenti.
Vi aspettiamo in Romania,
Un caro Saluto Alessandro BENCINI
Hunter Company
Mobil: 0040722604691
Skype: sandrobencini
Email. info@huntercompany.net
Web: http://www.huntercompany.net/
SETTER E POINTER DAY
Picenum Re di Elisabetta Bucalossi sul trono dei Pointer. Rudy Lombardi sbaraglia tutti nei Setter con Paiper.

L’intervento del Presidente ENCI Francesco Balducci
Il Setter Day rappresenta l’appuntamento più atteso dell’anno da parte di tutti i setteristi, italiani e non. Non si tratta esclusivamente di una passerella caratterizzata da soli aspetti spettacolari, ma è la conclusione del lavoro svolto durante tutto l’anno con la risultanza dei traguardi zootecnici raggiunti.
Il Campionato Sociale per questo motivo è stato istituito, ed è disciplinato da un regolamento frutto di oculati studi da parte del Consiglio Direttivo SIS, che hanno permesso di ottenere un opportuno ed appropriato strumento che consente di comprendere quanto siano state giuste le scelte adottate, nonché lo sviluppo e lo stato di salute della razza nella sua globalità, piuttosto che riferita a singoli soggetti.
Quest’anno inoltre il Setter Day ha coinciso con la passerella delle equipe che hanno partecipato alla Coppa Europa ed ai Campionati Europei, per consentire ai protagonisti di godere della meritata soddisfazione scaturita dai successi ottenuti in rappresentanza dell’Italia. Il grande successo della manifestazione è stato ottenuto anche grazie al nuovo rapporto di collaborazione tecnica che si è instaurato con il nuovo Consiglio del Pointer Club d’Italia.
Tecnica e spettacolo, dunque, durante le quali nello splendido scenario di Campo Felice abbiamo potuto assistere alle eleganti prestazioni dei rappresentanti delle razze inglesi, e abbiamo avuto l’onore di premiare tutti coloro che nel corso del 2010 si sono impegnati fattivamente affinché si potessero raggiungere questi eccezionali risultati.
Tra di loro un premio speciale è stato destinato al Dr. Domenico Attimonelli, (Presidente ENCI per sei anni fino alle recenti elezioni primaverili),a riconoscimento di tutto l’importante lavoro che ha saputo svolgere durante il suo incarico, gettando le basi per consolidare quel rapporto di credibilità e considerazione dei quali oggi l’ENCI, (finalmente), gode nei confronti del Ministero delle Politiche Agricole.
L’invito a partecipare all’Evento era stato esteso anche all’attuale Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, On. Dr. Giancarlo Galan, il quale, pur non potendo intervenire personalmente, non è mancato grazie ad una lettera per la quale ha voluto ne fosse data lettura in occasione delle premiazioni finali del Setter Day.
Mi ritengo in primis orgoglioso dell’operato dei Soci del Sodalizio che rappresento, e soddisfatto dei risultati raggiunti che attestano non soltanto l’ottima salute della razza setter, ma anche la passione e la determinazione con le quali tutti i cinofili si impegnano nella tutela e nella salvaguardia del cane in genere, oltre che per il benessere animale
ENCI: SETTEMBRE, IMPEGNO PER TUTTI

In spedizione le 70.000 copie. I testi spaziano dal resoconto di esposizioni a descrizioni di numerose razze.
Il clamoroso successo degli italiani alla mondiale.
“Dialogo, tutela e progresso di tutte le razze e dell’intero mondo della cinofilia”: è questo l’impegno che alla ripresa dei lavori ha ricordato il presidente nazionale ENCI, Francesco Balducci.
Le strategie attuate nel corso dell’anno sono in parte precisate nel nuovo numero de “I Nostri Cani” in arrivo a giorni ai 70.000 soci ENCI. Il giornale contiene anche una fedele cronaca delle molte attività: nello scarno linguaggio dei risultati, dimostrano l’alto grado della selezione italiana. Lo conferma il clamoroso successo dei 50 italiani sul podio dell’esposizione mondiale svoltasi di recente in Danimarca.
Fra gli articoli anche una dettagliata descrizione del terranova che il noto tecnico Bruno Nodalli definisce “autentica opera d’arte”.
Elisabetta De Luca ripropone il “Bichon”, uno stupendo quattro zampe che fu definito in antico “bianco piumino sorridente” e ritratto persino da Goya.
Il noto allevatore e giudice Pietro Paolo Condò ha esaminato a Paestum tutti i partecipanti al raduno Club Cani da Compagnia, traendone interessantissime conclusioni. Per chi vuole addentrarsi nell’immaginario del cane, tra miti leggende spiritualità superstizioni e magia, l’articolo di Rodolfo Grassi “Il cane, le streghe e l’anima”. Nel testo vengono anche ricordate suggestive leggende e un brano di Artemidoro Didaldi che nel secondo secolo dopo Cristo scrisse uno dei più antichi libri dei sogni.
La rivista contiene anche numerosi risultati delle prove di caccia, fra cui il campionato per delegazioni SIS a Roccaraso, le prove in alta quota ed altre manifestazioni.
CAMPIONATO REGIONALE SICILIANO TIRO EX-ORDINANZA E SPORTIVO 2010
Continua il Campionato Regionale Siciliano di Tiro Ex-Ordinanza e Sportivo 2010 della Federazione Siciliana Tiro Sportivo (www.fsts.it), giunto alla undicesima giornata che si è svolta domenica 29 agosto presso l’ETNA SHOOTING CLUB di Sigonella (CT).
Le categorie disputate sono state tre: due riservate alle armi ex ordinanza, con mire metalliche e sniper, la terza, denominata “Sport”, riservata alle armi moderne senza limitazioni di ottiche o di calibro. Vediamo come sono andate le cose.
Nelle mire metalliche la prima sorpresa: il palermitano Federico Cuomo, riferimento per la provincia di Palermo della FSTS, si aggiudica il primo posto scavalcando gli abituali occupanti i tre gradini del podio col punteggio di 96+4 mouches realizzato con un Remington P14. A l secondo posto, anche lui da Palermo, Maurizio Pedicone con 95+3 ottenuto col solito Carl Gustaf M96 mentre al terzo posto si è posizionato Ettore Arrigo di Aci Bonaccorsi (CT) con 95+1 tirando con il suo Dragunov SVD.

Nella categoria Sniper, sempre per armi ex ordinanza, Ettore Arrigo e Santo Dibbennardo di Comiso (RG) si avvicinano in classifica generale a Pedicone, conquistando rispettivamente il primo e il secondo posto nella gara, con lo stesso punteggio, elevatissimo, di 100+5 mouches.
Il primo posto se l’aggiudica Arrigo per aver realizzato, anche in questa categoria con un Dragunov SVD, il punteggio alla prima ed unica prova, mentre Santo Dibbennardo, con Mosin Nagant 91/30, ha ottenuto il suo al primo rientro e, come prevede il regolamento, la prova realizzata per prima, a parità di punti, supera quella realizzata dopo.

Dietro di lui due tiratori che hanno dimostrato ampiamente la loro abilità con le ottiche: Ettore Arrigo con Tikka T3 e Santo Dibbennardo con Savage Predator rispettivamente col punteggio di 97, ottenuto al primo rientro e di 96+1. Il quarto posto è stato conquistato da Giuseppe Puntara di Scicli con un Sabatti Rover 880 e 96 punti. Tante sono state le assenze importanti, come quelle di Massimo Lasagna e di Giuseppe Marotta che hanno condizionato inevitabilmente la classifica generale.

Nella Categoria Tiro Sportivo di Precisione è Salvatore Turturici a confermare la sua leadership con 142, allungando su Massimo Lasagna, ancora al secondo posto dopo due assenze consecutive, a 99 punti. La terza posizione è occupata da Ettore Arrigo con 74 punti. Il terzo posto conquistato in gara porta Santo Dibbennardo a 51 punti in settima posizione nella classifica generale.
L’undicesima gara è stata caratterizzata da un caldo soffocante che ha condizionato negativamente le prestazioni dei tiratori e delle stesse armi. Molti tiratori non hanno raggiunto i risultati che si aspettavano ma questo ha dato maggiore vivacità allo spettacolo e stimoli a tutti per migliorare le proprie prestazioni.
Era presente anche il vice presidente e fondatore dalla FSTS Ranieri De Maria, col quale, nei giorni scorsi, in un incontro con Salvo Petta, altri soci della FSTS, sponsor e rappresentanti dei poligoni del circuito, si è parlato di nuove iniziative e di un nuovo regolamento per il campionato futuro in cui non mancheranno novità che accresceranno lo spettacolo, lo spirito agonistico degli atleti e il divertimento.
E per ultimo, ma non meno importante, ricordiamo l’impegno sociale della FSTS che devolve gran parte dell’incasso di ogni gara all’Istituto Oncologico del Mediterraneo (IOM) di Viagrande (CT) per la ricerca sulle cellule staminali tumorali. L’appuntamento per la dodicesima giornata è per 12 settembre a Misilmeri (PA), presso l’Associazione Dragoni Sputafuoco in Contrada Roccabianca, dove si disputeranno solo le categorie relative all’ex ordinanza.
Cristiano Nasta
Responsabile Rapporti coi Media della FSTS
press@fsts.it
CUNEO: CALENDARIO VENATORIO 2010-2011
Testo tratto da www.grandain.com
Domenica 19 settembre apertura generale della stagione di caccia.
Fino al 31 gennaio 2011 sarà consentito abbattere esemplari di fauna selvatica appartenenti alle varie specie tenendo conto delle seguenti indicazioni: lepre comune, coniglio selvatico e minilepre dalla terza domenica di settembre al 15 dicembre; fagiano,quaglia, tortora, beccaccia, beccaccino dalla terza domenica di settembre al 31 dicembre; starna e pernice rossa dalla terza domenica di settembre al 31 dicembre; cesena, tordo bottaccio, tordo sassello, germano reale, colombaccio, cornacchia grigia e nera, gazza e volpe dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio; pernice bianca, fagiano di monte, coturnice, lepre bianca, camoscio, capriolo, cervo, daino, muflone dal 1 ottobre al 30 novembre; cinghiale dal 1 ottobre al 31 dicembre nella zona faunistica delle Alpi e dal 1 novembre al 31 gennaio nella zona faunistica di pianura.
Le aperture previste dal calendario sono suscettibili di modifiche da parte di ogni Atc e Ca.
Per quanto riguarda gli ungulati gli abbattimenti sono possibili in base a piani di prelievo basati sui censimenti che accertano la densità e la composizione delle popolazioni proposti dagli stessi Atc e Ca e approvati dalla Giunta regionale con il seguente calendario.
Per il capriolo: Ca Cn 1 apertura prevista dal 18 settembre al 21 ottobre per un totale di 90 capi da prelevare; Ca Cn 2 apertura dal 16 settembre al 2 ottobre, dal 7 al 23 ottobre e dal 28 ottobre al 13 novembre nel distretto superiore, dal 2 al 18 settembre (per i soli capi maschi), dal 4 al 20 novembre e dal 25 novembre al 11 dicembre nel distretto inferiore per un totale di 235 capi da prelevare; Ca Cn 3 apertura dal 02 al 11 settembre (per i soli capi maschi), dal 16 settembre al 2 ottobre, dal 16 ottobre al 4 novembre e dal 13 al 25 novembre per un totale di 353 capi; Ca Cn 4 apertura dal 18 settembre al 7 ottobre, dal 16 ottobre al 4 novembre e dal 25 novembre al 11 dicembre per un totale di 139 capi da prelevare; Ca Cn 5 dal 4 al 14 settembre (capi maschi), dal 15 al 25 settembre, dal 14 al 30 ottobre, dal 13 novembre al 4 dicembre per un totale di capi da prelevare di 160; Ca Cn 6 apertura prevista dal 18/8 al 11/9 per i maschi e dal 22/12 al 26/1 per femmine e classi 0 per un totale di capi da prelevare di 161; Ca Cn 7 apertura prevista dal 2 al 14 settembre (soli esemplari maschi) e dal 15 settembre al 30 ottobre per 58 capi; Atc Cn 4 dal 19 agosto al 6 settembre(maschi) e dal 22 dicembre al 31 gennaio (femmine e piccoli classe 0) per un totale di capi da prelevare di 258; Atc Cn 5 dal 21 agosto al 04 settembre (maschi), dal 16 dicembre al 6 gennaio e dal 9 al 30 gennaio (femmine e piccoli classe 0) per un totale di 425 capi.
Per il camoscio: Ca Cn 1 apertura dal 18 settembre al 21 ottobre per un totale di 20 capi da prelevare; Ca Cn 2 apertura dal 16 settembre al 2 ottobre, dal 7 al 23 ottobre e dal 28 ottobre al 13 novembre per 91 capi; Ca Cn 3 dal 16 settembre al 7 ottobre, dal 16 ottobre al 6 novembre e dal 13 al 27 novembre per 101 capi da prelevare; Ca Cn 4 apertura dal 18 settembre al 7 ottobre, dal 16 ottobre al 4 novembre e dal 11 novembre al 27 novembre per un totale di 196 capi; Ca Cn 5 apertura dal 18 settembre al 9 ottobre, dal 23 ottobre al 13 novembre e dal 18 novembre al 4 dicembre per un totale di 62 capi da prelevare; Ca Cn 6 dal 18 settembre al 13 novembre per un totale di 44 capi; Ca Cn 7 apertura dal 23 settembre al 20 novembre per 34 capi.
Per il muflone: Ca Cn 4 apertura dal 18 settembre al 7 ottobre, dal 16 ottobre al 4 novembre e dal 11 al 27 novembre per un totale di 25 capi da prelevare; Ca Cn 2 apertura dal 2 settembre al 30 ottobre per 4 capi; Atc Cn 4 apertura dal 17 ottobre al 15 dicembre per 20 capi da prelevare.
Per il cervo: Ca Cn 1 apertura dal 18 al 25 settembre e dal 16 ottobre al 6 novembre per 12 capi; Ca Cn 2 dal 16 ottobre al 11 novembre, dal 13 novembre al 11 dicembre per 12 capi; Ca Cn 3 dal 16 ottobre al 4 novembre, dal 13 novembre al 2 dicembre e dal 4 al 23 dicembre per un totale di 40 capi; Ca Cn 4 dal 16 ottobre al 4 novembre, dal 11 al 27 novembre e dal 2 al 18 dicembre per 60 capi da prelevare.
ECCO LE MODIFICHE AL CALENDARIO VENATORIO SICILIANO
Questo il testo del decreto del 12 agosto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia il 27 agosto che dispone modifica del decreto del 4 giugno 2010 concernente regolamentazione dell’attività venatoria nel territorio della Regione – annata 2010/2011.
MOLISE: CALENDARIO VENATORIO 2010-2011
Pubblicato il testo del calendario venatorio molisano per la prossima stagione.
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ABRUZZO: CALENDARIO PREAPERTURA E APERTURA 2010-2011
Pubblicato il testo del calendario venatorio abruzzese per la prossima stagione.
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CALABRIA: CALENDARIO VENATORIO 2010-2011
Pubblicato il testo del calendario venatorio calabrese per la prossima stagione.
LIVORNO: CALENDARIO VENATORIO 2010-2011
Ecco il testo del calendario venatorio livornese per la prossima stagione.
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MASSA CARRARA: CALENDARIO VENATORIO 2010-2011
Ecco il testo del calendaio venatorio della provincia di Massa Carrara per la prossima stagione.
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VALLE D´AOSTA: CALENDARIO 2010-2011
Ecco io il testo del nuovo calendario venatorio della Valle d’Aosta.
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FERRARA: CALENDARIO VENATORIO 2010-2011
Ecco il testo del calendario venatorio ferrarese per l’imminente stagione di caccia.
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FIRENZE: ECCO IL NUOVO CALENDARIO VENATORIO
Testo tratto da www.ilreporter.it
Ecco tutte le disposizioni approvate dalla Provincia di Firenze per la stagione 2010-2011.
Apertura domenica 19 settembre, preaperture richieste per i giorni del 1° e del 5 settembre. Tutto quello che c´è da sapere sul nuovo anno venatorio.
La caccia alla Starna ed alla Pernice rossa è consentita:
a) in tutto il territorio a caccia programmata e nelle Aziende Faunistico Venatorie, dal 19 settembre al 30 dicembre 2010;
b) nelle Aziende Agrituristico Venatorie, nel rispetto dei piani di abbattimento approvati dalla Provincia, ed esclusivamente per esemplari provenienti da allevamento dal 19 settembre 2010 al 31 gennaio 2011;
La caccia alla Lepre comune è consentita in tutto il territorio a caccia programmata e nelle Aziende Faunistico Venatorie dal 19 settembre al 8 dicembre 2010; fanno eccezione le Aziende Agrituristico Venatorie, nelle quali è protratta, esclusivamente in aree recintate, fino al 31 gennaio 2011, nel rispetto dei piani di abbattimento approvati dalla Provincia;
Per quanto disposto all’articolo 8 comma 4 bis della L.R. 20/2002, è consentito l’abbattimento della Minilepre (Sylvilagus floridanus):
a) in tutto il territorio a caccia programmata dal 19 settembre al 8 dicembre 2010 b) nelle Aziende Faunistico Venatorie dal 19 settembre 2010 al 31 gennaio 2011. Per la minilepre non vi sono limitazioni al carniere giornaliero per cacciatore (parere espresso dalla Regione Toscana il 23 ottobre 2008 prot. n.279225/U.90), né è conseguentemente dovuta la trascrizione dei prelievi sul tesserino venatorio;
La caccia al Fagiano è consentita:
a) in tutto il territorio provinciale a caccia programmata dal 19 settembre 2010 al 30 dicembre 2010;
b) nelle Aziende Faunistico Venatorie e nelle Aziende Agrituristico Venatorie dal 19 settembre 2010 fino al 31 gennaio 2011;
Il prelievo del Cinghiale nel territorio a caccia programmata vocato alla specie, è consentito dal 2 ottobre 2010 al 31 gennaio 2011 anche in caso di terreno coperto da neve, nei giorni di mercoledì, sabato e domenica e nei giorni festivi purché non ricadenti nelle giornate di silenzio venatorio.
Il prelievo del Cinghiale nel territorio a caccia programmata non vocato alla specie ai sensi dell’articolo 92 DPGR 13/R/2004, è consentito, anche in terreno coperto da neve, secondo i modi ed i tempi di seguito indicati:
a) Nel territorio a caccia programmata non vocato compreso nell’ATC FI 4, la caccia al cinghiale sia in forma singola, che in gruppi costituiti da non più di quattro persone, può essere effettuata dal 22 settembre 2010 al 31 gennaio 2011, tutti i giorni consentiti alla attività venatoria, tenuto conto dei giorni di silenzio venatorio. La caccia al cinghiale con la tecnica della braccata da parte delle squadre può essere effettuata dal 22 settembre 2010 al 31 gennaio 2011, unicamente nei giorni di mercoledì, di sabato e di domenica e nei giorni festivi purché non ricadenti nelle giornate di silenzio venatorio e dovrà essere preventivamente autorizzata dal Comitato di gestione dell’ATC FI 4.
b) Nel territorio a caccia programmata non vocato compreso nell’ATC FI 5 la caccia al cinghiale, sia in forma singola, che in gruppi costituiti da non più di quattro persone, può essere effettuata dal 22 settembre 2010 al 30 dicembre 2010 per tre giorni settimanali a scelta ad esclusione dei giorni di silenzio venatorio e del mercoledì.
La caccia con la tecnica della braccata da parte delle squadre può essere effettuata dal 22 settembre 2010 al 31 gennaio 2011 esclusivamente nelle giornate di mercoledì e sabato, nei territori preventivamente assegnati dal Comitato di gestione dell’ATC FI 5.
La caccia al Cinghiale nelle Aziende Faunistico Venatorie è consentita dal 19 settembre 2010 al 31 gennaio 2011 anche in caso di terreno coperto da neve.
La caccia alla specie Beccaccia è consentita esclusivamente in forma vagante con l’uso del cane da ferma o da cerca. Nel territorio della Provincia l’abbattimento e la detenzione di soggetti di beccaccia durante l’esercizio venatorio è consentito solo ai cacciatori accompagnati da cani da ferma o da cerca. N.B. deve essere segnato sul tesserino venatorio ogni capo di beccaccia subito dopo l’abbattimento.
In base all’art. 7, 6° comma, della L.R. 20/2002, il prelievo sulle popolazioni di Capriolo, Daino, Cervo e Muflone è consentito nei Distretti inclusi nel territorio a gestione programmata della caccia, nei periodi di seguito indicati:
Capriolo:
Distretti dell’ATC Firenze 4:
Dal 1 agosto al 30 settembre 2010 per tutte le classi di sesso ed età; dal 2 febbraio al 14 marzo 2011 per femmine e piccoli (entrambi i sessi); dal 2 marzo al 14 marzo 2011 maschi adulti;
Distretti dell’ATC Firenze 5:
Dal 1 agosto al 16 settembre 2010 per tutte le classi di sesso ed età; dal 16 gennaio al 28 febbraio 2011 per femmine e piccoli (entrambi i sessi); dal 2 marzo al 14 marzo 2011 maschi adulti;
Daino
Comprensori dell’ATC Firenze 4:
Dal 1 novembre al 29 novembre 2010 e dal 2 gennaio al 14 marzo 2011. Nei comprensori Vicchio, Vaglia, San Piero, Pontassieve, Londa, interamente ricadenti nel territorio non vocato alla specie, i cacciatori iscritti a distretti di capriolo ricadenti nei suddetti comprensori, possono cacciare, nel periodo compreso dal 1 agosto al 30 settembre 2010, i capi assegnati di daino contestualmente ai capi assegnati di capriolo.
Comprensori dell’ATC Firenze 5:
Dal 2 ottobre al 31 ottobre 2010 e dal 16 gennaio al 14 marzo 2011 Nei comprensori ricadenti in area non vocata alla specie, i cacciatori iscritti a distretti di capriolo ricadenti nei suddetti comprensori, possono cacciare, nel periodo compreso dal 1 agosto al 16 settembre 2010 i capi assegnati di daino contestualmente ai capi assegnati di capriolo.
Cervo
Comprensori dell’ATC Firenze 4
– in area vocata:
Maschi adulti e sub adulti: dal 1 agosto al 15 settembre 2010 e dal 5 ottobre 2010 al 15 marzo 2011;
Maschi fusoni (anche in velluto), piccoli e femmine giovani dal 1 agosto 2010 al 15 marzo 2011
Femmine adulte: dal 1 dicembre 2010 al 15 marzo 2011.
– in area non vocata
I cacciatori iscritti a distretti di capriolo o di daino ricadenti nella area non vocata al cervo possono cacciare, nel periodo compreso dal 1 agosto al 15 marzo 2011, il numero di capi assegnati di cervo, per tutte le classi di sesso e di età, contestualmente ai capi assegnati di capriolo e/o di daino.
Comprensori dell’ATC Firenze 5:
dal 2 ottobre al 31 ottobre 2010 e dal 16 gennaio al 14 marzo 2011 Nei comprensori ricadenti in area non vocata alla specie, i cacciatori iscritti a distretti di capriolo ricadenti nei suddetti comprensori, possono cacciare, nel periodo compreso dal 1 agosto al 16 settembre 2010 i capi assegnati di cervo contestualmente ai capi assegnati di capriolo.
Muflone
Comprensori dell’ATC Firenze 4:
dal 1 novembre al 29 novembre 2010 e dal 2 gennaio al 14 marzo 2011.
Il prelievo di Capriolo, Daino, Cervo è altresì consentito nelle Aziende Faunistico Venatorie nei tempi e nelle quantità suddivise in classi prevista nei Piani di Assestamento per la stagione venatoria 2010-2011, approvati con specifica Delibera della Giunta Provinciale.
L’utilizzo di segugi per la caccia agli ungulati all’interno di recinti di abbattimento è consentito unicamente nelle Aziende Agrituristico Venatorie per le quali tale uso sia previsto nell’ambito dei piani di gestione annuale approvati dalla Provincia (parere espresso dalla Regione Toscana il 7 /02/2005 prot. 123/2729).
Nella caccia di selezione a cervidi e bovidi l’uso di cani da traccia è consentito dal 1 agosto 2010 al 15 marzo 2011, per la sola attività di recupero dei capi feriti, a persone abilitate iscritte nel registro dei conduttori di cani da traccia;
Successivamente all’8 dicembre 2010, l’uso del cane da seguita è vietato. Fanno eccezione i casi seguenti:
a) per la caccia alla volpe, l’uso del cane da seguita è consentito dal 9 dicembre 2010 al 31 gennaio 2011, limitato a squadre composte da almeno sei partecipanti. In tale periodo, prima dell’inizio della cacciata, tali partecipanti devono compilare su carta una lista, da esibire al momento dei controlli, contenente il loro nominativo e gli estremi del porto d’armi.
b) per la caccia del cinghiale sia in area vocata che non vocata, l’uso del cane da seguita è consentito dal 9 dicembre 2010 al 31 gennaio 2011, in tutti i casi previsti ai capoversi precedenti;
Nel periodo compreso tra il 1 gennaio ed il 31 gennaio 2011, l’uso del cane è vietato con l’eccezione dei seguenti casi:
a) nella caccia da appostamento fisso e temporaneo l’uso del cane è consentito per la sola attività di recupero dei capi feriti o abbattuti;
b) per la specie beccaccia;
Oltre i casi previsti ai precedenti punti 13 a) e 11 b), nel periodo compreso tra il 1 gennaio ed il 31 gennaio 2011, la caccia vagante, è consentita esclusivamente:
a) nelle Aziende Faunistico Venatorie e nelle Agrituristico Venatorie;
b) per la specie beccaccia, esclusivamente con l’uso del cane da ferma o da cerca, nelle aree boscate incluse entro i territori vocati alla specie Cinghiale. Per superfici boscate si intendono quelle di estensione superiore a 2.000 mq, di larghezza maggiore a 20 m, coperte da vegetazione arborea con una copertura del suolo determinata dalla proiezione della chioma pari ad almeno il 20 per cento, come indicato all’articolo 3 comma 1 della Legge Regionale Forestale n° 39/2000;
c) nelle aree palustri di cui all’elenco seguente (vedi cartografia su www.provincia.fi.it/agricoltura-caccia-pesca ): Comuni di Fucecchio e Cerreto Guidi
a Nord – dal confine con la Provincia di Pistoia nel tratto compreso fra il canale del Terzo ed il canale del Capannone (detto anche Usciana);
ad Est – lungo il confine con la Provincia di Pistoia fino ad incontrare la strada campestre che conduce al podere della Chiavica e seguendo detta strada fino a Casa del Morelli passando per Ponte del Turrini, Mulino, C. Cavallino; e da qui seguendo la strada provinciale per Massarella fino a mt. 1000 di distanza dal canale maestro e proseguendo verso Sud mantenendo tale distanza da detto canale, fino ad incontrare la strada provinciale n. 15 Lucchese-Romana;
ad Ovest – dalla Provincia di Pistoia lungo il canale del Capannone (detto anche Usciana) fino all’altezza di Villa Lampaggi, quindi seguendo la gronda del Padule fino a Ponte di Cavallaia e da questa località seguendo il canale maestro in direzione Sud fino a Ponte a Cappiano;
a Sud – da Ponte a Cappiano per mt. 1000 lungo la strada provinciale n. 15 Lucchese-Romana.
Pianura a valle di Firenze
fino ai confini della Provincia di Pistoia e lungo il corso inferiore dell’Arno:
a Nord – dal confine della Provincia di Prato lungo la ferrovia Firenze-Bologna in direzione sud-est fino ad incontrare il confine amministrativo del Comune di Firenze (fosso del Termine);
ad Est – incontro della ferrovia Firenze-Bologna con il confine amministrativo del Comune di Firenze (fosso del Termine) e seguendo detto confine fino al fiume Arno (presso loc. San Donnino);
a Sud – dal fiume Arno (presso Loc. L’Isola) seguendo il confine amministrativo del Comune di Firenze fino all’uscita n.21 casello Autostrada del Sole (Firenze-Signa) e da detta località seguendo la Strada Statale n. 67 Tosco-Romagnola in direzione Ovest e passando per Olmo, Viottolone, Granatieri, Lastra a Signa fino a Ponte a Signa;
ad Ovest – da Ponte a Signa attraversando l’Arno in direzione Nord lungo la Strada Statale n. 325 Val di Setta e Val di Bisenzio passando per Signa fino alla località Il Crocifisso, da questa località seguendo la strada campestre in direzione Ovest che conduce a Caverna, Casa Padule, Podere Chiella, fino a incontrare il confine con la Provincia di Prato sul fiume Ombrone;
In base al Piano Faunistico Venatorio Provinciale approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 167 del 02/10/2006 e successive integrazioni, è stabilito il divieto di caccia su tutto il territorio del Comune di Firenze;
Ai sensi dell’art. 28, comma 11 della L.R.3/94 concernenti le zone dove l’attività venatoria è consentita in forma programmata, le zone riservate alla gestione venatoria privata e quelle dove l’attività venatoria non è consentita sono riportate sull’elenco inserito sul sito web della Provincia www.provincia.fi.it/agricoltura-caccia-pesca.
E´ stabilito di richiedere alla Regione Toscana nei giorni 1 e 5 settembre 2010 la caccia da appostamento alle specie tortora (Streptopelia turtur), colombaccio, merlo, gazza, ghiandaia, cornacchia grigia. La preapertura resta subordinata all’acquisizione della relativa autorizzazione da parte della Regione. In attuazione di quanto previsto all’articolo 18 comma 2 della L.R. 157/92, la concessione da parte della Regione Toscana dell’apertura anticipata della caccia sulle specie suddette, comporta la riduzione implicita dell’ultimo giorno disponibile di caccia per ciascuna specie, rispetto ai periodi previsti all’art. 7 della L.R. 20/2002.
A corredo del Calendario Venatorio Provinciale sono date le seguenti prescrizioni e/o precisazioni:
i) SETTIMANA VENATORIA: la settimana venatoria inizia il lunedì. Nel conteggio delle giornate settimanali di caccia sono considerate valide quelle effettuate sia in Toscana che in altre Regioni;
ii) TESSERINO VENATORIO: in base all’art. 28 della legge regionale 12/1/1994 n. 3, nelle Aziende Agrituristico Venatorie non è necessario il possesso del tesserino per l’esercizio dell’attività venatoria.
iii) APPOSTAMENTI FISSI: i titolari, ed in loro assenza i fruitori di appostamento fisso, sono tenuti su richiesta ad esibire agli incaricati della vigilanza l´autorizzazione all´impianto, unitamente alla conferma di validità dell´anno in corso con il versamento aggiornato della tassa di concessione regionale. Deve essere sempre consentito inoltre, durante l’utilizzo degli appostamenti, l’accesso ai medesimi da parte del personale di vigilanza.
iv) APPOSTAMENTI TEMPORANEI: sulla base delle proposte dei Comitati di Gestione degli ATC provinciali, la distanza minima tra appostamenti temporanei è fissata in metri 80.
v) PERIODI DI DIVIETO PER LA CACCIA VAGANTE: nei casi in cui si eserciti l’attività venatoria in periodi in cui sia consentita la caccia solo da appostamento fisso o temporaneo, l’accesso all’appostamento dovrà avvenire con il fucile scarico ed in custodia, o racchiuso in idoneo involucro o smontato.
vi) CACCIA AL CINGHIALE: La caccia al cinghiale nelle aree vocate alla specie è consentita a cacciatori iscritti al Registro provinciale della caccia al cinghiale riuniti in squadre. Le braccate possono essere effettuate con la presenza di almeno 20 iscritti alla squadra. In deroga a ciò possono concorrere al raggiungimento del numero minimo ospiti in possesso dell’opzione di cui alla lettera d) dell’art. 28 L.R. 3/94. E’ fatto obbligo a tutti i partecipanti alla caccia in squadra, di indossare abbigliamento ad alta visibilità.
La caccia al cinghiale nelle aree non vocate, può essere attuata delle seguenti tipologie di cacciatori, con priorità per coloro che abbiano effettuato l’opzione di cui all’art. 28, lett. d) della L.R. 3/94:
a) Cacciatori singoli che effettuano la caccia all’aspetto ed alla cerca anche con l’uso del cane;
b) Cacciatori iscritti al registro provinciale della caccia al cinghiale riuniti in squadre. I cacciatori singoli devono essere iscritti in apposito Registro tenuto dagli ATC. L’iscrizione al Registro comporta l’accettazione da parte del cacciatore di offrire la propria disponibilità ad effettuare operazioni di prevenzione dei danni alle colture agricole mediante la realizzazione di opere passive.
Ferma restando la priorità per i cacciatori che abbiano effettuato l’opzione di cui all’art. 28, lett. d) della L.R. 3/94, ogni ATC ha discrezionalità sulle modalità e sui tempi di iscrizione al Registro.
Tutti i cacciatori, durante l’espletamento dell’attività venatoria e dell’abbattimento devono rispettare i seguenti obblighi:
– indossare abbigliamento ad alta visibilità;
– non possono detenere ed utilizzare munizione spezzata;
– devono munire tutti i capi abbattuti di contrassegno inamovibile fornito dagli ATC;
– devono segnalare preventivamente gli interventi in braccata con appositi cartelli con la scritta “attenzione intervento di caccia al cinghiale in corso” da sistemare ai margini e lungo le vie di accesso all’area di intervento;
-i cacciatori che effettuano la caccia all’aspetto ed alla cerca, anche con l’uso del cane, possono riunirsi in gruppi non superiori a quattro persone.
vii) L’ALLENAMENTO ED ADDESTRAMENTO DEI CANI: si svolge, ai sensi dell’art. 30 comma 10 della L.R. 3/94 e dell’art.5 del Calendario Venatorio Regionale, nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica, dalla terza domenica di agosto al giovedì precedente la terza domenica di settembre, dal sorgere del sole sino alle ore 11.00 e dalle ore 14.00 alle ore 19.00 (ora legale) sull’intero territorio regionale non soggetto a divieto di caccia L’allenamento e l’addestramento dei cani è consentito ai soli cacciatori iscritti all’ambito territoriale di caccia (ATC). Tale attività non è consentita nelle aree interessate dalle produzioni agricole di cui all’art. 42 comma 2 della L.R.T. 3/94 e della Deliberazione Consiliare 20/12/1994 n. 588, anche se prive di tabellazione.
viii) CACCIA DI SELEZIONE: Ai sensi di quanto inoltre previsto all’art. 6 bis della L.R. 20/2002, i cacciatori abilitati utilizzano per l’annotazione delle giornate di caccia e degli abbattimenti effettuati durante la caccia di selezione, fino al completamento del piano di abbattimento assegnato, gli appositi libretti delle uscite consegnati e vidimati dagli ATC provinciali. Nel periodo compreso tra la terza domenica di settembre ed il 31 gennaio deve essere segnato anche il tesserino venatorio rilasciato dal comune di residenza.
ix) CACCIA NELLE AZIENDE AGRITURISTICO VENATORIE: Si ricorda che in detti istituti l’attività venatoria è consentita esclusivamente su fauna immessa proveniente da allevamento, pertanto, per quanto concerne la specie lepre comune, qualora le immissioni fossero effettuate unicamente all’interno di recinti, è consentito il prelievo venatorio unicamente all’interno degli stessi.
x) CACCIA NELLE ZPS: Nelle ZPS ricadenti nel territorio della Provincia di Firenze identificate come “Stagni della Piana Fiorentina”, “Padule di Fucecchio”, “Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone” e “Camaldoli, Scodella, Campigna, Badia Prataglia”, (vedi cartografia su www.provincia.fi.it/agricoltura-caccia-pesca) le disposizioni del presente calendario si applicano facendo salve le disposizioni della Delibera di Giunta Regionale n°454 del 16-06-2008 avente per oggetto “D.M. 17.10.2007 del Ministero Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare – Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a zone speciali di conservazione (ZSC) e zone di protezione speciale ((ZPS)” che dettano in particolare per le ZPS i seguenti divieti:
a) divieti validi per tutte le ZPS:
Esercizio dell’attività venatoria nel mese di gennaio ad eccezione dei giorni di giovedì e di domenica e con l’eccezione, ove prevista, della caccia agli ungulati; Effettuazione della preapertura della attività venatoria; Utilizzo di munizionamento a pallini di piombo all’interno delle zone umide quali laghi, stagni, paludi, acquitrini, lanche e lagune d’acqua dolce nonché nel raggio di 150 m dalle rive più esterne;
Abbattimento di esemplari appartenenti alle specie Combattente (Philomacus pugnax) e Moretta (Aythya fuligula);
Svolgimento dell’attività di addestramento cani da caccia prima del 1 settembre e dopo la chiusura della stagione venatoria;
Distruzione o danneggiamento intenzionale di nidi e ricoveri di uccelli;
Svolgimento di attività di circolazione motorizzata al di fuori delle strade fatta eccezione di mezzi agricoli e forestali, mezzi di soccorso controllo e sorveglianza, nonché ai fini dell’accesso all’azienda agli aventi diritto in qualità di proprietari, lavoratori o gestori;
b) divieti validi per le ZPS caratterizzate da zone umide delle quali “Stagni della Piana Fiorentina”, “Padule di Fucecchio”, “Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone” : divieto di abbattimento, in data antecedente al 1° Ottobre, di esemplari appartenenti alle specie Codone (Anas acuta), Marzaiola (Anas querquedula), Mestolone (Anas clypeata), Alzavola (Anas crecca), Canapiglia (Anas strepera), Fischione (Anas penelope), Moriglione (Aythya ferina), Folaga (Fulica atra), Gallinella d´acqua (Gallinula chloropus), Porciglione (Rallus aquaticus), Beccaccino (Gallinago gallinago), Beccaccia (Scolopax rusticola), Frullino (Lymnocryptes minimus), Pavoncella (Vanellus vanellus);
xi) DIVIETO DI USO DI CARTUCCE CON PALLINI DI PIOMBO NELLE ZONE UMIDE. Si ricorda che, ai sensi dell´art. 13 del Regolamento Provinciale per il rilascio, il rinnovo e l´uso degli appostamenti fissi, approvato con Delibera del Consiglio Prov.le n. 5 del 22/01/2009, ai fini della salvaguardia delle popolazioni di uccelli acquatici, è fatto divieto detenere ed utilizzare munizioni a pallini di piombo durante l’esercizio di caccia da appostamento fisso a palmipedi e trampolieri, dai capanni complementari e da appostamenti a trampolieri autorizzati su tutto il territorio provinciale, compreso quello del Circondario Empolese Valdelsa.
xii) SANZIONI: L’ art. 58 comma 1 lettera q della L.R.T. 3/94 dispone in merito alle sanzioni da applicare per le violazioni alle disposizioni contenute nel Calendario Venatorio Regionale, nonché alle disposizioni o prescrizioni contenute nel presente provvedimento, se non espressamente già enunciate dalla L.R.T. n. 3/94.
SE MAOMETTO NON VA ALLA MONTAGNA … di Rodolfo Carboni
Seconda meta’ dell’ottobre 2008; mi reco con il mio Argo presso un’azienda agricola del mio amico Mario in Aprilia (LT) per effettuare il mio primo appostamento ai tordi, cosa che ormai, avendo il cane, faccio raramente, preferendo la caccia vagante con il cane.
Arrivo direttamente sul posto con la macchina dato che Mario mi ha dato il comando di apertura del cancello e mi apposto prima dell’alba all’incrocio tra due fossi, posto preferito dal mio amico, ma dato che era impossibilitato a venire aveva detto il giorno prima di mettermi li’, buon posto per lo spollo ai tordi.
Argo come al solito si mise seduto accanto a me aspettando il suo turno per il recupero delle eventuali prede abbattute; ogni tanto però, se non succede niente, si va a fare una giratina per sgranchirsi le gambe e per non annoiarsi, lesto a tornare da me se mi sente sparare.
Avevo già incarnierato un paio di tordi, prontamente recuperati da Argo in mezzo al fosso, quando lui, che si era allontanato, si mise a blaccare insistentemente a fermo in mezzo al frutteto che era alle mie spalle. Mi decisi di andare a vedere a cosa blaccava; avvicinandomi lungo i filari vidi Argo che blaccava sotto una pianta di prugna “maschio”, con la testa rivolta verso la cima della pianta.
Era ancora un po’ buio per cui non riuscivo a vedere niente sulla pianta, ma a un tratto scorsi un movimento sulla cima; era un merlo che, evidentemente ferito, saltellava sull’albero senza allontanarsi. Mi allontanai per non sciuparlo e lo abbattei, con veloce riporto di Argo.
Tornai al mio appostamento, passa circa un’altra ora; eravamo ormai all’incirca verso le otto di mattina e ormai era giorno, avevo incarnierato un altro paio di tordi, ma il passo si vedeva che era ancora scarso. Ad un tratto Argo, che si era messo a fare un’altra passeggiata in mezzo al frutteto, si mise nuovamente a blaccare; subito pensai a un altro merlo o tordo ferito, ma sentii che stavolta non era fermo.
Conoscendo Argo capii che certamente aveva scovato qualcosa in mezzo al frutteto e che lo stava inseguendo. Guardando verso la direzione della canizza, vidi Argo che dallo stradone principale del frutteto si incanalava come una furia proprio in corrispondenza del filare di frutteto di fronte a me, filare che potevo vedere per tutta la sua lunghezza di oltre cento metri.
Vedevo Argo che come un razzo si avvicinava verso di me ma, data la distanza e per il fatto che la parte bassa del frutteto era ancora in ombra, non vedevo niente davanti a lui. Quando ormai era arrivato a circa metà del filare, abbassai un’ po’ lo sguardo e rimasi di stucco! Una beccaccia, come una gigantesca sfarfallante farfalla, a pochi centimetri da terra, stava davanti ad Argo che la inseguiva come un forsennato e stava venendomi letteralmente addosso!
Era una scena surreale, sembrava di assistere a un cartone animato, con Argo nella parte del coyote e la beccaccia nella parte di Bip Bip. Ripresomi dalla sorpresa mi preparai, mentre la beccaccia si avvicinava sempre di più col cane alle calcagna. Fui fortunato dato che avevo messo in prima canna una cartuccia free shot priva di borra, per cui praticamente una dispersante.
Aspettai che la beccaccia uscisse dal filare e a non più di quindici metri lasciai andare la fucilata sulla beccaccia che non si era minimamente accorta della mia presenza, anche se le ero di fronte e completamente allo scoperto. Alla fucilata la beccaccia si innalzò a candela, fece una giravolta su se stessa e planò ad ali spiegate a pochi centimetri dai miei stivali, ebbe come un fremito e spirò.
Io rimasi immobile ancora sorpreso, sia per come era avvenuto l’abbattimento, sia per come era caduta, dato che sembrava veramente un dono dal cielo; era come se quella beccaccia si fosse offerta a me. Pensai stranamente a quel detto “Se Maometto non va alla montagna é la montagna che va da Maometto”; io infatti non mi ero mosso un centimetro dal mio appostamento e la beccaccia, pur potendo prendere come via di fuga qualsiasi filare del frutteto, scelse il solo che mi era di fronte e che potevo vedere per intero!
Forse era proprio destino!
Pensai inoltre ai tanti miei amici beccacciai doc, quando parlano sempre di cani, di ferme, di code dritte e di code alte, di consenso ecc.. Se avessero visto questa scena di caccia ne sarebbero rimasti inorriditi, ma io che non sono beccacciaio ho trovato questa scena di caccia la più divertente nella mia ormai lunga carriera di cacciatore.
Argo arrivò tutto affannato con la lingua sbrendoloni, gli affibbiò un paio di morsichetti sulla schiena come per dire “ti ho presa” e si mise a scodinzolare tutto felice.
Sono un cacciatore fortunato dato che ho un cane che ogni anno riesce ancora a sorprendermi.
Raccolsi la beccaccia ai miei piedi e chiamai subito con il telefonino il mio amico Bruno, beccacciaio d.o.c., al quale il giorno prima, dato che si stava lagnando che ancora non si riusciva a vedere una beccaccia, avevo detto scherzando “Guarda che domani mattina vengo in pizzeria e te la faccio vedere io la prima beccaccia”.
Come promesso al ritorno gliela portai a far vedere e gli raccontai come era avvenuto l’abbattimento; lui si fece una risata, accarezzò la beccaccia e sicuramente gli tirai su il morale e gli portai fortuna, dato che il giorno dopo uscii a caccia con i suoi cani e incarnierò la sua prima regina.
LA PRECEDENZA? ALLE OCHE di Salvatore Galeano

Il turista chesi accinge a comprare un pacchetto di viaggio tutto incluso non sa a che cosa va incontro. Si, certo, l’accompagnatore ha l’obbligo di rispettare il programma ma, nelle sue pieghe, possono nascondersi degli imprevisti che, al momento di salire sull’aereo, nessuno è in grado di prevedere.
Sbollito il caldo dell’estate taorminese, decido di andare a rinfrescarmi le ossa in Islanda (agosto 2009).
L’Islanda, paese meraviglio da visitare (in estate), ma non per viverci, ha dei paesaggi bellissimi, arricchiti da ghiacciai, fiumi di tutte le dimensioni, laghi, lagune, fiordi e paludi a perdita d’occhio. Gli insediamenti umani, pochi, si sviluppano lungo la costa, ampia e frastagliata.
Quello che mi ha colpito di più, visitando l’isola, è la presenza di innumerevoli specie di acquatici che lì si riproducono: berte, gabbiani, cigni a migliaia (non ho mai visto tanti cigni in vita mia), pulcinella di mare a milioni (che ho anche mangiato), anatre a non finire e oche bellissime che si fanno avvicinare e che si riproducono vicino alle case.
Per chi ha interessi ornitologici, il periodo più interessante per visitare l’Islanda va da giugno a luglio, quando si schiudono le covate. Va da sé che una visita incruenta in Islanda va anche consigliata ai cacciatori nostrani, repressi e frustrati.

Il penultimo giorno di viaggio Federico, l’accompagnatore del gruppo, ci porta a vedere un prato, lungo un fiume, che scorre gagliardo attraverso un centro abitato, poche case sparse qua e là. Sul prato ci sono una cinquantina di oche selvatiche: chi si pulisce le penne, chi sega l’erba, chi sbatte le ali. Colpito da tale visione, mi precipito per primo fuori dal pulmino, con la macchina fotografica in mano, per immortalare tale meraviglia, unica per me proveniente dal centro del Mediterraneo.
Non spaventate, ma infastidite dalla nostra presenza, incominciano a spostarsi lentamente in direzione di una strada asfaltata. Giunte sul ciglio della strada, si fermano come scolaretti responsabili, conoscitori del codice della strada. Di lì a poco, gozzi in fuori, colli eretti, le teste che ruotano a destra e a manca come periscopi di sommergibili alla ricerca di navi da affondare, lemme lemme incominciano ad attraversare la strada. Giunte al centro del nastro di asfalto, arriva la prima macchina che si blocca. Ne arriva una seconda, una terza, finché si forma una colonna di una decina di macchine, tutte ferme in paziente attesa. Senza scomporsi più di tanto, le oche procedono imperterrite, perché sanno che la precedenza è la loro. Quando l’ultima oca ha superato l’asfalto, il traffico riparte.
Su mia richiesta, Federico l’accompagnatore del gruppo mi informa che la caccia alle oche è consentita per un paio di settimane nel mese di novembre e che anzi, fino ad un paio di anni fa, era permesso ad ogni cacciatore abbatterne cento. Successivamente il governo, accortosi che con la modica spesa di € 50 per la licenza di caccia, ogni cacciatore riusciva a realizzare guadagni per un paio di migliaia di Euro con la vendita della carne delle oche, ha ridotto il numero dei prelievi a sette al giorno.
In Italia, la caccia alle oche è severamente vietata e sanzionata: chissà perché, forse per non limitare il piacere ai cacciatori islandesi.
Taormina, 18 marzo 2010
LAZIO: CALENDARIO VENATORIO 2010-2011
Pubblicato il calendario che dispinerà la caccia nella Regione Lazio nell´annata 2010 – 2011.
Con decreto n. T0379 del 9 Agosto 2010,il Presidente della Regione LazioRenata Polverini adotta il calendario venatorio regionale e regolamento per la stagione venatoria 2010/2011.
E´ possibile scaricare il bando in formato PDF.
FRIULI VENEZIA GIULIA: CALENDARIO VENATORIO 2010-2011
Ecco le pubblicazioni in merito al Calendario Venatorio 2010-2011 per la Regione Friuli Venezia Giulia.
Calendario venatorio della Regione Lazio 2010 – 2011
Scarica calendario caccia tradizionale
Scarica calendario caccia di selezione






















